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      Home » Verso il Fine Estate: in arrivo nubifragi e grandine grossa
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      Verso il Fine Estate: in arrivo nubifragi e grandine grossa

      L'anticiclone non crolla ma si incrina: l'aria più fresca in quota scatena temporali violenti, chicchi di grandine di grosse dimensioni e raffiche, mentre le temperature restano sopra la media.

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 05/08/2026
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      14 Min Lettura
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      Contents
        • Un’alta pressione che comincia a incrinarsi
      • Grandine di grosse dimensioni: il rischio che cresce
        • Nel weekend sole in pianura e temporali sui rilievi
        • Il contributo di un mare troppo caldo
        • La nuova settimana riporta l’anticiclone
        • Il meteo del fine settimana di Ferragosto, da confermare
        • Il quadro termico non concede grandi tregue
      • Nel dopo Ferragosto
        • Peròserviranno aggiornamenti quotidiani da parte dei super calcolatori

      Un’alta pressione che comincia a incrinarsi

      Qualcosa sta cambiando, la stagione avanza, e si, siamo al 5 agosto, l’estate non è finita, ma inizia a chinare “la testa”, e nonostante l’Alta Pressione Africana continui ad essere protagonista sul meteo dell’Italia,  la struttura anticiclonica non è più indissolubile e ce ne renderemo conto nel corso dei prossimi giorni. Volendo lo mostrano anche i temporali di queste ore, anche se la maggioranza di chi sta in Italia lotta alla ricerca di refrigerio.

      Ci sono tutti i sintomi di piccole crepe che si stanno aprendo nella cupola anticiclonica. Crepe che, va precisato subito, non dovrebbero metterne in discussione la permanenza almeno fino a Ferragosto del bel tempo e del caldo estivo anche marcato, ma le citate crepe sono sufficienti a lasciar filtrare flebili infiltrazioni d’aria più mite in quota, sufficienti a mantenere vive le condizioni ideali per lo sviluppo di imponenti nubi temporalesche. L’analisi dei principali modelli matematici, soprattutto quelli ad alta risoluzione che consentono di scendere nel dettaglio, indica una direzione univoca: temporali ben più diffusi e violenti, spesso accompagnati da pesanti grandinate e colpi di vento, talvolta sotto forma di veri e propri nubifragi.

       

      Grandine di grosse dimensioni: il rischio che cresce

      È qui che entra un meccanismo insidioso. Finché la campana anticiclonica resta compatta, l’atmosfera è come sigillata: l’aria calda accumulata nei bassi strati non riesce a salire di quota e l’energia si accumula senza sfogo, beh, lo mostrano certe temperature che continuano ad essere prossime ai record storici. Per dire, vi sembra normale che ogni giorni tra Trento e Bolzano ci siano massime di oltre 39°C?

      Ma ecco che nel momento in cui la campana di alta pressione perderà forza, anche solo parzialmente, quel coperchio lascia sollevare l’energia immagazzinata di colpo. La risposta si chiama instabilità atmosferica ed è tutt’altro che tranquilla: genera una reazione furiosa, che in Italia si sta già manifestando a macchia di leopardo, con rovesci di forte intensità e grandinate localizzate. Ma quanto avremo l’evento sopra descritto, i fenomeni meteo saranno violenti come quelli che abbiamo visto qualche settimana fa, se non anche più violenti. Il Mediterraneo si è ancor più riscaldato, pensate che in alcune località è apparsa la nebbia con 30°C, e questo è anomalo, succede nelle regioni equatoriali.

      Il punto critico è che la massa d’aria attualmente presente sul Centro e sul Nord Italia, e in misura parzialmente minore al Sud, che ha ormai assunto caratteristiche affini a quelle delle regioni tropicali, anche se onestamente mi appare più simile a quella equatoriale: è caldissima, carica di vapore acqueo all’inverosimile, con un contenuto energetico enorme. Solo che non si trova ai tropici, bensì alle medie latitudini, dove l’ingresso di aria più fresca in quota è sempre possibile. Ed è questo il maggior problema perché se nell’Equatore si possono avere violente piogge, temporali, da noi invece si possono scatenare fenomeni più violenti, con grandine di grosse dimensioni, trombe d’aria.

      Infatti, quuando quest’aria fresca oceanica, o transalpina scivola sopra il cuscino caldo e umido, il contrasto termico diventa esplosivo e i temporali che ne derivano possono risultare estremamente violenti, con raffiche di vento lineari, nubifragi capaci di scaricare in pochi minuti quantitativi di pioggia notevoli e, soprattutto, grandine di grosse dimensioni. Sono proprio le correnti ascensionali particolarmente robuste, alimentate da questo squilibrio, a permettere ai chicchi di crescere e di raggiungere diametri pericolosi per le colture, per le automobili e per le persone sorprese all’aperto.

       

      Nel weekend sole in pianura e temporali sui rilievi

      Il secondo fine settimana di agosto si presenterà con una sostanziale continuità dal punto di vista barico. L’alta pressione continuerà a dominare gran parte del territorio nazionale, garantendo tempo abbastanza stabile, cieli in prevalenza sereni e temperature decisamente elevate, se non altissime. Il caldo resterà il protagonista assoluto nelle pianure e lungo le coste, dove il sole splenderà senza particolari ostacoli per buona parte delle due giornate.

       

      Sabato 8 agosto si risentiranno ancora gli effetti residui del lieve cedimento dell’onda anticiclonica previsto il giorno precedente. Al mattino il tempo sarà generalmente stabile su tutta la Penisola, con ampi spazi di sereno. Con il trascorrere delle ore, però, il riscaldamento del terreno e l’umidità presente nei bassi strati favoriranno la formazione di nubi a sviluppo verticale sulle principali catene montuose. Le Alpi e le Prealpi saranno le aree più esposte a temporali, ma fenomeni isolati potranno svilupparsi anche lungo alcuni tratti dell’Appennino centrale e meridionale. Si tratterà nella maggior parte dei casi di eventi localizzati e di breve durata, ma localmente intensi, accompagnati da raffiche e possibili grandinate.

      Stavolta, però, gli sconfinamenti saranno probabili anche altrove. La Val Padana rientra pienamente nelle aree a rischio, così come diversi tratti costieri del Centro-Sud, della Sardegna e della Sicilia, in particolare laddove sono presenti contrafforti montuosi a ridosso dei litorali. Anche le zone interne delle due Isole Maggiori saranno coinvolte. Nelle pianure del Nord, sulle regioni centrali tirreniche e lungo gran parte dei litorali il tempo resterà comunque stabile per larga parte della giornata, con valori elevati e un clima spesso afoso nell’arco delle 24 ore: a Milano e a Bologna il disagio da caldo si farà sentire con particolare pesantezza, così come a Firenze.

       

      Domenica 9 agosto è atteso un nuovo rafforzamento dell’alta pressione di matrice subtropicale, destinato a consolidare la stabilità su gran parte del Paese. Il sole sarà protagonista praticamente ovunque fin dalle prime ore del mattino e le temperature potranno registrare un ulteriore lieve aumento, soprattutto al Centro-Sud e sulle Isole Maggiori, da Cagliari a Palermo. Anche in questo caso, però, il forte riscaldamento diurno continuerà a innescare episodi temporaleschi sui rilievi alpini e appenninici nel pomeriggio e nelle prime ore serali.

       

      Il contributo di un mare troppo caldo

      C’è un ulteriore aspetto che merita attenzione: il calore accumulato dalle acque. Il Mediterraneo sta facendo registrare temperature superficiali paurosamente alte, localmente addirittura mai osservate prima. Un mare tanto caldo funziona come una riserva di carburante: alimenta l’evaporazione, aumenta il vapore acqueo disponibile nei bassi strati e fornisce energia supplementare ai sistemi convettivi. Ci si attende quindi che un contributo diretto all’attività temporalesca arrivi proprio dal mare, con effetti particolarmente evidenti sulle fasce costiere e sulle pianure immediatamente retrostanti.

      Sulla durata di questa fase instabile non sembrano esserci dubbi: si andrà avanti così almeno fino a domenica, forse anche oltre, quindi nelle primissime fasi della settimana successiva. È questo il range temporale che permette di formulare una previsione accettabile, senza dimenticare che gli eventi temporaleschi non sono affatto semplici da collocare nello spazio e nel tempo.

       

      La nuova settimana riporta l’anticiclone

      Superata questa parentesi, tutto lascia pensare che l’inizio della settimana successiva prosegua sulla stessa linea, con l’alta pressione pronta a mantenere il controllo della situazione. Qualche giorno fa era stato ipotizzato un possibile cambiamento tra il 10 e il 12 agosto, legato a un cedimento dell’onda anticiclonica a favore di un ingresso moderato di correnti più umide di origine oceanica, in grado di portare temperature decisamente più basse e instabilità diffusa. Sulla base delle ultimissime simulazioni, un cedimento strutturale più sostanzioso dell’alta pressione subtropicale non appare così probabile.

      Nella sostanza proseguirà l’attuale regime barico anticiclonico, con poche variazioni anche per quanto riguarda l’origine della massa d’aria in arrivo, sempre molto calda e di matrice nord-africana. Semmai si potranno registrare modeste fluttuazioni del promontorio, con infiltrazioni talora un po’ più consistenti di flussi più miti e umidi in quota, accompagnate da qualche temporaneo ridimensionamento della temperatura generale. Nel complesso, però, l’azione prevalente continuerà a essere subtropicale e piuttosto calda.

       

      Il meteo del fine settimana di Ferragosto, da confermare

      A ridosso della festività clou dell’estate va segnalata una certa intensificazione dell’attività instabile, con il rischio che possano svilupparsi temporali più diffusi su diverse aree. Distinguendo per zone tra venerdì 14, sabato 15 e domenica 16 agosto, il quadro appare piuttosto articolato. Sulle aree appenniniche e sulle medie e basse pianure del Nord i temporali potrebbero farsi vedere soprattutto sabato 15 e domenica 16, non ovunque e sempre in forma sparsa; venerdì 14, invece, sugli stessi settori i fenomeni dovrebbero risultare molto più circoscritti o del tutto assenti. Quando presenti, però, potrebbero rivelarsi anche piuttosto intensi, proprio per via della notevole energia termica disponibile nei bassi strati.

      Su Alpi, Prealpi e rilievi appenninici centrali i fenomeni potrebbero invece risultare quasi quotidiani: talora più estesi, in altre fasi più circoscritti, ma comunque ricorrenti. Sui restanti settori, in particolare quelli costieri e sulle pianure più vicine al mare, gli eventi temporaleschi dovrebbero risultare in prevalenza assenti o molto localizzati, con qualche possibilità in più lungo alcune coste settentrionali e occasioni più rare su quelle centro-meridionali. Un Ferragosto, dunque, e anche la domenica successiva, con possibili disturbi temporaleschi qua e là sulle aree interne, soprattutto nelle ore pomeridiane, talvolta con rovesci intensi e grandinigeni.

      Insomma, la festività è salva. Così parrebbe.

       

      Il quadro termico non concede grandi tregue

      Anche in prospettiva del Ferragosto  l’Italia resterà interamente con temperature  sopra la norma, con un surplus termico medio compreso tra 3°C e 8°C, specie al Nord,specie tra venerdì 14 e sabato 15 agosto. Le massime al suolo si collocheranno mediamente oltre i 35°C in pianura, con punte ricorrenti tra 36°C e 38°C e qualche valore di 39-40°C non escluso sia sulle pianure settentrionali sia sulle aree interne del Centro-Sud. Pur con valori piuttosto uniformi, l’anomalia più marcata riguarderà le pianure del Nord, la Toscana, l’Umbria, le Marche, il Nord dell’Abruzzo e parte del Nord-Est del Lazio, mentre lo scarto si farà leggermente più contenuto scendendo verso Sud.

       

      Nel dopo Ferragosto

      Il dopo Ferragosto rischia di vedere delle burrasche. C’è la possibilità di più incisive iniezioni di aria umida oceanica la cui origine non è definibile per ora, però i modelli matematici prospettano ampie aree con la possibilità di rovesci temporaleschi. Inolte, si vede un abbassamento più deciso della temperatura, con una forse anche severa attenuazione della calura africana specie nel Nord Italia, dove la temperatura potrebbe persino scendere sotto la media, o starne prossima. Si, si ha come l’impressione di una rottura della stagione estiva nel dopo Ferragosto, come da tradizione, e allora auspichiamo una prosecuzione del tempo atmosferico più consono al clima delle nostre latitudini.

       

      Peròserviranno aggiornamenti quotidiani da parte dei super calcolatori

      Sino a Ferragosto, per chi trascorrerà le vacanze al mare si prospetta un periodo complessivamente favorevole, mentre chi sceglierà la montagna dovrà mettere in conto la possibilità di qualche temporale pomeridiano, fenomeno ormai tipico delle giornate estive caratterizzate da forte calore e intensa insolazione. L’estate, pur nel pieno della maturità, comincerà a mostrare le prime avvisaglie di un lento declino però, inizialmente non nei valori termici, ancora abbondantemente sopra la norma, ma nella crescente irrequietezza di un’atmosfera troppo carica di energia.

       

      Credit

      • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)
      • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
      • Deutscher Wetterdienst (DWD)

       

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