Milano, 40°C di giorno e minime a 28°C: la città che non si raffredda mai
In questo breve articolo cercheremo di raccontare come si vive in un’area urbana come Milano, in una zona centrale compresa tra due parchi: uno piccolo e uno abbastanza ampio, quello del Politecnico di Milano. Tuttavia, siamo tra i palazzi. Le misurazioni che vedete qua sotto sono relative a un termometro ben tarato e schermato, che misura le temperature in ombra, quindi non influenzate direttamente dai raggi solari.
Il punto di rilevamento tra i condomini
Si tratta di una temperatura in ombra che, peraltro, non risponde a tutti i criteri del WMO e quindi non può essere definita ufficiale. La prendiamo però come esempio, in quanto è proprio il valore che un cittadino residente in questa parte di Milano, ma anche in altre zone della città interna, si ritrova aprendo la finestra di casa. Non sono i dati delle stazioni meteorologiche magari poste su un tetto o in un’area arieggiata, ma quelli rilevati tra i condomini. Il rilevamento è fatto a circa 20 metri dal suolo, su una parete, con un distanziamento della capannina di rilevamento meteo di circa 100 centimetri dai muri, così da esserne influenzato il meno possibile: muri che, come ho detto prima, sono esposti rigorosamente a nord, dove il sole non batte mai.

Massime oltre i 35°C e minime quasi sempre sopra i 25°C
Una breve analisi. Osservate come abbiano prevalso temperature superiori ai 35°C e come solo occasionalmente il termometro sia sceso sotto i 25°C. In alcune circostanze questo calo sotto i 25°C è avvenuto in concomitanza di un temporale in zona. Nell’area si è anche verificata, qualche settimana fa, una violenta grandinata con chicchi di 4 centimetri di diametro che hanno danneggiato centinaia e centinaia di autoveicoli, ma la temperatura durante il temporale non è scesa sotto i 20°C.
Da segnalare che ci sono state due situazioni temporalesche iniziate una intorno alle ore 22:00 e un’altra addirittura verso mezzanotte, con una temperatura che si aggirava tra i 33°C e i 34°C; si è verificato persino un rovescio di pioggia che ha portato giù la colonnina appena a 29°C. Tutto questo con un elevato tasso di umidità. Io direi che queste sono le condizioni meteorologiche peggiori tra le peggiori che si possono trovare probabilmente in Italia: di sicuro qui si vive, per chi può permetterselo, costantemente con un climatizzatore, anche perché la temperatura media mensile degli ultimi 30 giorni è stata di circa 30°C. Stiamo parlando di una situazione davvero estrema, figlia di quell’ondata di calore che non molla la presa.

La notte appena trascorsa, in città e fuori
Tuttavia vi presentiamo dei dati dell’ultima notte, quella tra il 4 e il 5 agosto, con le temperature minime misurate al mattino presto, prima del sorgere del sole del giorno 5. Noterete che in città la temperatura è rimasta comunque molto elevata, con minime attorno ai 28°C proprio laddove abbiamo la nostra centralina e 27°C in alcune aree della città. Appena fuori dalle tangenziali, quindi fuori dall’area estremamente urbanizzata, abbiamo valori stavolta molto inferiori rispetto al capoluogo: addirittura a Milano Due attorno ai 24°C, a Corsico sui 23°C, e ancora più a est, dopo Pioltello, in aperta campagna circa 23°C, così come a nord di Monza. Sono le notti tropicali che ormai accompagnano ogni estate.
Di giorno il divario si annulla
Di giorno, però, la situazione cambia totalmente. Va detto che alcune stazioni meteo di Milano segnano persino 40°C: parliamo di centraline di ARPA Lombardia, e in Piazza Zavattari il valore massimo ormai da vari giorni si attesta appunto sui 40°C. Altre stazioni si aggirano tra i 38°C e i 39°C. Temperatura uniforme, comunque, con la campagna: anche fuori Milano la massima è abbastanza simile a quella del centro città, anzi, addirittura in piena città le varie stazioni meteo segnano qualche grado in meno. Ma non tra i condomini. Tra i condomini, tra palazzi come è posta la nostra stazione meteo, la temperatura rimane altissima, non c’è ventilazione, c’è un’afa terrificante. Uscire per strada con questi valori è alquanto rischioso: i marciapiedi sono ardenti, sono ardenti le strade, e si attende refrigerio esclusivamente dopo le 3-4 del mattino, anche perché sino a mezzanotte il termometro misurato in pieno centro si aggira tra i 33°C e i 34°C.
Da giugno non è mai arrivata una vera tregua
Va avanti così ormai da qualche giorno, ma questa è una delle tante ondate di caldo, ovvero dei picchi di calore, perché se vogliamo siamo in ondata di calore continuo da giugno. Da giugno non c’è stata mai una giornata di refrigerio, non c’è stata mai una giornata di vero maltempo come succedeva in altri anni su Milano: considerate che sul capoluogo si possono riversare grossi quantitativi di pioggia associati a violenti temporali, e niente di tutto ciò è capitato. Sono arrivati temporali isolati che hanno interessato alcuni quartieri, ci sono state grandinate e forti raffiche di vento, danni in alcune circostanze e in altre solo raffiche senza conseguenze, oppure un forte refrigerio come domenica mattina, veramente impressionante, con una temperatura scesa anche sui 20°C nei quartieri settentrionali della città, senza pioggia. Un’estate estrema già dal suo esordio, plasmata dall’anticiclone africano.

Il verde urbano e i limiti della mitigazione notturna
Ma Milano continua a essere caldissima, si sta surriscaldando e ha bisogno sicuramente di interventi dal punto di vista urbanistico per attenuare la calura notturna. Però ecco il punto: la calura notturna probabilmente si potrebbe attenuare con del verde, ma su questo gli studi non sono tutti concordi. Il verde urbano attenua il calore diurno dei marciapiedi e delle strade asfaltate, mentre quello minimo notturno, soprattutto in un’area milanese dove c’è una totale o quasi assenza di vento durante la notte, resta un nodo irrisolto: in ambito urbano non c’è uno scambio d’aria tra la campagna e la città, e la città rimane bollente. È esattamente il meccanismo dell’isola di calore urbana, sul quale esistono ormai diverse strategie di difesa.
Case in affitto senza climatizzazione
Che cosa fare per Milano? Innanzitutto, però, ora bisogna semplicemente prevenire il caldo, e anche se non vi sono normative di legge che lo impongano è necessario che le abitazioni, soprattutto quelle cedute in affitto agli studenti, siano dotate di climatizzazione. Vi capita di vedere studenti, anche nel mio condominio, che ne sono privi. È incivile affittare appartamenti a prezzi folli a Milano senza un climatizzatore a disposizione, soprattutto per il guadagno che ne ricavano le parti proprietarie. Mi dispiace, ma questa è un’affermazione convintissima che faccio, perché gli studenti si sentono carne da macello, così pure molte persone costrette a prendere casa in affitto per ragioni di lavoro su Milano, in appartamenti senza climatizzazione. Orbene, non tutti vogliono il climatizzatore, alcuni lo detestano eccetera, ma la climatizzazione ti consente di dormire e di vivere a una temperatura accettabile, soprattutto la notte. E comunque sia, il nostro corpo a volte non riesce a reagire a condizioni di temperatura esagerata, cioè non ci rendiamo conto di avere dei malesseri: queste temperature sono disumane, soprattutto quelle che si registrano all’interno delle abitazioni.
Credit
- World Meteorological Organization – Extreme heat grips Europe
- Copernicus Climate Change Service – Climate Bulletins
- World Health Organization Europe – Planning for a warmer world
- United Nations University – What are urban heat islands and why do they matter
- EUSPA – When Europe heats up, Copernicus keeps watch from space