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Il trend meteo-climatico della prossima settimana, diciamo più in generale dell’ultima decade di settembre, rappresenta in questo momento un tema di sicuro interesse

 

I modelli matematici, infatti, da giorni stanno cercando di inquadrare al meglio la situazione e dobbiamo dirvi che, seppur a fasi alterne, continuano a proporci una configurazione barica di notevole portata. Configurazione barica che sembra trovare ampio riscontro su tutti i centri di calcolo internazionali. Parliamo dell’isolamento di un’ampia depressione a carattere freddo sull’Europa orientale.

 

Qui subentrano le divergenze di vedute. Da un lato abbiamo infatti alcuni modelli previsionali che continuano a proporci un interessamento piuttosto vivace anche del nostro Paese, mentre altre proiezioni sembrano propendere per un consolidamento dell’alta pressione. Esprimersi a favore di una o dell’altra ipotesi, ad oggi, è praticamente impossibile. Sappiamo infatti che fin tanto che persisteranno queste divergenze di vedute, la prognosi non potrà essere sciolta ufficialmente.

 

Ad onor del vero, c’è da dire che uno dei modelli matematici che propone con più costanza l’interessamento delle nostre regioni è quello più affidabile di tutti, o perlomeno, viste le performance, è da considerarsi tale. Stiamo parlando del modello matematico europeo, dal quale si evince una progressiva estensione della depressione orientale verso il Mediterraneo centrale.

 

Se così fosse, è evidente che l’ultima decade di settembre andrebbe ad assumere connotati pienamente autunnali, presumibilmente anche di più di quel che ci dice la storia stagionale alle nostre latitudini.

 

Arriverebbe aria fredda dai quadranti orientali, associata a un progressivo aumento dell’instabilità atmosferica, e un successivo step potrebbe essere quello dell’isolamento di un’area ciclonica secondaria sui nostri mari. Ipotesi che evidentemente ci esporrebbe a condizioni di maltempo particolarmente incisive, ma, come detto, trattandosi di aria fredda, l’aspetto termico sarebbe certamente più rilevante, perché si parlerebbe di temperature diffusamente inferiori alle medie stagionali.

 

Alla luce di quanto accaduto fino a qualche giorno fa, parlare di anomalie termiche negative farebbe un certo effetto, anche perché, a fronte di certe temperature, potrebbero arrivare le prime nevicate sulle nostre montagne e non soltanto lungo l’arco alpino. Dall’altro lato ci sono tuttavia le proiezioni modellistiche americane che, pur proponendo a tratti lo stesso tipo di soluzione, restano comunque più incerte.

 

Non è da escludere infatti che l’alta pressione possa arginare la depressione fredda sull’Europa orientale, riuscendo pertanto a prendere il sopravvento sui settori centro-occidentali del Vecchio Continente e, ovviamente, anche sul Mediterraneo.

 

Se così fosse, si aprirebbe una nuova fase di bel tempo che tuttavia non dovrebbe proporci temperature eccessivamente alte. Le proiezioni termiche non evidenziano anomalie positive importanti, il che, in questi tempi, è comunque da considerarsi una notizia importante. Volendo concludere l’analisi con un’opinione, crediamo che la soluzione proposta dai centri di calcolo europei possa effettivamente realizzarsi.

 

Quindi, a partire dalla prossima settimana, la depressione fredda orientale potrebbe effettivamente espandersi gradualmente in direzione delle nostre regioni, certificando ufficialmente l’avvio dell’autunno. Si tratterebbe, a quel punto, di un esordio stagionale davvero in grande stile.

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