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      Home » Agosto 2026, l’anticiclone africano assedierà l’Italia:
      A La notizia del giornoA Scelta dalla RedazioneAlla Prima Pagina MeteoCambiamento climatico

      Agosto 2026, l’anticiclone africano assedierà l’Italia:

      Le proiezioni a lungo termine del Centro meteo europeo delineano un mese di agosto rovente, con l'anticiclone africano piazzato sull'Italia, temperature ben oltre la media e piogge sempre più scarse su gran parte d'Europa.

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 25/07/2026
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      7 Min Lettura
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      Contents
      • Agosto 2026, l’alta pressione africana punta dritta sull’Italia
      • Precipitazioni sotto la media in Italia e in gran parte d’Europa
      • Poca pioggia sulle Alpi: un danno per la disponibilità di acqua, ambiente e i ghiacciai
      • Un clima estivo che non è più quello di una volta

      Agosto 2026, l’alta pressione africana punta dritta sull’Italia

      Abbiamo un grosso problema per quanto riguarda agosto 2026, sempre che le previsioni a lunghissimo termine del Centro meteo europeo (ECMWF) vengano confermate. Che cosa emerge dalle proiezioni più aggiornate a oggi? Innanzitutto una persistenza esagerata, ma veramente esagerata, dell’alta pressione africana, centrata questa volta addirittura sull’Italia e non sulla Francia, come abbiamo visto in altre circostanze. Parliamo soprattutto delle anomalie di temperatura alla quota di circa 1500-1600 metri: questo significa che al suolo potrebbero esserci valori davvero molto elevati. E a dircelo è proprio l’ECMWF.

      Abbiamo informazioni anche per la primissima parte del mese, la prima decade: sappiamo che i valori possono oscillare, ma qui stiamo osservando il tutto in una visione d’insieme, non certo facendo la previsione giornaliera. Non vi stiamo dicendo che tempo farà a Ferragosto, tanto per intenderci, ma esclusivamente quale sia la tendenza climatica, cioè che clima avremo ad agosto. Non fraintendiamoci, dunque, nella lettura.

      La previsione indica che tutto il mese di agosto sarà caratterizzato da grandi anomalie. Osservando poi la pressione atmosferica in quota, che è quella davvero rilevante per capire che cosa potrebbe accadere, sì, un cambiamento si intravede, e arriva dopo Ferragosto: una diminuzione di forza dell’anticiclone africano, per quanto possano resistere temperature ancora molto elevate. Evidentemente, dopo Ferragosto le temperature cominceranno a essere meno anomale rispetto al periodo precedente, segno che qualcosa tenderà a cambiare.

       

      Precipitazioni sotto la media in Italia e in gran parte d’Europa

      Siamo andati a osservare anche le precipitazioni e, va detto, non ci sono grandissime novità. Sì, si intravedono occasioni per qualche pioggia, localmente anche sopra la media, qua e là sulle regioni settentrionali italiane; ma in tutta Europa l’anomalia delle precipitazioni sarà estremamente diffusa, cioè pioverà meno rispetto alla norma.

      Osservando la tendenza a più ampio raggio, che si spinge fino al 6 settembre, Italia, Francia, Spagna, il sud delle Isole Britanniche, il sud dell’Irlanda, la Svezia, il sud della Norvegia e l’Europa dell’est – con l’eccezione dell’area più orientale della Russia, di parte del Mar Nero e della penisola anatolica – vedrebbero precipitazioni sotto la media, in alcuni casi addirittura molto sotto la media. Nella regione alpina, in Svizzera, in Germania, in Austria e così via, come pure in Italia, ad agosto le piogge sarebbero meno abbondanti del solito. Considerando che al centro-sud in agosto piove già poco, a grandi linee la tendenza è questa: cadrà davvero poca acqua.

      Questo significa che avremo fenomeni temporaleschi solo a carattere locale, come è avvenuto a luglio: niente situazioni ideali per precipitazioni diffuse, ma brevi interruzioni di stampo temporalesco. Il tutto soprattutto dopo Ferragosto, senza però quella rottura del tempo di Ferragosto che in passato era quasi una tradizione. L’estate proseguirà per tutto il mese di agosto: calda, con temperature sopra la media. Anche il rientro di chi tornerà dalle vacanze avverrà nel segno del caldo, esattamente come accaduto lo scorso anno.

       

      Poca pioggia sulle Alpi: un danno per la disponibilità di acqua, ambiente e i ghiacciai

      Tutto questo scenario, certo, può far piacere a chi trascorrerà le ferie nelle regioni alpine, perché avrà a disposizione molte giornate senza pioggia e senza temporali. Bisogna però considerare che una simile situazione provoca danni sul piano ambientale, proprio perché le precipitazioni scarseggiano. Sulle Alpi, infatti, questo è il periodo dell’anno con le piogge più abbondanti: se gli apporti risultano così deficitari, ne derivano problemi evidenti in termini di disponibilità d’acqua.

      L’acqua è preziosa, soprattutto per le regioni settentrionali, che tra l’altro sono tra le aree italiane meno attrezzate per la raccolta delle piogge, oltre a essere quelle con la maggiore densità di popolazione. Anche la montagna è densamente abitata: le Alpi sono popolatissime e rappresentano l’area montana italiana con la maggiore presenza turistica. Insomma, l’acqua è indispensabile, e altrettanto lo sono le piogge; avremo invece precipitazioni meno abbondanti della media e temperature sopra la norma, con un ulteriore danno ai ghiacciai. Di questo, però, sapete già molto, perché se ne parla di continuo, anche se ormai la questione sembra non interessare quasi più nessuno.

       

      Un clima estivo che non è più quello di una volta

      Non credo che a voi che mi leggete interessi più di tanto: ciò che volete sapere è che tempo farà. Eppure dovremmo abituarci a ragionare anche in un’altra ottica, quella dell’ambiente che ci circonda. Se vivete in città non potete osservarlo direttamente, ma il nostro ambiente si va alterando, e queste condizioni climatiche, persistendo anno dopo anno, finiscono col ridisegnare il clima, soprattutto quello estivo, che ormai non è più quello di un tempo.

      Quando si dice che una volta c’era l’anticiclone delle Azzorre a regolare la nostra estate, in molti ormai non ci credono più; e quando vedono le mappe con le temperature che si registravano nelle scorse stagioni estive, sostengono che siano vere e proprie fake news, oppure che vengano mostrate mappe relative a ondate di freddo. Ma tutto questo non è affatto vero: le giornate con temperature superiori ai 30°C, in molte località italiane, un tempo non erano così frequenti, mentre oggi si parla ormai di giornate ricorrenti con valori oltre i 35°C.

      Io credo che i numeri possano dimostrare ben più di quanto non faccia l’impressione suscitata da una mappa vista su un sito web, su YouTube o altrove, magari presentata dai famosi colonnelli dell’Aeronautica Militare o della Rai. Insomma, agosto 2026 chiuderà l’estate con condizioni climatiche estremamente anomale rispetto alla media.

       

      Credit

      • ECMWF – Sub-seasonal-range forecasts
      • Copernicus Climate Change Service – Record heatwave, hottest June for western Europe
      • World Meteorological Organization – Record-breaking heat spreads through Europe
      • Copernicus Climate Change Service – Climate Bulletins
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