Ormai sapete quasi tutto di questa ondata di calore, e i giornali ne parlano ampiamente: come probabilmente mai era successo prima, in prima pagina troviamo notizie, previsioni, ipotesi. I siti web, ovviamente, discutono, raccontano e poi fissano anche la probabile data del cambiamento meteorologico. Io, però, in questo momento mi sono voluto soffermare su qualcos’altro: su luglio, su luglio 2026, visto dal modello matematico europeo, esattamente il modello ECMWF, che spinge le sue previsioni addirittura sino a 46 giorni di validità. Chiudo, come ho detto, con le previsioni a più breve termine, perché secondo me in questa fase hanno una rilevanza inferiore. Preferisco dedicarmi al medio-lungo termine, a vedere esattamente come luglio si potrebbe comportare.
Le precipitazioni: deficit sulle Alpi e in Pianura Padana
Tempo fa uno dei miei colleghi vi aveva parlato della possibilità di avere un mese di luglio siccitoso per quanto riguarda la fascia alpina, ovvero con un deficit pluviometrico. Le precipitazioni ci saranno, ed è errato dire che non cadranno, oppure che ci sarà la siccità nel vero senso del termine, perché la siccità è qualcosa di diverso: ci saranno molte meno piogge in quella che è la stagione più piovosa dell’anno. Queste, parlando, sono le tendenze del modello matematico.
Per quanto riguarda la regione alpina abbiamo parlato di pioggia, ed è un aspetto molto importante, perché poi quell’acqua affluisce verso i fiumi della pianura padana, dove durante il culmine dell’estate si registra una riduzione delle precipitazioni, che si distribuiscono generalmente a macchia di leopardo, con qualche temporale. Abbiamo quindi una situazione che comincia a essere un po’ più anomala, anzi siamo in anomalia vera e propria, perché la pianura padana vedrebbe precipitazioni sotto la media: tutto il comparto dell’Italia del nord con piogge inferiori alla norma. Il modello matematico, invece, prevede precipitazioni superiori alla media sulle zone interne della Sardegna, sulle aree interne dell’Italia centrale e meridionale e anche sulla Sicilia.
Ciò non vuol dire che diluvierà, o che pioverà più che sulle regioni alpine, nel modo più assoluto, perché i totali di precipitazione che cadranno saranno decisamente irrisori rispetto alle quantità che si vedranno sulla fascia alpina. Tra le altre cose, molte aree del nord Italia, soprattutto a nord del fiume Po, sono spesso investite da temporali durante la stagione estiva, e i temporali ci sono stati anche in questi giorni, localmente pure intensi. E allora direte: cosa c’è di anomalo, se pioverà? C’è il fatto che probabilmente pioverà anche la metà di quello che dovrebbe, cioè il 50% in meno, e questo crea un deficit pluviometrico. Pioverà invece più della media, come ho detto, sulle zone interne del centro-sud, ma tutto sommato ci sarà qualche precipitazione sparsa lungo la penisola italiana e sulla Sicilia: poca roba, comunque.
La situazione su quella parte d’Italia, tuttavia, sarà calda ed estiva, perché andando a osservare le altre mappe del modello matematico notiamo anomalie positive, cioè temperature sopra la media, sia per quanto riguarda il suolo sia in quota. A tutte le quote atmosferiche, in Italia, sono previste temperature superiori alla norma, e il modello fissa questa anomalia tra i 2°C e i 3°C.
Temperature in netto rialzo
Ciò vuol dire che luglio rischia di essere particolarmente caldo, forse un po’ meno torrido sulla regione alpina in certi periodi, soprattutto in coincidenza dei primi di agosto, quando i temporali si potrebbero intensificare. Su questo, però, devo dire che ho i miei dubbi, perché siamo già in una fase di previsioni a lunghissimo termine: stiamo parlando di anomalie climatiche, non di previsioni meteo puntuali, lo ricordo. Anomalie climatiche significa che ci muoviamo nel campo delle tendenze climatiche. Il clima è costituito dal tempo atmosferico che farà giorno dopo giorno, e se giorno dopo giorno sono attese temperature di circa 2-3°C sopra la media, significa che l’intero mese di luglio sarà molto caldo.
Spesso avremo, per esempio, temperature massime tra i 32°C nelle giornate più fresche e i 36-37°C, con picchi forse ancora maggiori, anche perché si potrebbero manifestare nuove onde di calore, potenzialmente più violente rispetto a quelle che stiamo vivendo. Potrebbero, ecco: non è certo, ovviamente, e nessuno può prevedere l’intensità di simili fenomeni atmosferici così estremi.
Un anticiclone subtropicale dominante
Per quanto riguarda la struttura dell’alta pressione, siamo sempre sul solito discorso: il geopotenziale, cioè la pressione in quota, sarà mediamente superiore alla media. Questo vuol dire che ci sarà una compressione dell’aria nei bassi strati, praticamente per tutto il mese di luglio, in modo pressoché costante. È proprio questa compressione a causare un aumento della temperatura, e quindi sarà l’effetto scatenante delle ondate di calore. Tra l’altro, un’altra conseguenza è quella di avere meno precipitazioni rispetto alla media.
Questo anticiclone avrà matrice subtropicale, quindi nordafricana, e come ho detto si espanderà verso nord, toccando addirittura in certi periodi anche le Isole Britanniche. Insomma, la situazione di luglio non promette bene, anzi promette davvero molto male, devo dirlo. Se volessi seguire alla lettera ciò che dice il modello matematico, potremmo dire che avremo abbastanza caldo; se invece chi ha un po’ di esperienza in questo ambito osserva queste cartine con anomalie così accentuate, allora vi dice che il rischio – non la certezza – di un’ondata di calore imponente nel mese di luglio è da mettere in conto. Direi, però, dopo il 10 luglio, perché nella prima decade del mese ci sarà un cedimento della pressione atmosferica in quota, con qualche situazione temporalesca piuttosto importante soprattutto sulle regioni settentrionali, che toccherà anche la pianura.
Quando il caldo cede: il rischio di temporali violenti
Attenzione a questo punto: i contrasti termici potranno dar luogo a fenomeni temporaleschi decisamente violenti e a grandinate. Le grandinate le stiamo vedendo anche in questi giorni, va detto, pur senza grossi contrasti termici; ma in quella circostanza i contrasti saranno molto maggiori e i chicchi potrebbero raggiungere grosse dimensioni. Parliamo di eventi meteo molto importanti.
Posso solo darvi un’idea. Alcuni anni fa si ebbe una forte ondata di calore sulle regioni centro-meridionali italiane; sul nord Italia, invece, transitò una serie di gocce d’aria fredda in quota, niente di eclatante a livello termico, ma che produssero temporali violentissimi e danni a causa delle furiose grandinate. Quella grandine danneggiò seriamente migliaia e migliaia di autoveicoli, provocò danni in agricoltura e colpì anche le abitazioni: addirittura centinaia di tetti vennero rovinati dai chicchi più grossi. Ora io non dico che succederà qualcosa del genere, ma quando ci sono contrasti termici così furiosi, purtroppo, si possono verificare fenomeni meteorologici estremi.
Purtroppo questo è il cambiamento climatico: non è un cambiamento indotto dall’uomo attraverso la geoingegneria di cui alcuni parlano, è il nuovo clima. E l’estremità del nuovo clima è dettata proprio da questi fenomeni fuori dalla media. Resteremo quindi, per tutto il mese di luglio, secondo le previsioni, fuori dalla norma.
Una via di fuga verso il fresco
Una curiosità: la Scandinavia. Probabilmente lì, nel centro-nord, le temperature saranno nella media o forse anche sotto la norma, e ci saranno pure buone precipitazioni; va detto, su quell’area, piogge anche sopra la media, per esempio sulle coste norvegesi centrali e settentrionali, non quelle meridionali. Queste ultime, purtroppo, saranno toccate dai violenti flussi d’aria provenienti da sud, con anticicloni mastodontici.
Quindi, se volete fare un viaggio verso il fresco, una meta potrebbe essere la parte centro-settentrionale della Scandinavia, soprattutto la Norvegia, oppure la Scozia. Ma posso anche darvi qualche altra indicazione: le Canarie e Madeira, che godono di un clima molto mite influenzato dall’oceano Atlantico, e poi c’è l’Islanda, ovviamente, per i più fortunati che ci potranno andare.
Fonti e approfondimenti
- ECMWF – Previsioni sub-stagionali fino a 46 giorni
- Copernicus Climate Change Service – Previsioni stagionali
- World Meteorological Organization – Clima
- NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration – Climate