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      Home » Ma davvero in passato faceva più caldo? Sfatiamo le incertezze
      A La notizia del giornoA Scelta dalla RedazioneCambiamento climatico

      Ma davvero in passato faceva più caldo? Sfatiamo le incertezze

      Dall'Eocene rovente all'Eemiano tiepido, passando per il Periodo Caldo Medievale e i geli storici del 1956 e del 1985: la temperatura del pianeta ha ballato per milioni di anni, eppure mai con la fretta che mostra adesso.

      Andrea Meloni
      Andrea Meloni
      Pubblicato: 04/07/2026
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      10 Min Lettura
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      Contents
      • La Terra è già stata più calda di oggi: ma il Riscaldamento Globale attuale fa davvero paura, e su questo vedremo insieme il motivo.
        • Un pianeta che ha conosciuto periodi di caldo molto superiore a quello attuale, una calura infernale
        • Alla comparsa dell’uomo sulla Terra faceva più caldo
        • Il tepore medievale e il freddo glaciale in 1000 anni
        • 1956 e 1985, le ondate di freddo dell’Italia e dell’Europa
        • La corsa recente e attuale del caldo è inedita
      • Credit

      La Terra è già stata più calda di oggi: ma il Riscaldamento Globale attuale fa davvero paura, e su questo vedremo insieme il motivo.

      Dall’Eocene senza ghiacci ai gelidi inverni del 1956 e del 1985, un viaggio nella storia del clima terrestre per capire perché la rapidità del riscaldamento attuale non ha precedenti nell’intera vicenda dell’umanità.

       

      Un pianeta che ha conosciuto periodi di caldo molto superiore a quello attuale, una calura infernale

      Partiamo da lontano. Molto lontano. Se srotoliamo il lunghissimo nastro della storia climatica – quello che i paleoclimatologi ricostruiscono da sedimenti, carote di ghiaccio e gusci fossili – salta fuori una verità che spiazza: la Terra è già stata parecchio più calda di oggi. Circa 50 milioni di anni fa, nell’Eocene, ai poli non c’era ghiaccio e i coccodrilli sguazzavano a latitudini che oggi paiono impensabili. Poco prima, durante il cosiddetto PETM (Massimo Termico del Paleocene-Eocene), il termometro globale schizzò in alto di 5-8°C nel giro di qualche migliaio di anni. Un’enormità. Ma – e qui casca l’asino – nessun essere umano era lì a raccontarlo.

      L’uomo anatomicamente moderno, in fondo, è comparso appena ieri. In termini geologici, s’intende. Homo sapiens si affaccia sulla scena africana attorno a 300.000 anni fa (qui vi sono varie fonti che danno date diverse): un battito di ciglia, se lo confrontiamo con i 4,5 miliardi di anni del pianeta.

       

      Alla comparsa dell’uomo sulla Terra faceva più caldo

      C’è però un’epoca calda che la nostra specie ha davvero attraversato: l’Eemiano, l’ultimo interglaciale, circa 125.000 anni fa. Le medie globali superavano di 1-2°C quelle preindustriali, gli ippopotami risalivano i fiumi dell’Europa e il mare stazionava diversi metri più in alto di adesso. Diciamolo: non proprio un dettaglio trascurabile, se pensiamo a quante città costiere abbiamo costruito da allora. Ma parliamo di 125.000 anni fa, non dell’altro ieri, non di quando erano piccoli i vostri nonni.

      Se il clima ha sempre oscillato, cosa c’è di nuovo in quel che accade in questi anni? La risposta sta in una parola sola: velocità del riscaldamento. Ma a questo arriveremo, con altri dati alla mano: non ci sono andato di certo io a misurare la temperatura, questi sono dati scientifici provenienti da fonti autorevoli. Se non credete alla scienza sono problemi vostri, non di certo miei.

      Ricostruzione climatica

      Il tepore medievale e il freddo glaciale in 1000 anni

      Facciamo un salto in avanti, molto più vicino a noi. Fra il 900 e il 1300 circa, l’emisfero settentrionale visse il Periodo Caldo Medievale. I vichinghi coltivavano lembi della Groenlandia, la “terra verde”, e in Inghilterra maturava perfino la vite. Non fu una condizione climatica globale, fu un fenomeno soprattutto regionale, con temperature medie comunque inferiori alle attuali secondo le ricostruzioni più aggiornate. Pensate un po’ quante volte vi hanno detto il contrario taluni scienziati isolati, rispetto alla massa di almeno qualche milione di studiosi del clima.

      Dal Trecento fino a metà Ottocento calò la Piccola Era Glaciale, secoli di inverni durissimi che gelarono il Tamigi a Londra e spinsero i ghiacciai alpini a valle, fino a inghiottire villaggi interi. I pittori fiamminghi ce l’hanno lasciata negli occhi, tra pattinatori sul ghiaccio e cieli color piombo. Un freddo tenace, ostinato, che si sciolse – lentamente – solo con l’arrivo dell’era industriale.

      Temperature medie ultimi 1000 anni

      1956 e 1985, le ondate di freddo dell’Italia e dell’Europa

      Anche il Novecento, per la verità, ha avuto i suoi colpi di coda. Chi ha una certa età ricorda ancora il febbraio del 1956: un’ondata di gelo travolse mezza Europa, con la tramontana e il maestrale che fecero precipitare le temperature ben sotto lo zero perfino sul Mediterraneo. Ulivi seccati, lagune ghiacciate, raccolti andati in fumo. In alcune zone d’Italia si scese attorno ai -20°C. Beh, in Val Padana, si dice, si arrivò quasi anche a -30°C.

      Copione simile nel gennaio del 1985. Un’irruzione artica di rara violenza, alimentata da un Vortice Polare sfilacciato, portò la neve fino sulle coste e fece registrare minime da record in molte città italiane ed europee. A qualcuno tornerà in mente l’auto che non partiva, il fiato che si condensava già sull’uscio di casa.

      Ecco, questi episodi ci ricordano una cosa che spesso si fraintende: il singolo inverno rigido non smentisce affatto il Riscaldamento Globale. Meteo e clima non sono la stessa cosa. Uno è l’umore di un giorno, l’altro la personalità di interi decenni.

      Riscaldamento globale recente e attuale.

      La corsa recente e attuale del caldo è inedita

      E siamo al nocciolo. Guardate la curva delle temperature globali dal 1850 a oggi: quella linea che dopo il 1980 s’impenna come una salita da tregenda. Non c’è ondata di gelo che regga, di fronte a un trend simile.

      I numeri, del resto, parlano da soli. Il 2024 è stato l’anno più caldo mai misurato: la temperatura media globale è salita a circa 1,55°C sopra il livello preindustriale (1850-1900), con la soglia di 1,5°C indicata dall’Accordo di Parigi valicata per la prima volta in assoluto da un intero anno solare. Il 2025, pur raffreddato da una fase di La Niña, si è comunque piazzato fra i più caldi di sempre, con una media effettiva stimata attorno ai 15°C. E gli ultimi undici anni? Sono, tutti quanti, gli undici più caldi da quando esistono le rilevazioni strumentali.

       

      Torniamo un attimo alla domanda di partenza. Sì, la Terra è già stata più calda. Ma quei cambiamenti si dispiegarono nell’arco di decine o centinaia di migliaia di anni, lasciando a piante e animali il tempo di migrare, adattarsi, riorganizzarsi con calma. Quello che stiamo osservando adesso, al contrario, si consuma nello spazio di poche generazioni, e anzi, negli ultimi 5 anni sembra aver preso la rincorsa, tanto che gli scienziati sono rimasti spiazzati, preoccupati. I Governi iniziano a intervenire, e lo fa anche la Cina, Paese che ancora oggi, nonostante le attenuazioni nelle emissioni di CO2, risulta il più inquinante, mentre gli USA le stanno appresso con la folle corsa a incrementare le immissioni di gas serra. Perché il Cambiamento Climatico è anche politica, non condivisa da tutti i cittadini di quegli schieramenti che potremmo definire No Global Warming: chi non crede al riscaldamento globale, chi non lo attribuisce alle attività umane, oppure chi sottolinea che il clima è sempre cambiato. E sì, come abbiamo raccontato, è sempre cambiato, ma era più caldo di quello attuale oltre 100.000 anni fa. Oggi è la rapidità del riscaldamento, non tanto il valore assoluto, a rendere questo capitolo diverso da tutti gli altri messi in fila. D’estate preoccupano, forse mai come in questo 2026, l’intensità e la durata delle ondate di calore, persino più di quel tragico 2003 in Europa, che vide migliaia di vittime. Ma questi numeri contestati, alla fine, sono solo rappresentativi, perché quello che è dimostrabile è fissato dalle stazioni meteo disseminate nel Globo, dalle temperature dei mari, dallo scioglimento dei ghiacciai.

       

      Insomma, il clima terrestre è sempre stato un’altalena, questo è vero, fatta di caldo rovente nell’Eocene, quando non c’era traccia dell’uomo, e di anni gelidi, perfino di Ere Glaciali. Ma un pianeta che si scalda a questa andatura, mentre otto miliardi di persone ne abitano ogni angolo, resta una novità mai vista prima. E siccome la conversione verso la transizione energetica procede con grande lentezza, dobbiamo difenderci dal caldo con i climatizzatori, sì, proprio quelli che inquinano.

       

      Credit

      • World Meteorological Organization (WMO) – dati consolidati sulle temperature globali del 2024 e del 2025
      • Copernicus Climate Change Service (C3S) – analisi sul primo anno solare oltre 1,5°C
      • Berkeley Earth – serie storica della temperatura media globale 1850-2025
      • NASA Earth Observatory / Goddard Institute for Space Studies (GISS) – monitoraggio delle anomalie termiche di superficie
      • Carbon Brief – sintesi dei dataset internazionali sul clima
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