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Riscaldamento Globale: un grave problema che spesso viene minimizzato

Vi mostriamo alcuni dati incontrovertibili che indicano la schiacciante salita delle temperature

Davide Santini di Davide Santini
21 Mag 2026 - 15:00
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Cari lettori, quante volte vi sarà capitato di vedere il grafico che vi mostriamo qua sotto. Si tratta dell’andamento meteo climatico a livello mondiale degli ultimi 150 anni. È sufficiente osservare la sequenza di barre blu e rosse per capire che qualcosa di profondo è cambiato in maniera irreversibile per il nostro povero pianeta. Si nota in maniera schiacciante che aumentano a dismisura le barre rosse, quelle che vertono verso il caldo, rispetto alle blu.

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Un passato decisamente più freddo

Per decenni, e in effetti fino al 1940 circa, la normalità era un’altra: barre blu predominanti, indicative di anni spesso ben al di sotto della media storica del XX secolo o, nella migliore delle ipotesi, appena al di sopra. Si trattava di oscillazioni naturali.

 

Non a caso, il clima ha sempre avuto le sue fasi, i suoi cicli complessi legati a molteplici fattori. Possiamo citare i vulcani, l’attività solare, eventualmente le fasi di Niño o Niña. Ma erano fluttuazioni contenute, senza segnali di derive preoccupanti. Senza un segnale di fondo forte che ci potesse dire che tutto sta andando verso il caldo.

 

Temperature globali dal 1880 ai giorni nostri. Nel grafico, le barre blu rappresentano gli anni più freddi rispetto alla media storica, mentre quelle rosse indicano gli anni più caldi. La linea nera spessa mostra la media mobile a 10 anni, che evidenzia la tendenza di fondo smorzando le variazioni annuali

 

La svolta degli anni Ottanta

Poi, qualcosa si è spezzato, irrimediabilmente. Chiunque di voi noterà che, attorno agli anni ’80, il quadro termico globale è mutato del tutto. È un’impennata decisa, un balzo in avanti che da quel momento in poi non ha quasi più tregua. Vi faccio notare quell’esile linea nera.

 

Si tratta della cosiddetta media mobile sui 10 anni, quella che tende a smorzare eventuali effetti locali dovuti a Tele connessioni, oppure impennate termiche di poco conto. Per un lungo periodo è rimasta zigzagante attorno a un trend preciso lineare, poi si è improvvisamente elevata, con una inclinazione netta verso l’alto.

 

Il Riscaldamento Globale accelera in maniera davvero drastica e quelle barre rosse, da rare eccezioni, sono diventate l’assoluta normalità in Europa come nel resto del globo, mentre le barre blu oramai non esistono quasi più. Questo vuol dire che il freddo a livello annuale è qualcosa di completamente sconosciuto e appartenente a un clima che non c’è più.

 

Rappresentazione grafica che ci indica che cosa è cambiato negli ultimi anni, a livello europeo, sulle dinamiche delle varie masse d’aria.

 

Scienza e dati incontrovertibili

Queste analisi non nascono dal nulla. Non sono accettate teorie contro scientifiche. Sono il frutto di un lavoro imponente di raccolta e analisi dati condotto dai più autorevoli istituti di ricerca climatica al mondo. Volete qualche nome?

 

Parliamo di dataset cruciali come il GISTEMP del NASA GISS (Goddard Institute for Space Studies), uno dei pilastri per monitorare l’anomalia termica combinata di oceani e terre emerse, o la vasta rete Climate at a Glance gestita dalla NOAA (National Centers for Environmental Information).

 

Si tratta di Enti accreditati, dove lavorano persone con titoli di studio importanti, con supercomputer all’avanguardia e con attrezzature prestigiose. Ecco perché non c’è spazio alla pseudoscienza. I cambiamenti meteo climatici sono davvero sotto gli occhi di tutti.

 

Credit

  • NASA GISS (Goddard Institute for Space Studies)

  • NOAA (National Centers for Environmental Information)

  • Berkeley Earth

  • Our World in Data

  • IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) (METEOGIORNALE.IT)

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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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