
(METEOGIORNALE.IT) Cari lettori, quante volte vi sarà capitato di vedere il grafico che vi mostriamo qua sotto. Si tratta dell’andamento meteo climatico a livello mondiale degli ultimi 150 anni. È sufficiente osservare la sequenza di barre blu e rosse per capire che qualcosa di profondo è cambiato in maniera irreversibile per il nostro povero pianeta. Si nota in maniera schiacciante che aumentano a dismisura le barre rosse, quelle che vertono verso il caldo, rispetto alle blu.
Un passato decisamente più freddo
Per decenni, e in effetti fino al 1940 circa, la normalità era un’altra: barre blu predominanti, indicative di anni spesso ben al di sotto della media storica del XX secolo o, nella migliore delle ipotesi, appena al di sopra. Si trattava di oscillazioni naturali.
Non a caso, il clima ha sempre avuto le sue fasi, i suoi cicli complessi legati a molteplici fattori. Possiamo citare i vulcani, l’attività solare, eventualmente le fasi di Niño o Niña. Ma erano fluttuazioni contenute, senza segnali di derive preoccupanti. Senza un segnale di fondo forte che ci potesse dire che tutto sta andando verso il caldo.

La svolta degli anni Ottanta
Poi, qualcosa si è spezzato, irrimediabilmente. Chiunque di voi noterà che, attorno agli anni ’80, il quadro termico globale è mutato del tutto. È un’impennata decisa, un balzo in avanti che da quel momento in poi non ha quasi più tregua. Vi faccio notare quell’esile linea nera.
Si tratta della cosiddetta media mobile sui 10 anni, quella che tende a smorzare eventuali effetti locali dovuti a Tele connessioni, oppure impennate termiche di poco conto. Per un lungo periodo è rimasta zigzagante attorno a un trend preciso lineare, poi si è improvvisamente elevata, con una inclinazione netta verso l’alto.
Il Riscaldamento Globale accelera in maniera davvero drastica e quelle barre rosse, da rare eccezioni, sono diventate l’assoluta normalità in Europa come nel resto del globo, mentre le barre blu oramai non esistono quasi più. Questo vuol dire che il freddo a livello annuale è qualcosa di completamente sconosciuto e appartenente a un clima che non c’è più.

Scienza e dati incontrovertibili
Queste analisi non nascono dal nulla. Non sono accettate teorie contro scientifiche. Sono il frutto di un lavoro imponente di raccolta e analisi dati condotto dai più autorevoli istituti di ricerca climatica al mondo. Volete qualche nome?
Parliamo di dataset cruciali come il GISTEMP del NASA GISS (Goddard Institute for Space Studies), uno dei pilastri per monitorare l’anomalia termica combinata di oceani e terre emerse, o la vasta rete Climate at a Glance gestita dalla NOAA (National Centers for Environmental Information).
Si tratta di Enti accreditati, dove lavorano persone con titoli di studio importanti, con supercomputer all’avanguardia e con attrezzature prestigiose. Ecco perché non c’è spazio alla pseudoscienza. I cambiamenti meteo climatici sono davvero sotto gli occhi di tutti.
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