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strat warming e gelo siberiano
Strat Warming e gelo siberiano

Il video illustra l’evoluzione della temperatura alla quota della Stratosfera nel nostro Emisfero. Abbiamo scelto un’altezza atmosferica che è la più rappresentativa, quella di 10 hPa, ovvero un’altitudine approssimativamente attorno a 30-32 km dal suolo. Questo strato di atmosfera ha una notevole importanza in quanto tende a generare una rilevante influenza sulla Troposfera, e quindi sul tempo atmosferico che si svolge sino al suolo.

 

 

Questi eventi sono caratteristici dell’inverno e sono osservati per individuare alcune linee di tendenza meteo climatiche.

 

Quindi la posizione e intensità del Vortice Polare il quale ruota attorno ad un centro di bassa pressione che mediamente si trova nella regione del Polo Nord. La sua struttura è semisferica, e tende a generare delle anse che poi vanno a innescare ondate di freddo alle quote atmosferiche inferiori. Questa struttura influenza anche la Corrente a Getto.

 

D’inverno, sempre a questa quota viene individuato l’eventuale improvviso fortissimo riscaldamento dell’aria, che a questa altezza è comunque estremamente rarefatta, e comunque nonostante le variazioni termiche, anche molto fredda.

 

Con l’ausilio di palloni aerostatici, svariate decine di anni fa si è scoperto che si verificavano improvvisi aumenti della temperatura. In genere circa due settimane dopo, in alcune aree del nostro Emisfero si osservavano improvvise ondate di gelo, questo studio condotto in Europa individuò questo come potenziale causa dell’invertirsi delle correnti che dapprima provenivano da ovest, quindi dall’Oceano, e poi da oriente, trascinando l’aria fredda addirittura dalla lontanissima Siberia.

 

Mitica fu una previsione meteo di Andrea Baroni che per primo lo citò ufficialmente lo Strat Warming quale responsabile dell’ondata di gelo del gennaio 1985. Il tutto con strumenti che allora erano molto meno sofisticati degli attuali.

 

Con gli anni, ma soprattutto in periodi più recenti, lo studio della Stratosfera sta assumendo sempre una maggiore rilevanza, essendo uno di quei componenti che tendono a far fluttuare, seppur temporaneamente, il clima invernale. L’evento di forte riscaldamento della Stratosfera è detto anche Strat Warming.

Ma di questo fenomeno, soprattutto con l’ausilio di Internet, si è fatto un utilizzo caotico, e ad ogni evento di forte riscaldamento della stratosfera è stato poi associato un quasi certo evento rigido in Europa e magari in Italia. Ma tale informazione non è corretta.

 

Al riscaldamento della Stratosfera deve poi combinarsi un suo trasferimento di energia agli strati inferiori atmosferici, che a questo punto innescano vari cambiamenti che possono determinare in alcune aree una variazione tale da trasportare masse d’aria fredda in regioni dal clima più mite. Questo fenomeno può avvenire precocemente, quindi anche nel tardo autunno, oppure anche tardivamente, ad inizio della primavera.

 

Con i cambiamenti climatici gli scienziati non escludono che questo tipo di evento atmosferico si possa dilatare nel tempo, estendendo il rischio di ondate di gelo, a periodi ancor più precoci rispetto agli attuali, e parecchio più tardivi.

 

Il MetOffice scrive: il riscaldamento stratosferico improvviso precede generalmente cambiamenti nel nostro clima in superficie. Questo si riferisce quando in Stratosfera si osserva un riscaldamento rapido (fino a circa 50°C in alcuni di giorni), nell’area atmosferica compresa tra i 10 km e i 50 km sopra la superficie terrestre, ovvero la stratosfera.

 

Quanto descritto lo potrete osservare dal video che abbiamo composto, al fine di dimostrare l’avvenuta previsione, ormai da giorni, di un tale evento. Questo, con gli ultimi aggiornamento, sembrerebbe assumere una maggiore importanza rispetto a quanto non lo avesse inizialmente.

 

La novità di questo evento è la sua rarità, in quanto generalmente non si verificano nel comparto europeo.

 

Lo Strat Warming il cui acronimo è SSW consiste quindi in un aumento della temperatura in alta quota fino a 50°C in pochi giorni, come mostrato dal video. Tali eventi possono avviare un clima molto rigido, che con improvvise tempeste di neve in Europa e ondate di gelo dalla Russia fin verso l’Italia.

 

Ovviamente, ci auguriamo sia inteso ormai, che il gelo in Italia non sia la certezza che possa succedere. Per osservare un cambiamento sarà necessario controllare dal picco di riscaldamento, le variazioni di previsioni da parte di modelli matematici, ciò in un periodo che va da una a tre settimane dall’evento atmosferico.

 

Diverse pubblicazioni provano che quando il SSW si verifica in Europa, la circolazione atmosferica nel Vecchio Continente si inverte, con la conseguenza che aria gelida si mette viene trasportata dalle correnti orientali dalla Siberia verso ovest, generando un periodo di freddo estremo.

 

Sono numerosi gli eventi atmosferici che hanno innescato ondate di gelo provenienti dalla Siberia. Durante il secolo scorso queste si sono gradualmente diradate, ciò soprattutto dopo gli anni ‘70, ’80, mostrandosi più saltuariamente, seppur con eventi anche molto rilevanti come, ad esempio, avvenne durante il gennaio 1985, e poi diversi altri, ma meno importanti, come quello ad esempio del fine dicembre 1996.

 

Più recentemente ne abbiamo vissuto diversi, comunque. La loro importanza è sminuita o esaltata a seconda del Paese interessato. Come anche il periodo dell’anno in cui si verifica.

 

Citiamo lo studio pubblicato sul Journal of Geophysical Research e commissionato dal Natural Environment Research Council (NERC), dove hanno analizzato 40 eventi di Strat Warming che si sono verificati negli ultimi 60 anni.

L’obiettivo dello studio era quello di individuare le varie dinamiche che vanno a influenzare il riscaldamento stratosferico, con la circolazione atmosferica che poi si verifica in Troposfera.

 

Il dott. Richard Hall ha affermato che c’è la maggiore probabilità di freddo estremo avviene entro le due settimane da un evento di Strat Warming.

Lo studio, inoltre indica che uno Strat Warming in area europea può destabilizzare il Vortice Polare, e quindi la corrente a getto nel nostro continente, e favorire il flusso d’aria fredda dalla Russia verso l’Europa. Questi eventi, in genere coinvolgono anche l’Italia.

 

Ma non solo, un evento di Strat Warming prolungato, e piuttosto intenso, è in grado di influenzare pesantemente il Vortice Polare, dividendolo in due. Questo fenomeno chiamato Split del Vortice Polare.

 

Il freddo derivante da uno Split del Vortice Polare è un significativo schema che avvia improvvise ondate di gelo sparse nel nostro Emisfero.

 

Lo studio si è occupato anche di cambiamenti climatici, ci riferiamo al Global Warming. Ed evidenzia che nonostante l’aumento di temperatura globale, tali fenomeni si verificheranno ancora nel futuro. Un altro studio sempre americano sostiene che lo Strat Warming potrebbe nel futuro irrobustirsi per effetto del Global Warming, anche se essere meno frequente. Quindi, si avrebbero eventi più intensi, ma meno frequenti.

 

Insomma, l’evoluzione meteo successiva che osserveremo con l’ausilio dei modelli matematici, sarà da seguire giorno dopo giorno per cogliere l’eventualità di condizioni di freddo estremo in Europa.

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