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Recentemente abbiamo analizzato, con dovizia di particolari, il trend evolutivo mensile riportando – in diverse occasioni – non soltanto le autorevoli proiezioni modellistiche ma cercando di valutare attentamente i segnali provenienti dall’interpretazione di alcuni tra i più importanti pattern climatici

 

L’idea di un Settembre “volubile”, atmosfericamente variabile non è affatto tramontata. Anzi, a ben vedere alcuni autorevoli modelli matematici cominciano a mostrarci inequivocabili segnali di cambiamento attorno a metà mese. Chiaramente vanno presi con le pinze, chiaramente non possiamo pretendere di proporre dettagli previsionali, viceversa possiamo proporvi l’eventuale impianto barico capace di sovvertire le sorti di un mese altrimenti pienamente estivo.

 

Mesi di Settembre caldi, assolati, senza una goccia di pioggia ne abbiamo vissuto parecchi, soprattutto negli ultimi anni. Il 2025, invece, sembra avere altri piani, sembra indirizzato verso una ritrovata “normalità” stagionale. Pur, lo ripetiamo, con tutte le differenze del caso, perché quella che un tempo era la “normalità” stagionale ora è tutt’altra cosa.

 

Al di là di eccessi termici o pluviometrici, da diversi giorni si scorgono profondi cambiamenti nell’impianto della circolazione atmosferica continentale. Cambiamenti che hanno radici ben più profonde ma quel che a noi interessa maggiormente è il risultato che si potrebbe ottenere alle nostre latitudini.

 

Il cambiamento contempla anzitutto una netta accelerazione depressionaria nord atlantica, peraltro già in corso da tempo. Depressioni via via più profonde andranno all’assalto dell’Europa occidentale e settentrionale, propagandosi a sprazzi verso la parte centro meridionale del vecchio continente. Quindi anche sul Mediterraneo.

 

In tal senso l’ennesima rinfrescata dalle prossima settimana rappresenterà un segnale di imminente arrivo dell’Autunno, Autunno che a nostro avviso potrebbe mostrarci i muscoli già nella seconda metà mensile. E potrebbe trattarsi non dei “semplici” assaggi ciclonici nord atlantici, piuttosto di veri e propri scambi meridiani capaci di convogliare aria fredda fin nel cuore del Mediterraneo.

 

A quel punto i peggioramenti meteo che potrebbero attivarsi avrebbero caratteristiche pienamente autunnali e in virtù di sbalzi termici ancor più marcati – rispetto a quelli registrati finora – potrebbero verificarsi fenomeni atmosferici particolarmente violenti. Assai probabili nubifragi temporaleschi persistenti, così come non sono da escludere strutture cicloniche secondarie capaci di persistere in loco per più giorni.

 

Una situazione che andrà monitorata a tempo debito, prima ancora andrà confermata dopodiché si potrà ragionare sui dettagli previsionali. Ragionamento che in questo momento non è ancora possibile fare.

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