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Ci stiamo abituando, diciamo pure che per certi versi siamo assuefatti. Assuefatti dall’Estate, dal caldo che ormai non fa più notizia. Tutto sembra ovvio, scontato, normale, naturale. Non lo è. Non queste condizioni meteo climatiche, tantomeno quelle di Giugno e della prima metà di Luglio

 

Sembra che certe temperature siano dovute, che l’Estate sia questa e solo questa. Vero è che le medie climatologiche stanno cambiando, pian piano si stanno sollevando ed è a causa dell’incredibile sequenza di mesi e mesi più caldi del normale. Ormai, parliamoci chiaro, la conclusione mensile serve più che altro a capire se quel mese è entrato a far parte della graduatoria dei più caldi di sempre. E se sì, a che posto.

 

Potremmo citare Giugno per quanto riguarda l’Italia – e non solo – ma si potrebbe citare anche Luglio, che sulla Penisola Iberica – giusto per non spingerci troppo oltre i nostri confini – ha fatto segnare localmente temperature record.

 

Giorno dopo giorno, mese dopo mese, anno dopo anno è assolutamente normale che le medie climatologiche si stiano spostando verso l’alto. Ed è ovvio, quindi, che col passare del tempo la nostra percezione del caldo stia cambiando. Cambiando al punto tale che certe temperature non ci stupiscono, non fanno più notizia.

 

Sarà forse questo il motivo che spinge molti a negare il fatto che sia caldo anomalo? Chissà, forse sì forse no. Ma sapete cos’è che più conta? Il dato. Anzi, i dati. I dati termici non mentono, i numeri sono numeri, punto. Ed allora perché non tenere conto del fatto che su alcune regioni del Nord si stanno registrando le temperature più calde dell’Estate? Perché non tenere conto del fatto che stanno cadendo dei record?

 

I dati sono quelli, piaccia o non piaccia. Poi sì, la nostra percezione sta cambiando, anzi è già cambiata. Ma fidatevi, anche l’attuale ondata di calore è tutt’altro che normale. E’ semplicemente anomala, su alcune regioni di più su altre meno, dipende chiaramente dalle ovvie differenze geografiche e di conseguenza dalle ovvie differenze microclimatiche.

 

Purtroppo, o per fortuna, basta qualche giorno di refrigerio per cambiare le carte in tavola. Spesso e volentieri la memoria meteorologica è così corta che un evento limitato nel tempo – o magari geograficamente – cambia nettamente la percezione del pregresso. Basti pensare a Luglio: la rinfrescata in ultima decade sembra abbia cancellato il caldo esagerato della prima metà mensile. No, non è affatto così, Luglio ha comunque chiuso sopra la media climatologica di riferimento, seppure meno di un grado ma è stato comunque più caldo.

 

Dati, non considerazioni campate in aria. Teniamone conto, perché i “freddi” numeri sono quelli che non mentono mai. Lasciamo stare la nostra percezione, la soggettività non deve assolutamente far parte dei ragionamenti meteo climatici.

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