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ID 26552 ©Anthony Hathaway | Dreamstime.com

 

Se ne parla poco ma i cambiamenti meteo climatici sono davvero preoccupanti. Spesso e volentieri ce ne accorgiamo bene a casa nostra. Ma in alcuni casi è opportuno guardare un po’ al di là del nostro naso. Quello che è successo nella stagione scorsa ha dell’incredibile. Ve ne parliamo in questo articolo.

 

Lo studio autorevole

Nella stagione invernale appena passata, l’Artico ha fatto registrare temperature eccezionalmente elevate. Qualcosa di folle, tanto da rendere difficoltosa persino la raccolta della neve fresca! È quanto emerge dalle testimonianze dei ricercatori che hanno partecipato a una spedizione scientifica nelle Isole Svalbard.

 

Il tutto è stato condotto dal professor Donato Giovannelli, dell’Università Federico II di Napoli. I risultati di questa spedizione sono stati pubblicati sulla rivista Nature Communications. Raccontano dell’allarmante fusione dei ghiacci, anche in una stagione dove gelo e neve dovrebbero essere gli unici come un denominatore.

 

La testimonianza

Uno dei ricercatori, il dottor James Bradley, ha descritto l’esperienza sul campo come qualcosa di profondamente destabilizzante. Qualcosa che tocca veramente l’animo di uno scienziato, in maniera ovviamente negativa. Basti pensare che la missione si è svolta in pozze d’acqua ai piedi dei ghiacciai e su distese di tundra priva di neve e ricoperte di vegetazione, in pieno inverno. Qualcosa che dovrebbe essere tipica di fine primavera e non certo del cuore della stagione gelida.

 

Nulla di…imprevisto

Il resoconto degli scienziati, per quanto possa essere crudo, non fa altro che confermare quanto i modelli meteo climatici avevano già previsto. Nella fattispecie, le Svalbard si stanno riscaldando a un ritmo fino a sette volte superiore rispetto alla media globale. Un vero e proprio hotspot climatico estremo.

 

Particolarmente preoccupante è l’incremento delle temperature durante i mesi invernali, una stagione che sta letteralmente sparendo. Un suolo perennemente coperto di neve e da fitte nevicate di aghi di ghiaccio è tristemente un lontano ricordo. È capitato più volte che piova anche nella stagione invernale e ad aprile le isole siano in parte spogli di neve. Inimmaginabile fino a pochissimi anni fa.

 

Ma non è l’unico allarme

Parallelamente, pure l’Istituto Meteorologico Danese ha registrato temperature estremamente elevate, non solo alle Svalbard, ma oltre l’ottantesimo parallelo nord. Tra febbraio e marzo, si sono verificate numerose ondate di mitezza fuori stagione, con temperature anche 15 o 20 gradi al di sopra delle medie. Se un tempo queste cose erano rarissime, o non si verificavano affatto, adesso non solo le vediamo, ma le subiamo anche più di una volta nel medesimo inverno.

 

Un quadro allarmante

Purtroppo, nonostante sia qualcosa che a noi pare molto lontano, è invece l’ennesimo grido di allarme di un pianeta surriscaldato. L’Artico sta cambiando volto in modo terrificante e assolutamente irreversibile. Le stagioni fredde, un tempo caratterizzate da lunghi periodi di gelo e neve, stanno diventando qualcosa di simile a un clima temperato fresco, di migliaia di chilometri di latitudine più a sud.

 

Ricordiamo che è pure un circolo vizioso. Più fonde la neve e maggiore è la possibilità che si surriscaldino le rocce, prive del manto bianco riflettente. Un gatto che si morde la coda. Un processo che molti scienziati temono irreversibile. E purtroppo, i cambiamenti meteo climatici appaiono proprio fuori da molte agende politiche. Si preferisce fare le guerre o costruire enormi infrastrutture oppure creare nuovi pozzi petroliferi. Ma il futuro drammatico è già adesso..

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