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Negli ultimi anni il meteo estivo in Italia ha subito una trasformazione che non può più essere ignorata. A dominare la scena non è più l’anticiclone delle Azzorre, storico garante di giornate luminose, soleggiate ma sopportabili. È stato sostituito da un nuovo protagonista, molto più aggressivo: l’anticiclone africano. Questo sistema di alta pressione trasporta verso la Penisola enormi quantità di aria calda proveniente dal deserto del Sahara, contribuendo a una tropicalizzazione del clima che si sta ormai consolidando estate dopo estate.

 

Quando si parla di tropicalizzazione, ci si riferisce a un processo per cui una zona temperata, come l’Italia, inizia a manifestare caratteristiche climatiche proprie delle aree tropicali: ondate di calore intense, umidità opprimente, escursioni termiche ridotte e, talvolta, fenomeni temporaleschi violenti. Questa è la nuova normalità dell’estate italiana, e il meteo ne è testimone ogni giorno con dati sempre più allarmanti.

 

I picchi di calore infiammano il Sud

Secondo le ultime proiezioni meteo, i prossimi giorni saranno caratterizzati da un’intensificazione del caldo soprattutto nelle regioni meridionali. In particolare, la Sicilia rischia di toccare punte superiori ai 46°C, avvicinandosi pericolosamente al record assoluto europeo di 48,8°C, registrato nel 2021 a Floridia, in provincia di Siracusa. Anche la Puglia, la Calabria e la Basilicata si preparano a vivere giornate roventi, con temperature stabili oltre i 40°C.

 

Nel Centro-Nord non si raggiungeranno i livelli estremi del Sud, ma l’afa sarà altrettanto soffocante. Le massime oscilleranno tra i 35 e i 37°C, ma il livello di umidità relativa farà percepire temperature ben più alte. Questa condizione, definita tecnicamente come indice di calore o heat index, misura la temperatura percepita in base all’umidità, e spesso rappresenta una delle principali cause di disagio fisico nelle giornate più torride.

 

L’anticiclone delle Azzorre: un alleato a distanza

Un ruolo curioso, anche se marginale, continua a giocarlo l’anticiclone delle Azzorre, che pur rimanendo lontano dall’Italia, mantiene una certa influenza sul contesto meteo europeo. In questi giorni, questo sistema impedisce alle perturbazioni atlantiche di scendere troppo verso sud, evitando che si generino ulteriori movimenti d’aria calda in risalita dal Nord Africa. È un freno parziale, ma senza di esso la situazione potrebbe essere ancora più estrema.

 

Questo equilibrio precario, tra un anticiclone africano che domina e uno azzorriano che frena, è diventato un tema centrale nelle analisi meteorologiche degli ultimi anni. Il meteo è ormai una scienza sempre più attenta ai movimenti globali, in cui gli equilibri si giocano su distanze continentali.

 

Temporali e calo termico in arrivo al Nord

Uno spiraglio di cambiamento potrebbe aprirsi verso la fine della settimana, in particolare tra giovedì 24 e venerdì 25 Luglio, quando le proiezioni meteo indicano l’arrivo di correnti atlantiche più fresche. Queste infiltrazioni potrebbero favorire la formazione dei primi temporali sul Nord Italia, a partire da aree alpine e prealpine, per poi estendersi localmente alle pianure.

 

Il ritiro, seppur parziale, dell’anticiclone africano permetterà al fresco oceanico di riportare le temperature verso valori più consoni al periodo, con massime che torneranno intorno ai 30-32°C al Centro-Nord, e un deciso abbassamento dei valori notturni. Questo non solo migliorerà la vivibilità delle giornate, ma anche la qualità del riposo notturno, messa a dura prova dall’afa persistente.

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