L’analisi meteo basata sulle ultime emissioni del modello ICON DWD 0.06°, mostra scenari decisamente perturbati per alcune zone dell’Italia. Le mappe allegate rappresentano le cumulate di pioggia in 24 ore per giovedì 22 e venerdì 23 MAGGIO 2025, fornendo un quadro dettagliato dei fenomeni attesi.
Giovedì 22 MAGGIO
Nord Italia:
Il settore alpino e prealpino centroale sarà il più esposto. Si prevedono forti temporali, con rischio di nubifragi soprattutto tra Lombardia,Trentino-Alto Adige, Veneto settentrionale e Friuli Venezia Giulia. Le cumulate previste superano abbondantemente i 100 mm, un valore che pone attenzione a possibili criticità idrogeologiche, come frane e allagamenti.
Centro Italia:
Fenomeni più isolati, ma non esclusi. Toscana, Umbria e Marche potrebbero vedere piovaschi intermittenti, soprattutto in prossimità dei rilievi. Tuttavia, non si attendono piogge significative in termini di quantità.
Sud Italia e Isole:
Nel Sud con instabilità moderata: possibili rovesci anche tra Calabria, Basilicata e Puglia meridionale.
Venerdì 23 MAGGIO
Nord Italia:
La perturbazione si sposta leggermente, continuando a colpire Alpi e Prealpi centro-orientali, ma anche con coinvolgimento del Piemonte settentrionale e Liguria di Levante. Il rischio di fenomeni intensi persiste, anche se in lieve attenuazione rispetto al giorno precedente. I picchi di precipitazioni si aggirano tra i 60 e i 90 mm, sempre a carattere di rovescio o temporale.
Centro Italia:
Ancora marginalmente interessato. Si intravede un aumento della nuvolosità, ma senza effetti precipitativi rilevanti. Temperature in calo lieve, specialmente nei settori interni dell’Appennino centrale.
Sud Italia e Isole:
Il maltempo si attenua nettamente sulla Sicilia, dove i fenomeni si riducono drasticamente. Tuttavia, un nuovo impulso instabile potrebbe lambire il Canale di Sicilia, portando qualche pioggia tra il trapanese e l’agrigentino.
Le aree a rischio
Lombardia
Tutta l’alta pianura Lombarda a rischio piogge superiori ai 100 mm. Stimati 50 mm su Milano
Triveneto e Alpi orientali:
Tra le aree più a rischio troviamo l’intero comparto alpino nord-orientale.