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Decadenza Estate ormai tangibile.

L’alta pressione sull’Europa orientale anticipa il raffreddamento

La presenza di un campo di alta pressione sulla parte orientale dell’Europa è sempre un segnale di avvertimento per un raffreddamento del nostro continente. Quelle alte pressioni, infatti, determinano un calo delle temperature per dispersione termica da parte del suolo. Il processo si accentua giorno dopo giorno, soprattutto perché a quelle latitudini la durata del giorno cala fortissimamente e la notte si allunga rapidamente, in particolare nel corso di ottobre, un mese che vede una rapidissima diminuzione delle ore di luce. La stessa cosa succede a novembre. Tutto ciò porta al raffreddamento del nostro emisfero e ci accompagna verso la stagione invernale, che dal punto di vista meteorologico, e ciò non vuol dire che il tempo sarà invernale quel giorno, inizia il 1° dicembre.

 

Notti tropicali al Sud e in Sardegna

Orbene, siamo a ottobre, quindi in pieno autunno, e le condizioni atmosferiche stanno cambiando. Ce ne siamo accorti soprattutto in alcune aree del Nord Italia, dove le temperature sono scese, in particolare durante le ore notturne. Sono calate decisamente anche al Centro e al Sud, però in alcune zone del Sud e della Sardegna abbiamo registrato nella notte precedente, ovvero stamattina all’alba di domenica, valori sopra i 20°C, con addirittura 24°C nel centro urbano di Cagliari. Sono temperature che si definiscono da notte tropicale.

 

Il Mediterraneo come batteria termica

Tutto ciò provoca poi quel caos di cui si parla spesso: il Mar Mediterraneo è una batteria termica che favorisce lo sviluppo di nubi a fortissimo sviluppo verticale. Queste le abbiamo già viste verso la Catalogna e il sud della Francia, con precipitazioni intense: Barcellona è stata colpita già due volte da nubifragi e allagamenti, così come il resto della Catalogna, dove ci sono state anche persone in pericolo. Quest’aria instabile, abbiamo detto, si porterà verso l’Italia.

 

Dall’anticiclone a una profonda bassa pressione sulla Russia

Quello che è oggetto del mio approfondimento, però, è questo anticiclone, che tenderà poi a cambiare rotta, spostandosi ora verso est, ora verso ovest: insomma, la situazione è molto fluttuante. Tanto che verso la seconda parte del mese, al posto dell’anticiclone, troveremo invece una profonda bassa pressione sulla Russia occidentale che, a detta delle ultimissime elaborazioni dei modelli matematici, spingerà aria fredda di origine artica verso l’Europa e anche verso l’Italia.

GFS che illustra potenziali gocce daria fredda verso Italia
GFS che illustra potenziali gocce d’aria fredda verso Italia

L’Artico si scalda, ma resta una fonte di freddo

Avete sentito molto spesso che il Polo Nord sta perdendo ghiaccio e che è un’area che si sta riscaldando molto più velocemente delle altre del nostro pianeta. Ciò però non vuol dire che lassù faccia caldo. La banchisa polare si sta formando nuovamente, anzi c’è già: non è sparita durante la stagione estiva. Il suo minimo di estensione è stato raggiunto il 12 settembre ed è risultato, anche questa volta, molto sotto la media. Allo stesso tempo, le parti settentrionali del pianeta durante la stagione invernale si raffreddano tantissimo e noi siamo estremamente vulnerabili quando arrivano correnti da nord. Queste, a contatto con il Mar Mediterraneo, innescano fenomeni e un abbassamento consistente della temperatura.

 

Non è inverno, è l’autunno che avanza

Al momento, però, non è che arrivi l’inverno: semplicemente ci stiamo avviando nel cuore dell’autunno. Ce lo dimostrano l’alta pressione che si formerà, la fluttuazione di queste masse d’aria e la formazione, forse, perché siamo già nel campo del meteo a lungo termine, della bassa pressione sulla Russia occidentale. La vera e propria decadenza della stagione estiva è iniziata da tempo, ma si è vista solo moderatamente nell’Europa meridionale perché le temperature sono rimaste alte. Ora i tempi per la sua fine, per un declino totale, sono imminenti.

 

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