
Le prossime ore saranno piuttosto delicate. Tra il pomeriggio di martedì 20 e le prime ore di mercoledì 21, una saccatura atmosferica abbastanza stretta ma insidiosa raggiungerà la Penisola e, come logica conseguenza, avremo delle piogge diffuse e anche di una certa intensità. I principali modelli meteo (GFS, ECMWF, UKMO) sono oramai del tutto concordi circa la tempistica e l’intensità dei fenomeni.
L’evoluzione
Le prime piogge interesseranno i settori tirrenici e le regioni nord-occidentali, per poi estendersi progressivamente al resto del Nord e a buona parte del Centro Italia. Le regioni più colpite dai temporali, anche intensi, saranno la Liguria, il basso Piemonte e la Lombardia, dove il richiamo di correnti umide meridionali, combinato con l’effetto di sbarramento dei rilievi, potrà favorire precipitazioni abbondanti.
A titolo informativo, su diverse regioni settentrionali e tirreniche si prevedono accumuli compresi tra 40 e 50 millimetri nell’arco di 24 ore, con possibili valori superiori ai 100-150 nelle zone particolarmente esposte a questo tipo di correnti, ovvero quelle tese da sud-ovest. Parliamo, ad esempio, del Levante ligure, dell’Alta Toscana e del Verbano-Cusio-Ossola.
Mercoledì il sistema perturbato si sposterà gradualmente verso levante, coinvolgendo anche le regioni del versante adriatico ma, poiché queste si trovano sottovento rispetto alla catena appenninica, è plausibile che le precipitazioni saranno molto inferiori sia come estensione sia come intensità.

Capitolo neve
Ed ecco qui il focus specifico del nostro articolo. Dopo una lunga fase di agonia, finalmente sulle Alpi tornerà anche la neve. In una prima tranche, il limite delle nevicate si attesterà mediamente tra 2.200 e 2.400 metri, per poi scendere localmente intorno ai 2.000 metri con l’ingresso dell’aria più fredda. Buone nevicate oltre i 2.500 metri ma, come vedete, stiamo parlando di valori che sarebbero tranquillamente da fine settembre e non da fine ottobre. Difatti, non farà mai veramente freddo.
Come è lecito aspettarsi, il passaggio perturbato sarà accompagnato anche da un generale calo delle temperature, in particolare per quanto riguarda i valori massimi. Al Nord-Ovest la diminuzione dovrebbe limitarsi a circa 2-3°C, mentre sul resto della Penisola si potranno perdere 4-6°C rispetto alle temperature registrate fino al weekend, anche se, giova ricordarlo, non stiamo affatto parlando di qualcosa di anomalo. Oltretutto, dopo una nuova passata fredda prevista tra venerdì e sabato, alcuni modelli cominciano già a fiutare l’ipotesi di un anticiclone per gli ultimi giorni di ottobre, ma ne riparleremo nelle prossime tendenze meteo.

Credit
ECMWF – Open Charts, previsioni a medio termine
NOAA NCEI – Global Forecast System (GFS)
Met Office – Numerical weather prediction models

