
I peggioramenti si contano sulle dita di una mano. Ne ricordiamo in modo particolare due, l’ultimo dei quali è probabilmente quello che ha avuto i connotati stagionali più evidenti. Si è trattato, più che altro, di intermezzi in un lungo dominio dell’Alta Pressione, che ormai va avanti praticamente dallo scorso mese di giugno.
Certo, non sono mancate le fasi temporalesche, talvolta turbolente, capaci, come al solito, di scaricare al suolo ingenti quantità di pioggia in pochissimo tempo. Tuttavia, questo tipo di fenomeni, come abbiamo evidenziato tante volte, serve a poco o nulla, se non a creare disagi e, spesso e volentieri, anche parecchi danni.
Purtroppo, la mancanza delle perturbazioni atlantiche è ormai cronica e, fintanto che il grande Oceano non si deciderà a rompere definitivamente gli indugi, difficilmente potremo sperare in un cambiamento concreto della situazione.
La seconda metà di ottobre rischia pertanto di proporci un quadro sinottico simile a quello che ha caratterizzato le scorse settimane, ovvero la presenza di un’Alta Pressione di matrice subtropicale in grado di mantenere le temperature abbondantemente superiori alle medie stagionali.
Se parliamo di un quadro termico estivo, lo facciamo a ragion veduta. Basterebbe infatti dare un’occhiata alle temperature che stiamo registrando in questi giorni per confermare che non siamo affatto in autunno. O meglio, il calendario ci dice il contrario, ma le giornate che stiamo vivendo sostengono pienamente la tesi estiva.
Poi si potrà obiettare che di notte fa fresco, o localmente freddo, ma verrebbe da dire: ci mancherebbe altro! Le inversioni termiche stanno evidentemente svolgendo pienamente il proprio ruolo, ma siamo pur sempre a metà ottobre. Pensare di avere temperature estive anche nel corso della notte ci sembra, quanto meno, esagerato.
Il quadro che emerge da questa analisi è decisamente sconfortante. Non che non ci si sia abituati a stagioni autunnali spesso e volentieri miti e poco piovose, ma non intendiamo rassegnarci al fatto che la stagione delle piogge, per antonomasia, dovrebbe avere ben altre caratteristiche.
A chi ci domanda in questi giorni se esista il rischio di arrivare a novembre ancora in compagnia dell’Alta Pressione, rispondiamo di sì. Stando alle attuali proiezioni degli autorevoli centri di calcolo internazionali, non si intravede alcun segnale di una svolta definitiva.
Si intravedono piuttosto disturbi più o meno consistenti, questo è giusto sottolinearlo, ma ancora una volta potrebbe trattarsi di perturbazioni legate a depressioni secondarie che finiscono per infilarsi proprio all’interno dell’area anticiclonica. Ciò comporta, chiaramente, una notevole imprevedibilità delle traiettorie. E l’imprevedibilità non ci consente di ipotizzare con sufficiente precisione un coinvolgimento più o meno intenso delle nostre regioni.
Giusto per citare un esempio, nel fine settimana su alcune regioni occidentali potrebbe piovere anche tanto, ma potrebbe trattarsi dell’ennesima parentesi. Una parentesi che, peraltro, rischia ancora una volta di causare disagi a causa dell’eccessiva intensità dei fenomeni.
Non è certamente questo il tipo di tempo che ci aspettiamo da una stagione autunnale. Per quanto riguarda i motivi che stanno rovinando l’autunno 2026, si potrebbe discutere all’infinito. C’è infatti chi sostiene che la responsabilità sia già di El Niño e chi, al contrario, continua giustamente a sostenere la tesi di un profondo cambiamento delle stagioni, quale conseguenza del riscaldamento globale.
Non sta a noi entrare in questa diatriba. Spetta piuttosto a noi descrivere quello che sta accadendo e l’analisi, come detto in apertura, è alquanto desolante. Dobbiamo pretendere un cambio di marcia sostanziale da parte della stagione autunnale, altrimenti si rischia di arrivare all’inverno senza colpo ferire.

