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Caldo fino a Ferragosto, da Lunedì 17 possibili cambiamenti

Il robusto anticiclone subtropicale non molla la presa nemmeno per il weekend di Ferragosto, ma le proiezioni dei modelli iniziano a intravedere un cambio di rotta: ecco cosa aspettarsi nei prossimi giorni.

Potrebbe ormai essere davvero vicino l’epilogo di questa interminabile quarta ondata di calore che da diverse settimane interessa gran parte dell’Italia. Un periodo caratterizzato dalla presenza insistente di un robusto anticiclone subtropicale, capace di mantenere temperature ben superiori alle medie del periodo e di garantire condizioni atmosferiche spesso stabili e soleggiate. Nonostante la sua notevole tenacia, tuttavia, qualcosa potrebbe iniziare a cambiare proprio nei prossimi giorni.

Prima di assistere a una possibile svolta, bisognerà però ancora fare i conti con il caldo. A partire da giovedì 13 agosto e per buona parte del weekend di Ferragosto, infatti, l’atmosfera continuerà a essere dominata da temperature elevate e da condizioni prevalentemente estive. L’anticiclone non mollerà immediatamente la presa e continuerà a favorire una prevalenza di cieli sereni o poco nuvolosi, soprattutto durante le ore mattutine.

La situazione, però, non sarà del tutto stabile. Il forte riscaldamento diurno contribuirà infatti ad aumentare l’instabilità, soprattutto nelle aree interne e montuose. Sarà proprio nelle ore più calde della giornata che potranno svilupparsi improvvisi temporali, localmente anche intensi, capaci di interrompere per qualche ora la lunga fase di caldo e afa. Insomma, l’estate continuerà a mostrare il suo volto più rovente, ma con qualche segnale di crescente vivacità atmosferica, come confermano anche gli ultimi aggiornamenti sulla fine del caldo estremo diffusi dai principali centri di calcolo.

Ferragosto tra sole, afa e improvvisi temporali

Entrando maggiormente nel dettaglio, il quadro meteorologico dei prossimi giorni continuerà dunque a essere caratterizzato da due elementi apparentemente contrapposti: da una parte il grande caldo, dall’altra la possibilità di improvvisi fenomeni temporaleschi. Non si tratta di una vera contraddizione, perché proprio le temperature molto elevate possono fornire l’energia necessaria allo sviluppo di celle temporalesche durante il pomeriggio, un meccanismo descritto anche in questo approfondimento sul rischio di grandine e nubifragi atteso nei prossimi giorni.

Le mattinate saranno in generale le più tranquille, con ampi spazi soleggiati e condizioni favorevoli anche alle attività all’aperto. Con il passare delle ore, però, la situazione potrebbe cambiare soprattutto nelle zone a ridosso dei rilievi. Alpi e Appennini saranno infatti le aree maggiormente esposte alla formazione di nubi cumuliformi, che potranno rapidamente evolvere in rovesci e temporali.

I fenomeni non resteranno necessariamente confinati alla montagna. In alcune circostanze, infatti, le celle temporalesche potrebbero riuscire a sconfinare verso le aree pianeggianti e le zone limitrofe, determinando bruschi cambiamenti delle condizioni meteorologiche. Si tratterà comunque di episodi spesso localizzati e difficili da prevedere con precisione a distanza di diversi giorni.

Anche il weekend di Ferragosto si inserirà quindi in questo contesto: caldo ancora protagonista, ma con una crescente possibilità di temporali pomeridiani soprattutto sui rilievi. Per chi avrà programmato giornate all’aperto sarà dunque importante prestare attenzione all’evoluzione del cielo nelle ore centrali e pomeridiane, specie nelle località montane e nelle aree interne.

Da lunedì 17 possibile svolta, ma non sarà ancora la fine dell’estate

Il vero elemento di interesse emerge però guardando oltre Ferragosto. Le proiezioni modellistiche iniziano infatti a intravedere una possibile evoluzione decisamente diversa a partire da lunedì 17 agosto. Secondo una delle ipotesi prospettate dalle elaborazioni del modello europeo ECMWF, una saccatura proveniente dal Nord Europa potrebbe progressivamente spingersi verso il Mediterraneo e l’Italia, come raccontato anche in questo articolo sulla svolta dopo Ferragosto.

Se questa configurazione venisse confermata, l’aria molto calda che da settimane interessa il nostro Paese sarebbe costretta a retrocedere gradualmente verso latitudini più meridionali. Si assisterebbe così a un progressivo ridimensionamento delle temperature, con valori più vicini alla normalità stagionale e, soprattutto, con un netto allontanamento dalla fase di caldo estremo che ha caratterizzato questa lunga parentesi, come indicato anche dagli ultimi aggiornamenti sulla rottura dell’estate confermata per il 16 agosto.

La possibile svolta, tuttavia, avrebbe anche un rovescio della medaglia. L’ingresso di aria più fresca in quota, a contatto con una massa d’aria ancora molto calda e umida, potrebbe infatti favorire condizioni di marcata instabilità. Il rischio maggiore, almeno nelle prime fasi, sarebbe quello di temporali anche forti, a partire dalle regioni settentrionali e successivamente, a seconda dell’evoluzione della perturbazione, anche sul resto del Paese.

È importante sottolineare che, allo stato attuale, non si può ancora parlare di una definitiva svolta stagionale. L’eventuale passaggio perturbato di metà agosto rappresenterebbe piuttosto un ritorno verso condizioni termiche più normali, dopo settimane segnate da un caldo eccezionale e persistente. L’estate, insomma, non sarebbe affatto terminata: potrebbe semplicemente cambiare volto, lasciandosi alle spalle la fase più opprimente e concedendo finalmente una parentesi di maggiore vivibilità, come sottolineato anche nel bilancio sulla fine della quarta ondata di caldo.

Per avere conferme più solide bisognerà attendere i prossimi aggiornamenti dei modelli meteorologici. La distanza temporale, infatti, rende ancora possibile qualche modifica nella traiettoria della saccatura e nella sua intensità. Per il momento, però, il segnale più interessante è proprio questo: dopo un Ferragosto ancora caldo e localmente temporalesco, da lunedì 17 agosto potrebbe aprirsi una fase decisamente più dinamica, con temperature finalmente più vicine alla normalità.

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