In questi giorni le condizioni meteo sono tutt’altro che invernali. Sembra già un lontano ricordo il parabrezza ghiacciato e le gelate intense al risveglio mattutino. Eppure, proprio nel cuore del primo mese primaverile sono accadute ondate di freddo davvero ragguardevoli, una di queste fu nel famoso 1987.
Analizziamo quell’evento
Non fu una semplice Toccata e fuga. Risultò un evento meteo estremo, che si protrasse per oltre due settimane, colpendo, in particolar modo, come anomalie tutte le adriatiche e gran parte del Centro-Sud. Le ricostruzioni basate su archivi meteorologici storici, rianalisi National Oceanic and Atmospheric Administration/National Centers for Environmental Prediction e cronache locali consentono di delineare con precisione un evento che è rimasto nella memoria collettiva.
Che cosa accadde
Come spesso accade in questi casi, vi fu un imponente anticiclone russo-siberiano che, tra la fine di febbraio e i primi giorni di marzo, si espanse verso occidente. Così si formò il famoso ponte di Wejkoff. Fu molto tardivo.
Ne consegue che, lungo il bordo meridionale di questa struttura, partirono di gran carriera masse d’aria artica continentale, estremamente fredde, accumulate nel corso dell’inverno 1986-87 sulle pianure siberiane. Ricordiamo che si trattò di una stagione tra le più fredde degli ultimi 70 anni in quelle lande, mentre in Italia non fu eccezionale,. Si ricorda solo per una bella nevicata a gennaio, ma solo sul Piemonte.
Il percorso del freddo
Per la verità, il tutto iniziò tra il 3 e il 4 marzo tramite correnti retrograde da nord-est. La configurazione barica ricalcava lo schema classico del Burian. A dire il vero questo termine non esiste in Italia, si chiama ingresso dalla porta della bora. Ma con tali termini si indicano, in linea generale, alta pressione sul Nord Europa, bassa pressione sul Mediterraneo occidentale e deviazione meridiana del getto polare. Tra il 6 e l’8 marzo a circa 1500 metri di quota si scese fino a -12°C sull’Adriatico e sulla Puglia. Si tratta di valori straordinari anche se fossimo nel cuore di gennaio, figuriamoci in marzo!

Ma potrebbe ricapitare ancora?
È una domanda che spesso e volentieri molti lettori si fanno. Soprattutto dopo inverni Dove nevica sempre meno, il fulcro della questione è il seguente. Ci saranno irruzioni di aria gelida nelle prossime settimane? Potrà l’inverno fare ancora la voce grossa nel mese di marzo? Purtroppo sta finendo in maniera decisamente anonima questa stagione invernale. Se il periodo tra fine dicembre e metà gennaio è stato molto freddo, non si può dire delle condizioni meteo delle ultime settimane. Prima forte maltempo, poi un tosto anticiclone. Qual è stato il comune denominatore? La mancanza di freddo intenso.

Credits
Global Forecast System del NOAA,
IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)
Copernicus Climate Change Service (C3S)
American Meteorological Society
WMO – World Meteorological Organization
