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Un vero e proprio ribaltone meteo si sta per profilare alle porte. Diamo uno sguardo d’insieme. Fino a questo momento, ce ne siamo accorti un po’ tutti, il mese di dicembre si è distinto per una mitezza sorprendente. Sì è vero non è stato sempre sole. Ma come si fa a dire che abbia fatto freddo?

 

Un mese caldo

Le temperature si sono mantenute costantemente al di sopra delle medie stagionali e, sebbene non siano mancati episodi di pioggia, vento e instabilità, si è trattato di fenomeni tutto sommato ordinari e non accompagnati da freddo davvero intenso.

 

L’inverno, quello di una volta, fatto di aria pungente, gelate e neve a quote basse, è rimasto davvero lontano dal nostro paese. Se escludiamo il periodo freddo novembrino, per adesso il vero gelo non si è proprio visto. E nemmeno solo in Italia, ma persino nell’intera Europa.

 

Impressionante anomalia termica a livello europeo nei primi 20 giorni di dicembre. Freddo invernale completamente assente su quasi tutto il suolo del vecchio continente. Fonte: NCEP GFS.

 

Clima ostinatamente mite

Il fattore che più colpisce, osservando i dati, è senza dubbio quello termico. Siamo ormai prossimi al solstizio d’inverno, le giornate sono le più corte dell’anno, eppure su gran parte del territorio italiano i valori non sono degni di questo periodo, ma tipici di fine ottobre.

 

In modo particolare, il Sud e le Isole Maggiori hanno sperimentato ancora una volta punte termiche vicine ai 20 gradi, un’anomalia evidente che indica, senza mezzi termini, scenari primaverili piuttosto che invernali. Anche al Centro e al Nord, dove non sono mancate giornate grigie e piovose la neve è sempre stata relegata a quote di media montagna.

 

Ma cosa potrebbe cambiare?

In una prima fase, il cambiamento sta già manifestando soprattutto attraverso un aumento della dinamicità. Forte maltempo e abbondanti nevicate sulle Alpi. Già questo è un primo segnale. Solo che il contesto meteorologico rimane tipico di novembre e non di dicembre. Ma a fine mese ci potrebbero essere veri e propri ribaltoni.

 

Possibilità di un’ondata di gelo passeggera proprio a cavallo del Capodanno e dei primissimi giorni del 2026. Questo scenario andrà ovviamente confermato.

 

Cosa vedono i modelli

Alcune simulazioni meteo continuano a suggerire la persistenza di una circolazione ciclonica sull’Italia, con fasi di maltempo a ripetizione e clima freddo ma non gelido. Altri modelli, invece, aprono alla possibilità di un affondo di aria veramente molto fredda.

 

Tale manovra sarebbe favorita favorita dalla presenza di un’area di alta pressione posizionata oltre l’arco alpino. Se quest’ultima configurazione dovesse prendere forma, l’Italia potrebbe sperimentare la prima ondata di gelo dell’inverno. Vi abbiamo mostrato la mappa che sancisce questa possibilità.

 

Ma per concludere

Una cosa, però, appare ormai chiara: il periodo delle festività natalizie sarà destinato a essere grigio e umido, con tanta pioggia e neve solamente in montagna. Sicuramente non ci annoieremo e non sarà l’ennesimo Natale di sole e clima mite. Ma comunque non potremo parlare di freddo. Vedremo se le condizioni meteo a inizio 2026 potranno portare la tanto agognata svolta invernale sul nostro Paese.

 

Credit

L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE

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