Due scenari meteo interessanti a fine anno: Italia preda del maltempo
Prima di proporvi i due scenari meteo interessanti, andiamo per gradi. Ricordiamo che l’area di alta pressione, che finora ha garantito condizioni
Prima di proporvi i due scenari meteo interessanti, andiamo per gradi. Ricordiamo che l’area di alta pressione, che finora ha garantito condizioni relativamente stabili, tenderà progressivamente a spostarsi verso latitudini più settentrionali
Lasciando il bacino del Mediterraneo e l’Italia esposti a una circolazione nettamente più perturbata, ma non troppo fredda. Tra il 22 e il 25 dicembre si aprirà quindi una fase di maltempo, che però presenterà caratteristiche più affini all’autunno che al pieno inverno.
Il maltempo
Durante questo periodo, le precipitazioni interesseranno soprattutto il Nord-Ovest, le regioni affacciate sul versante tirrenico e alcune aree del Centro. Le piogge risulteranno diffuse e a tratti persistenti, mentre le temperature si manterranno su valori relativamente miti per la stagione, senza andare al di sotto delle medie.
Anche le nevicate, elemento spesso atteso nel periodo natalizio, saranno comunque limitate alle quote di montagna. La neve cadrà prevalentemente sulle Alpi occidentali, inizialmente anche a quote inferiori ai 1000 metri, ma con una tendenza a un rapido innalzamento del limite delle nevicate. Stiamo parlando quindi di valori tipici di novembre e non di fine dicembre, ma questo scenario è destinato a cambiare radicalmente.
L’evoluzione
A partire dal 26 o 27 dicembre i modelli fiutano un grande cambiamento. L’ingresso di correnti fredde provenienti dai quadranti nord-orientali favorirà un primo calo delle temperature. Non sarà qualcosa di brusco, ma di graduale.
È però dal 29 dicembre in avanti che le incertezze previsionali aumentano notevolmente: i principali modelli meteorologici mostrano soluzioni molto diverse tra loro, delineando due possibili evoluzioni molto interessanti. Ve le mostriamo in dettaglio.
Il primo scenario
Avvisiamo subito ai lettori che è considerato al momento il più stabile e probabile. Si potrebbe vedere l’arrivo di aria fredda limitato prevalentemente alle regioni settentrionali, senza il supporto di strutture perturbate organizzate.
Tra il 29 e il 30 dicembre il Nord Italia sperimenterebbe un calo termico deciso, ma senza la possibilità di grandi nevicate. Non ci sarebbero le condizioni per avere Dama Bianca in maniera diffusa. Le giornate sarebbero caratterizzate dalla presenza nubi basse, cielo sovente grigio e scarsa ventilazione, con fenomeni precipitativi praticamente nulli, se non per qualche spruzzatina di neve qua e là o qualche piovasco.
La neve in pianura risulterebbe molto improbabile, mentre qualche debole nevicata potrebbe interessare solo le Alpi e le Prealpi. Al Centro-Sud, invece, il freddo si farebbe sentire comunque presente ma con scarsi rovesci, con la possibilità di deboli nevicate lungo l’Appennino toscano e nelle aree interne tra Umbria e Marche, generalmente oltre i 500-800 metri di quota.
La seconda opzione
Sarebbe molto più propensa a ricevere neve a quote basse. Con il versante adriatico maggiormente esposto e quello tirrenico più protetto. In questo caso, sempre tra il 29 e il 30 dicembre, le regioni affacciate sull’Adriatico potrebbero sperimentare condizioni decisamente più invernali.
In Romagna sarebbero possibili rovesci nevosi fino a quote basse. Marche, Abruzzo e Molise potrebbero essere interessati da nevicate anche intense nelle zone interne, con la possibilità di un abbassamento della quota neve fino alla pianura.
Ovviamente impossibile provare a pronosticare se la neve arriverà addirittura fin sul mare. Altrove, il Nord resterebbe freddo ma con poche precipitazioni, mentre le regioni tirreniche avvertirebbero soprattutto l’effetto dei venti freddi.
In un contesto quasi del tutto asciutto. Come vedete, solo i prossimi aggiornamenti meteo ci potranno dire con precisione l’evoluzione. Quello che possiamo dire con certezza è che non sono presenti fasi di alta pressione nemmeno nel lungo termine.
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE
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