Prima di approfondire la questione, dobbiamo necessariamente effettuare un’introduzione. Il termine “Stratwarming” indica un fenomeno meteo climatico caratterizzato da un rapido e significativo aumento delle temperature nella Stratosfera Polare durante i mesi invernali dell’emisfero boreale.
È importante precisare che esso non è uno strumento diretto per prevedere il tempo locale. Da esso non dipende Certamente se in un comune X piove, fa freddo o fa caldo. Ma rappresenta un indicatore di variazioni climatiche su scala emisferica. Cerchiamo di chiarire per bene i concetti.
Qualche disquisizione tecnica
Durante il periodo freddo la stratosfera, una fascia che si estende tra i 10 e i 50 chilometri di altitudine, è caratterizzata dalla presenza del Vortice Polare, una circolazione di venti che trattiene l’aria fredda nelle alte latitudini. Di tanto in tanto, ci può essere un riscaldamento anche molto forte, con incrementi di temperatura di 20-30 gradi in pochi giorni, ma con punte superiori ai 50-60, spesso accompagnati da un’inversione dei venti zonali.
Tale riscaldamento può destabilizzare il Vortice Polare, provocandone l’indebolimento o persino la vera e propria rottura in più vortici. Tale evento meteo si chiama “split”. Questo processo ha la capacità di alterare la circolazione atmosferica anche nei livelli più bassi dell’atmosfera, con effetti che possono manifestarsi a distanza di alcuni giorni e per tutto il mese successivo.
Gli effetti tangibili
Uno degli scenari più significativi legati allo Stratwarming è la divisione del Vortice Polare in due o più nuclei distinti. In realtà la questione è un po’ complessa ma cerchiamo di farla facile. Succede una sorta di sconquasso sullo scacchiere europeo. Alcune masse di aria fredda si dirigono verso latitudini più basse, causando ondate di gelo in alcune regioni, mentre altre possono sperimentare condizioni climatiche molto miti. A causa di richiami caldi.
È importante notare che…
La relazione tra riscaldamento stratosferico è con date di gelo non è certo così scontata. Non tutti gli eventi di riscaldamento stratosferico generano conseguenze rilevanti a livello del suolo. Per di più, ce ne sono parecchi durante un inverno e sono quelli più forti con un buon accoppiamento tra stratosfera e troppo sfera possono portare effetti freddi anche altrove. Solo in presenza di un forte accoppiamento tra i due strati atmosferici si verificano cambiamenti significativi nella circolazione, che diventa antizonale, ovvero va da est verso ovest e non viceversa.
Ma attenzione!
Un errore comune è considerare lo Stratwarming come un indicatore diretto freddo e gelo in Italia. In realtà, si tratta di un fenomeno osservabile su scala planetaria, che segnala cambiamenti nel Vortice Polare e possibili variazioni nella circolazione atmosferica generale.
L’atmosfera, anche solamente a livello emisferico, è un sistema estremamente complesso e richiede l’analisi di numerosi fattori, tra cui il trasferimento di energia tra i diversi livelli atmosferici, le condizioni preesistenti delle masse d’aria e i modelli di circolazione già in atto.
Senza entrare troppo in dettagli tecnici. Non è possibile sapere con precisione se un eventuale evento di stratwarming possa sicuramente portare Gere in Italia. Quello che è sicuro è che aumentano, e non di poco, le probabilità. Ma non sono certezze. Mentre se questo riscaldamento stratosferico non si origina, è estremamente raro avere ondate di gelo nel nostro paese.