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Di male in peggio, l’evoluzione meteo attesa per la prossima settimana, stando all’ultimo prospetto modellistico.

Intanto, si conferma il maltempo crescente, in particolare da queste ore e per le prossime 36/48, soprattutto sulle regioni settentrionali o su buona parte di esse e anche su diverse aree del Centro.

 

Il guasto è determinato da un flusso instabile occidentale, progressivamente più cattivo, per annessi nuclei perturbati in quota in avanzamento dalla Francia verso il Nord Italia.

Già piogge abbondanti sono presenti in queste ore sul Friuli, con accumuli over 100 mm localmente, ma altrettanto abbondanti arriveranno nelle ore prossime e per tutto domani, sempre al Nord e di più verso il Nordest, in particolare tra la Venezia Giulia e l’estremo settore orientale veneto, fino a 250 mm in 24 ore e con rischio di possibili dissesti.

 

Piogge abbondanti anche tra alto Piemonte, alta Lombardia, Levante Ligure, alta Toscana e sul resto di Toscana, localmente fino in Romagna e Nord Marche.

Per il resto della settimana, una circolazione depressionaria con asse un po’ più occidentale, permetterà una continuazione di piogge e rovesci più diffusi e significativi al Nord, meno sul basso Adriatico e al Sud, se non, qui, fenomeni di un certo significato solo localmente.

 

Ci sono novità, però, in termini di circolazione nel prosieguo di maggio, ma non relative a possibili miglioramenti, piuttosto relative a un diverso orientamento delle correnti che rimarranno diffusamente instabili.

L’assetto barico, infatti, verso il prossimo fine settimana e poi in maniera più dichiarata per il corso della settimana successiva, andrebbe prendendo una piega un po’ più settentrionale, con l’avvento di correnti in prevalenza da Nord, le quali oltre a protrarre le condizioni di stabilità, porterebbero anche un quadro termico decisamente più fresco in linea generale.

 

Con buona probabilità, i valori termici si porterebbero ovunque di qualche grado sotto media, magari di più al Centro Nord, ma l’aria fresca si farebbe sentire su tutti i settori.

Per di più, la circolazione a componente più settentrionale, spesso nord-occidentale, comporterebbe una instabilità più diffusa sul territorio da Nord a Sud, quindi con coinvolgimento più marcato, in termini di rovesci e temporali, anche delle regioni meridionali, oltre che ancora di quelle centro settentrionali.

 

Quadro evolutivo, dunque, che non depone affatto per una primavera stabile e soleggiata piuttosto, stando agli ultimi dati, per l’avvento di una lunga fase all’insegna di piogge ricorrenti, diffusa ventilazione e di temperature sotto media.

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