Cambiamenti climatici: Roma temperature interne ai mezzi pubblici di 50 gradi
Secondo diverse proiezioni climatiche internazionali, l’Europa meridionale , e in particolare l’Italia centrale , è tra le aree del continente che subiranno maggiormente gli effetti del riscaldamento globale . Tra i rischi ipotizzabili, ma scientificamente fondati se non si ridurranno drasticamente le emissioni di gas serra , emergerà uno scenario particolarmente critico per le infrastrutture urbane: il collasso del trasporto pubblico nelle grandi città come Roma , a causa di ondate di calore estremo.
In uno studio pubblicato da Nature Climate Change , si ipotizza che, nel contesto di un aumento della temperatura media globale di 3 °C , le città del bacino del Mediterraneo possano affrontare picchi termici che superano frequentemente i 45 °C all’esterno durante i mesi estivi. In tali condizioni, la temperatura interna di autobus, tram e vagoni della metropolitana sprovvisti di un adeguato sistema di raffrescamento può superare i 50 °C , rendendo inutilizzabile il servizio di trasporto pubblico per gran parte della popolazione.
Questo fenomeno, che già oggi si verifica sporadicamente in alcune linee di superficie della rete ATAC , potrebbe diventare la norma nei mesi di Luglio e Agosto , con implicazioni devastanti per la mobilità urbana e la salute pubblica .
Roma , come molte città storiche europee, è caratterizzata da una struttura urbana che favorisce il cosiddetto effetto isola di calore . Questo significa che l’accumulo di calore nelle superfici asfaltate e nei palazzi può causare un aumento di 3-7 °C rispetto alle aree periferiche e rurali. Studi condotti dal Joint Research Centre della Commissione Europea confermano che l’effetto isola di calore è già oggi responsabile di un significativo aggravamento delle ondate di calore nei centri urbani.
In assenza di interventi strutturali, come l’ammodernamento degli impianti di climatizzazione sui mezzi pubblici e la decarbonizzazione della mobilità urbana , la rete di trasporto pubblico romana rischia il collasso, con ritardi, interruzioni di servizio e un aumento del ricorso all’automobile privata , aggravando ulteriormente la situazione climatica.
Secondo l’ Organizzazione Mondiale della Sanità , l’esposizione a temperature superiori ai 40 °C può causare colpi di calore , disidratazione , stress termico e in alcuni casi anche la morte , soprattutto tra anziani , bambini e persone affette da patologie croniche . Un’ondata di caldo estremo come quella ipotizzata potrebbe mettere a rischio diretto la salute di migliaia di passeggeri ogni giorno.
A livello economico, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti del Regno Unito , in un report sugli impatti dei cambiamenti climatici, stima che un’interruzione sistemica dei trasporti pubblici in una capitale europea possa generare perdite economiche giornaliere superiori ai 200 milioni di euro per effetto di assenze lavorative, ritardi e aumento della congestione stradale .
Il Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico (IPCC) , nelle sue relazioni più recenti, sottolinea che l’aumento delle ondate di calore estremo nelle aree urbane sarà uno degli impatti più certi del cambiamento climatico. Se non verranno adottate politiche di mitigazione e adattamento , come la riduzione delle emissioni di CO₂ , il potenziamento delle infrastrutture verdi e la transizione ecologica della mobilità , fenomeni come quello ipotizzato per Roma potrebbero diventare regolarmente ricorrenti entro il 2040 .
Fonti come il World Resources Institute e l’ European Environment Agency indicano che il trasporto pubblico urbano è uno dei settori più fragili e impreparati ad affrontare il cambiamento climatico, soprattutto nelle città mediterranee come Roma, Atene, Madrid e Lisbona .
Se non si ridurrà l’effetto serra e le emissioni climalteranti non verranno contenute in tempi brevi, il rischio di collasso del trasporto pubblico romano durante le ondate di calore estivo diventerà una drammatica realtà . Lo scenario di mezzi pubblici con temperature interne superiori ai 50 °C, per quanto oggi possa sembrare estremo, è una proiezione plausibile secondo la comunità scientifica internazionale.
Fonti: IPCC (2023), Nature Climate Change, WHO, European Environment Agency, World Resources Institute, JRC della Commissione Europea.
