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G Gli ultimi dati mensili sul possibile andamento di massima della circolazione per il corso del mese di marzo prossimo, disegnano un possibile scenario medio abbastanza in linea con le tipicità circolatorie stagionali.

 

Nella sostanza, il mese che segna il trapasso tra l’inverno e la primavera, potrebbe mostrarsi con la connotazione caratteristica di mese un po’ pazzerello, quindi con alternanza di fasi instabili in prevalenza atlantiche, altre anticicloniche con tempo più stabile e qualche possibile spunto più freddo di matrice polare marittima.

Dunque, molta variabilità. Scendendo un po’ più nei dettagli, dettagli relativamente alla possibile evoluzione temporale, per il corso della prima decade si prospetta un’azione più instabile di matrice atlantica nei primi due/tre giorni,  con occasioni per piogge più diffuse sul territorio. 

 

Da computare, anche ,una veloce azione di un impulso  relativamente freddo, più efficace sulle regioni centro settentrionali, dove le temperature potrebbero portarsi anche un po’ sotto le medie del periodo e dove potrebbero esserci anche locali fiocchi a quote medio basse trail 2 e il 3.

Molto probabilmente, l’azione moderatamente fredda potrebbe essere meno incisiva verso le regioni meridionali.

 

Per il resto della prima settimana del mese, dovrebbe tornare ad avere la meglio una circolazione moderatamente anticiclonica sempre a componente oceanica, magari anticiclone non particolarmente strutturato, quindi con possibili infiltrazioni umide e qualche fastidio instabile debole, soprattutto verso le isole maggiori, l’estremo Nordovest e sulla Calabria;

pochi fastidi sul resto del territorio, con contesto termico in generale aumento.

 

Sul finire della prima decade e poi verso metà mese, ci sarebbero indicazioni per maggiore, progressiva incisività di correnti umide atlantiche e nuova fase più piovosa in via generale, con piogge più consistenti e ricorrenti al Nordovest, su alto Tirreno e sulle aree tirreniche in genere.

L’evoluzione per il prosieguo della seconda decade e poi per la terza, computerebbe una possibile maggiore ricorrenza di circolazione instabile atlantica, con prospettiva di piega sempre più settentrionale del flusso instabile.

 

Nella sostanza, per la seconda parte di marzo, complice anche un apprezzabile calo della velocità del flusso zonale, calo dato piuttosto incisivo da metà mese circa, la circolazione potrebbe orientarsi dai quadranti nordoccidentali, con maggiori opportunità di azioni moderatamente fredde di matrice polare marittima.

Certo, gli impulsi nordoccidentali potrebbero orientarsi, in parte, anche verso l’Ovest Mediterraneo, con conseguenze, sì, instabili per l’Italia, ma non particolarmente fredde;

 

tuttavia in un flusso prevalente più orientato da Nordovest, le occasioni per colpi di coda invernali anche per l’Italia aumenterebbero. Torneremo periodicamente ad aggiornarci sulla possibile tendenza di massima per l’ultimo mese dell’inverno astronomico.

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