La vita su Marte non è semplice: non c’è atmosfera, ci sono sbalzi enormi di temperatura (300 gradi al giorno!), la radiazione è potentissima e manca l’acqua allo stato come lo conosciamo. Eppure gli scienziati ci credono. Vi diciamo cosa c’è in serbo.
Il gruppo
Un gruppo di sei astronauti, di cui una donna, sono stati in isolamento per mesi nel cuore del deserto israeliano, sul cratere Ramon. La scelta di questa sede serve a testare quella che sarebbe a tutti gli effetti la vita sul Pianeta Rosso.
Questa zona si trova nel Negev, regione ritenuta ideale per simulare l’habitat che ci troverebbe sul Pianeta Rosso, con rocce e paesaggio assai simile.
La missione
L’esperimento è parte della missione AMADEE 20, organizzata dall’Austrian Space Forum, in collaborazione con la Israel Space Agency e con la partecipazione dell’Agenzia Spaziale Europea.
Per mesi i partecipanti son stati tagliati fuori dal mondo. Durante questo periodo gli esploratori spaziali stanno vivendo con le loro tute spaziali, riproducendo in toto quello che avverrebbe come se stessero sul Pianeta Rosso.
I sensori attaccati alle loro tute permettono un accurato monitoraggio a distanza. E’ stato simulato anche il ritardo di 10 minuti nelle comunicazioni come accadrebbe su Marte, dove naturalmente non ci sono sistemi di comunicazione GPS o reti mobili, come accade da noi.
L’obiettivo della missione
L’obiettivo di questa missione è di individuare tutte le falle e le possibili difficoltà che possano inevitabilmente sorgere stazionando su Marte. L’esperimento è risultato prezioso in vista delle future missioni di esplorazione umana e robotica.
Per ora, non ci sono state altre missioni, né ne sono in programma, anche se è un qualcosa che potrebbe cambiare nel giro di qualche anno. Nonostante la speranza è di arrivare nell’arco di un decennio a questo obiettivo, restano al momento ancora moltissimi ostacoli ad un volo umano verso Marte, nonché logistica e vita in un ambito extraterrestre.