Gli astronomi stanno ancora lavorando per comprendere degli oggetti misteriosi rilevati nello spazio profondo chiamati “quasar”. Essi son noti anche come “sorgenti radio quasi stellari”.
Alcuni di essi sono in grado di emettere un’energia luminosa da dieci a cento volte maggiore dell’intera Via Lattea. Anche solo il pensiero di vederne uno da vicino sarebbe accecante, in tutti i sensi.
Sul funzionamento dei quasar si sono susseguite diverse ipotesi sulla base del collegamento che essi sembrano avere con i buchi neri.
I collegamenti
Gli scienziati hanno molte teorie sui buchi neri e parte di esse sono in conflitto. Ad oggi, la principale ipotesi sui buchi neri, coerente con la teoria della relatività di Einstein, afferma che sono punti infinitamente densi nello spazio.
La gravità è così potente da deformare il tessuto stesso dello spaziotempo, creando un cosiddetto “orizzonte di fuga”, un punto in cui neanche la luce può sfuggire all’estrema forza gravitazionale.
Di conseguenza, essi sono visibili come enormi strutture circolari che “inghiottiscono” tutta la materia intorno ad essi. Non tutti i buchi neri sono quasar, ma tutti i quasar sono accompagnati da buchi neri.
Alcune peculiarità
I quasar sono tra gli oggetti più antichi, luminosi e distanti nello spazio. Distano anche miliardi di anni luce ed è per tal motivo che risultano assai difficili da rilevare, ancorché separati dalla Terra da milioni di ostacoli.
Oltre a fenomeni di breve durata come i lampi di raggi gamma e le supernove, i quasar sono gli oggetti più luminosi dell’universo. Hanno una potenza luminosa difficilmente calcolabile.
Fa letteralmente paura anche solo immaginare una fonte luminosa tale. Miliardi di volte il nostro sole! C’è ancora davvero molto da scoprire su questi misteriosi oggetti e grazie alla scienza si stanno facendo passi da gigante. Servono a capire davvero dove si possa spingere l’Universo finora conosciuto.