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estrazione gas naturale
Estrazione gas naturale in Adriatico.

Il ministro Cingolani ha detto che è necessario produrre gas qui in Italia, in quanto il nostro sottosuolo possiede una quantità immane. Sottosuolo che potrebbe dare lavoro e ricchezza al nostro Paese, specie in un periodo dove innumerevoli aziende sono in ginocchio per la pandemia, a cui da alcuni mesi si somma il costo dell’energia elettrica, del gas e del carburante.

 

L’Italia possiede, secondo stime e studi approfonditi svolti in passato, 90 miliardi di metri cubi di gas. Ma sui numeri c’è disaccordo, e tuttavia il futuro deve essere quello di liberarci dalla produzione di energia derivante da composti fossili, gas compreso.

 

L’Italia potrebbe raddoppiare la produzione di gas italiano che in questi anni è giunta al minimo storico per svariati motivi, tra cui anche quello derivante dal rischio di dissesto del suolo a seguito dell’estrazione di gas. Gas che prelevato su alcune aree del nostro Paese ha provocato in passato un abbassamento del terreno, compromettendo la sicurezza di ampie aree coltivate e abitate.

 

Un abbassamento del terreno rapido pone i territori a rischio alluvionale. Ciò, ad esempio, è avvenuto nel Delta del fiume Po, un’area notoriamente a rischio alluvioni, ma ricca di gas.

 

Ricerche condotte dal 1956 al 1958 motivavano lo sprofondamento del Delta del Po, parliamo del Polesine, per effetto dell’estrazione acque metanifere.

 

L’acqua metanifera è di recente formazione palustre, e deriva da paludi sepolte da sedimenti di alluvioni in cui per la fermentazione dei detriti si forma il gas metano. Da tali acque metanifere veniva estratto metano. Ma dagli anni ’60, a seguito di tali risultati scientifici, ci fu prova che nell’area del Delta Padano l’abbassamento del terreno era causata dall’estrazione di acqua dal sottosuolo. Per altro, parliamo di un periodo storico che vide eventi alluvionali del Po devastanti, come il Polesine del novembre 1951.

 

Da ciò la necessità della immediata chiusura migliaia di pozzi di estrazione. Idem, avvenne anche in prossimità dell’area di Venezia, che notoriamente è soggetta ad uno sprofondamento.

 

In zona è vietato estrarre anche acqua dal sottosuolo.

 

Ma in ampie aree dell’alto Adriatico sono presenti ingenti giacimenti di gas naturale, e ci sono trivelle pronte ad essere rimesse in funzione per produrre gas, e fronteggiare parte delle conseguenze economiche che vari contesti nel Mondo si sono create in tempi brevissimi. Però è necessario anche precisare che attualmente produciamo appena il 5% circa del fabbisogno nazionale, e che un raddoppio ci darebbe appena il 10%, ma sarebbe un primo passo.

 

Secondo uno studio svolto di recente, entro pochi mesi potremmo raddoppiare la produzione di gas naturale, in attesa si alternative.

 

La realtà è che non abbiamo pronte all’uso una diffusa tecnica per sfruttare alternative al posto del gas naturale. L’energia geotermica potrebbe essere una forma alternativa, anche ad uso domestico, per riscaldare gli edifici. Ma l’argomento è ampio.

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