
L’Autunno sbloccherà gli anticicloni che stanno determinando la lunga siccità in ampie aree dell’Europa ed in Italia? È una domanda che ci poniamo tutti in quanto la prossima stagione deve necessariamente portare piogge regolari, ritemprare le falde acquifere, i laghi e i fiumi, coprire di neve i ghiacciai che ormai ne sono sprovvisti. Imbiancare di neve i monti a quote via via sempre inferiori.
In molte aree d’Italia cadono le foglie degli alberi bruciate dalla calura. Poi ci sono tanti arbusti che stanno patendo la siccità, e molti muoiono perché le loro radici non attingono più acqua dal sottosuolo ormai arido, le loro radici affondano nella terra secca.
Ci si prodiga ad annaffiature che in molti casi sono solo palliative. Serve la pioggia vera, non di certo i nubifragi violentissimi che anche in questi giorni stiamo osservando. Pensate che in Sicilia ci sono località dove sono caduti oltre 50 millimetri di pioggia in nemmeno mezz’ora. Appena ieri in Campania, con un disastro per un temporale estremo. E tutta quell’acqua caduta tutta assieme non può che generare allagamenti, come anche come i diluvi accaduti nelle Alpi di recente.
La pioggia ci serve per andare avanti, ma deve comparire con un equilibrio regolare in durata e soprattutto intensità, senza causare sfracelli.
Le previsioni stagionali non ci indicano l’intensità e la durata delle piogge, ma anomalie, quantitativi sotto forma generica, con una risoluzione molto meno approfondita rispetto ai modelli matematici tradizionali, con i quali è possibile analizzare le tracce climatiche del prossimo Autunno.
L’Autunno meteorologico, per accordi internazionali avrà inizio il 1° Settembre, da quel giorno terminerà l’Estate (meteorologica). Il trapasso avviene sempre tre settimane circa in anticipo rispetto a quello astronomico che è ben più noto.
La nostra analisi odierna è basata sull’ultimo aggiornamento, nella versione completa, del modello matematico del Centro Meteo Europeo. Premettiamo che il Centro Meteo Americano ha una visione previsionale totalmente opposta.
Settembre 2022. In una visione d’insieme, durante il mese tenderà a prevalere il blocco anticiclonico oceanico. Pertanto, le perturbazioni organizzate, salvo temporanei eventi meteo, saranno in prevalenza sospinte verso l’Islanda e la Scozia, per poi approdare verso il centro nord della Scandinavia. La pressione atmosferica dovrebbe essere prossima alla media, con delle basse pressioni nel Mar Nero che immetterebbero disturbi con dell’instabilità atmosferica su vaste aree dell’Italia.
Il mese di Settembre potrebbe essere caratterizzato dall’instabilità atmosferica, ma con periodi di tempo soleggiato e caldo. Dovremmo avere la genesi di frequenti temporali marittimi nel Mediterraneo, e quindi nei nostri mari. Piogge nella media, se non sopra la media si dovrebbero avere al Sud Italia e la Sicilia, sotto la media altrove, anche se nelle aree costiere e pre-costiere, taluni temporali, ma con eventi meteo di breve durata, potrebbero dare intense piogge, e ahimè con nubifragi annessi.
Un deficit precipitativo si avrebbe in quasi tutta l’Europa occidentale e centrale, e ampie aree dell’Italia.
Ottobre 2022: il Centro Meteo europeo prospetta un rinforzo dell’Anticiclone delle Azzorre con propagazione amplissima sino alla Scandinavia, generando le assai note situazioni di blocco alle basse pressioni oceaniche verso l’Europa. Anche in questo mese ne conseguirebbe un certo deficit pluviometrico. Ma in Italia sarebbe alleviato dalla formazione di temporali provenienti dal mare. Una situazione non favorevole alle piogge abbondanti al Nord Italia.
Ancora una volta il Mediterraneo sarebbe sede di aree temporalesche generate dalle infiltrazioni di aria instabile, ed in reazione a ciò, con un mare molto caldo per il periodo, si potrebbero formare temporali anche molto intensi.
Inevitabilmente, pensiamo anche al rischio di eventi alluvionali lampo per le zone esposte ai temporali e ai sistemi nuvolosi convettivi provenienti dal mare. E di ciò avremmo a che fare anche a Settembre. Ma con mari così caldi non si possono escludere formazioni di bassa pressione anche molto intense, addirittura TLC (Medicane).
Novembre 2022: con il raffreddamento dell’aria si potrebbe manifestare un sensibile incremento dell’attività convettiva nel Mediterraneo, specialmente quello centrale e occidentale, con la formazione di basse pressioni. Si avrebbero eventi molto piovosi in mare aperto, con possibile interessamento di aree costiere e pre-costiere. Si avrebbe un deficit pluviometrico prevalente nelle zone interne.
Qui verrebbe da pensare ancora una volta anche al rischio della formazione di Medicane.
Per Novembre, il Centro Meteo Europeo propone ancora il blocco alle perturbazioni oceaniche, per altro in sensibile rinforzo rispetto ad Ottobre, con l’Anticiclone delle Azzorre di proporzioni record.
Questa proiezione del Centro Meteo Europeo è desolante da commentare, in quanto la speranza di avere piogge autunnali è stata smorzata a dismisura nell’ultimo aggiornamento per l’anomalia potentissima e forza dell’Anticiclone delle Azzorre.
E allora proseguirà la siccità? La risposta è che si rischiano deficit nella piovosità se tali proiezioni fossero confermate. Ma non disperiamo, le proiezioni stagionali cambiano e ci sono altre variabili da considerare.
In questo articolo ci siamo limitati a descrivere ciò che prospetta una sola fonte nell’ultima proiezione del modello matematico diffusa il 1° Agosto 2022. Il Centro Meteo Europeo ha peggiorato la possibilità di piogge autunnali, e cercheremo di comprenderne le cause, consultando i maggiori esperti mondiali in previsioni stagionali.
Pero, il Centro Meteo Americano, lo evidenziamo di nuovo, ha tutt’altra tesi sull’Autunno, e propone tanta pioggia.