Forte maltempo in vista per il nostro Paese, ma solo su alcune regioni. Buone notizie quindi, ma non per l’intera Italia, perché questa volta la saccatura in arrivo sarà accompagnata da correnti prevalentemente sud-occidentali, quindi di libeccio, più che da venti disposti direttamente da sud o da sud-est. Questa configurazione meteo, peraltro tipica dei primi strappi di inizio autunno, sarà molto poco democratica per quanto riguarda le precipitazioni. Basti pensare che queste ultime rischiano ancora una volta di concentrarsi soprattutto sulle aree già interessate da piogge abbondanti nel corso di settembre, lasciando relativamente ai margini altre zone che avrebbero invece un urgente bisogno di acqua diffusa.
Andiamo per gradi
Dal pomeriggio di martedì 6 e, soprattutto, nella giornata di mercoledì 7, i fenomeni temporaleschi, inizialmente sparsi in mare, tenderanno ad avvicinarsi alla terraferma, interessando progressivamente i tratti costieri compresi tra Sardegna e Lazio, i primi in assoluto a vedere qualche pioggia. Ma questo sarà solo un piccolo assaggio.
Ci aspettiamo infatti un peggioramento un po’ più organizzato tra la serata di mercoledì 7 e quella di giovedì 8 ottobre. Secondo la maggior parte dei modelli meteo, le precipitazioni più abbondanti potrebbero concentrarsi soprattutto sul Levante Ligure, sulla Toscana, sull’Emilia orientale, sulla Romagna, sull’Umbria occidentale e successivamente sulle coste del Veneto e sul Friuli Venezia Giulia, con particolare attenzione alla fascia costiera e al Triestino. Come potete vedere, si tratta ancora delle medesime aree colpite dalla lunga fase di maltempo della seconda metà di agosto e da quella di metà settembre. Se è vero che un altro po’ d’acqua in queste zone non guasta, dall’altro lato emerge un problema: altre aree, come il Piemonte o diverse zone adriatiche, finiscono spesso e volentieri in ombra pluviometrica, il che vuol dire che non riesce a piovere nonostante il passaggio di una buona perturbazione.
C’è un problema
Come abbiamo appena descritto, affinché il peggioramento possa assumere caratteristiche davvero generalizzate su gran parte della Penisola, sarebbe necessario un ulteriore approfondimento della depressione al suolo, associato magari all’isolamento di una goccia fredda in quota direttamente sull’Italia. Qualche modello, come UKMO, propende per questa ipotesi, ma purtroppo lo scenario principale pare quello di una saccatura piuttosto rapida, una sorta di peggioramento “mordi e fuggi”, che potrebbe essere rapidamente sospinto verso levante dalla rimonta dell’alta pressione. Sicuramente è un bene per le zone esposte, molto meno per le altre, che non vedranno, appunto, pressoché neanche una goccia.
Manca il vero pattern autunnale
Il quadro generale, alla luce di quanto esposto in questo articolo, resta ancora da definire nei dettagli, ma la dinamica meteo appare già piuttosto chiara e inequivocabile. Le piogge, benché abbastanza diffuse, potrebbero concentrarsi ancora una volta sulle stesse aree, mentre altre zone d’Italia, che invece avrebbero disperato bisogno di acqua, potrebbero addirittura rimanere a secco. Manca quindi quel pattern autunnale che sarebbe essenziale per uscire almeno un po’ dallo stato di siccità.
Credit
ECMWF – Open Access Charts: previsioni a medio raggio IFS e AIFS
Met Office – Numerical weather prediction models (Unified Model)
Copernicus Emergency Management Service – European Drought Observatory
European Environment Agency – Drought in Europe