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meteo giornale svolta gelida La seconda parte della settimana di Natale segnerà un cambio di passo sul fronte meteorologico europeo e italiano.

 

Dopo il passaggio del ciclone previsto soprattutto nella giornata della Vigilia, destinato a spostarsi rapidamente verso la Grecia, l’atmosfera inizierà a mutare volto con l’arrivo di aria progressivamente più fredda dal Nord Europa.

 

Si tratterà di correnti di origine artica, capaci di determinare un calo deciso delle temperature, in particolare sulle regioni del Centro-Nord Italia. Il raffreddamento sarà avvertibile soprattutto nei valori minimi, con notti più fredde e un clima finalmente più invernale rispetto ai giorni precedenti, spesso caratterizzati da temperature sopra la media stagionale.

 

Nonostante l’ingresso dell’aria fredda, il tempo tenderà a migliorare su gran parte del Paese a partire dal 26 dicembre. Questo grazie alla temporanea espansione di un campo di alta pressione, che favorirà condizioni più stabili e asciutte almeno fino al fine settimana. In questo contesto, l’unica eccezione potrebbe riguardare Sardegna e Sicilia, dove tra sabato e domenica non si escludono locali rovesci, legati a infiltrazioni di aria più instabile sul Mediterraneo.

 

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Lo sguardo, però, è già proiettato verso ciò che potrebbe accadere negli ultimi giorni dell’anno, indicativamente dopo il 28-29 dicembre. Al momento non si tratta di una previsione certa, ma di uno scenario modellistico che sta guadagnando attenzione: la possibilità di una fase di gelo e neve su parte dell’Europa.

 

Tutto dipenderebbe dalla formazione di un grande e robusto anticiclone alle alte latitudini, in particolare tra Gran Bretagna, Scandinavia e Mare di Norvegia. Questa configurazione atmosferica è conosciuta come Rex Block, un assetto su larga scala che può cambiare radicalmente il tempo sul continente europeo.

 

Quando un’alta pressione si posiziona in quelle aree, agisce come una sorta di barriera, bloccando le correnti atlantiche più miti e umide. Allo stesso tempo, favorisce lo scorrimento di aria molto fredda di origine artico-continentale verso sud. In pratica, il freddo accumulato sulle vaste pianure innevate della Russia e dell’Artico potrebbe scivolare liberamente verso l’Europa.

 

Se questo scenario dovesse concretizzarsi, si parlerebbe di una vera irruzione invernale, ben più intensa dei modesti afflussi freddi visti finora sull’Europa orientale. È ancora presto per stabilire tempi e dettagli, ma i segnali di un possibile finale d’anno dal sapore pienamente invernale iniziano a emergere con sempre maggiore interesse.

 

Credit: questo articolo è stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, UKMO per le previsioni meteorologiche.

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