Lettori e meteo appassionati di gelo e neve rimangono sempre più delusi dagli ultimi inverni. E come dar loro torto. Facciamo un focus sulla zona geografica dove la possibilità di neve era di gran lunga superiore. La Val Padana. Ovviamente l’area più densamente popolata e soprattutto a livello di pianura perché non ha senso fare riferimenti con le quote di alta montagna.
Cosa accadeva un tempo
Fino a qualche decennio fa, con l’arrivo di dicembre si poteva quasi dare per scontata la formazione del famoso cuscinetto freddo. Ne abbiamo parlato spesso nei nostri articoli. Era una presenza praticamente certa, bastavano un paio di sbuffi freddi e la mancanza di anticicloni mostruosi come quelli degli ultimi anni era garantita.
Oggi, però, lo scenario non è più lo stesso. Gli inverni recenti, sempre più miti e a strappi, hanno reso molto più fragile questo serbatoio di aria fredda. Il freddo tende ad accumularsi con maggiore difficoltà, i periodi di inversione termica sono più brevi e le irruzioni fredde meno persistenti. Ma c’è qualcosa di interessante che forse non a tutti viene in mente.
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Può ancora nevicare…
Ricordiamo che non servono settimane di gelo. È sufficiente una sola settimana dominata da un anticiclone forte (non africano però!), capace di intrappolare l’aria fredda nei bassi strati e di impedire la miscelazione con gli strati superiori più miti. In quei giorni il suolo si raffredda, l’inversione termica si consolida e la valle padana si comporta come una grande conca che trattiene il freddo come un frigorifero naturale.
Successivamente, serve che arrivi un’irruzione artica decisa e quel freddo diventa ancora più intenso. A quel punto, se una perturbazione atlantica, carica di umidità, giunge con il giusto tempismo, l’aria mite scorre sopra quella gelida senza scalzarla. È il principio della nevicata da scorrimento, un classico meteorologico del Nord. Quante volte è nevicato così! E anche in periodi senza fasi meteo gelide di origine siberiana.
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Cosa sta cambiando
Tanto purtroppo. Perché? In primis, le masse d’aria di origine mediterranea e atlantica sono oggi più calde rispetto a trent’anni fa. Una temperatura media più elevata consente all’atmosfera di trattenere molto più vapore acqueo, come descritto dall’equazione di Clausius-Clapeyron. Si veda questo interessante approfondimento.
È lo stesso meccanismo che genera temporali alluvionali capaci di scaricare enormi quantità d’acqua in tempi rapidissimi. Ma la domanda che sorge spontanea è questa. E se capitasse anche con le nevicate? Cioè, è vero che nevica sempre meno, ma non è che può accadere ancora un nevone monster?
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Risposta molto interessante
Ebbene sì! Ma attenzione. Le nevicate si faranno sempre più rarefatte e di minore durata. Ma, a parità di tasselli del puzzle perfettamente incastrati, paradossalmente in epoca di riscaldamento globale può nevicare di più rispetto a un tempo.
Non ovviamente a livello medio né tantomeno sul lungo periodo. Ma può comunque fare una grande occasione nevosa. Sarà così anche in questo inverno? Per adesso le tendenze meteo non riescono a inquadrare un affondo preciso. Ma ne riparleremo…
Credit
ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE, Copernicus