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Nevicate diffuse in Valle Padana: gli elementi GIUSTI che potrebbero favorirle

Davide Santini di Davide Santini
04 Dic 2025 - 10:30
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Si è aperto l’inverno meteorologico e la domanda di molti meteo appassionati e lettori e capire quando arriverà la neve in Valle Padana. La risposta ovviamente non è né univoca né tantomeno garantita. Abbiamo già avuto diversi inverni dove la Dama Bianca non si è fatta vedere nella stragrande maggioranza della pianura. Sarà così anche quest’anno? Vediamo questa attenta analisi.

 

Cosa serve per una buona nevicata

Le condizioni utili sono due distinte. La prima è avere un’ondata di gelo che possa creare un cuscino freddo Padano molto resistente. Successivamente, serve per forza di cose l’abbassamento della latitudine del flusso atlantico. Sappiamo che con le ondate di gelo da est in queste zone non nevica.

 

Ma è utile la cosiddetta nevicata da sovrascorrimento. Aria molto umida dai quadranti meridionali deve superare l’Appennino e scaricare il suo carico di precipitazioni sulla Valle Padana. Se la colonna d’aria è sufficientemente fredda Allora nevica in maniera diffusa.

 

La seconda opzione è quella di un’avvezione fredda di stampo groenlandese, che riesca in qualche modo a valicare le Alpi e a portare precipitazioni diffuse anche senza un buon cuscino gelido. Già un tempo era rara, poiché servivano una serie di tasselli.

 

Negli ultimi anni è diventata una vera e propria chimera. A novembre abbiamo avuto un eccellente Esempio di come l’aria artico-marittima non riesca più a far nevicare in maniera diffusa in Pianura Padana. Non resta altro che sperare in un bis di questo evento, magari nel mese di gennaio, quando le isoterme sono ancora più basse.

 

Nord Italia: occasione per gennaio?

Ovviamente stiamo parlando di qualcosa a distanza di molte settimane. Non è chiaro se le saccature atlantiche penetreranno con forza sull’Italia, portando aria fredda e abbondanti precipitazioni, oppure se saranno caratterizzate da un indebolimento che favorirebbe l’afflusso di correnti più miti e meno efficaci nel generare precipitazioni.

 

Lo scenario più accreditato al momento è quello di un costante affondo delle correnti perturbate. In questa configurazione, inizialmente si avrebbe un richiamo di aria mite che favorirebbe nevicate sulle Alpi a quote medio-alte, seguite poi da un raffreddamento progressivo.

 

Ma, ancora una volta, ce la si giocherà sul filo di lana. Esattamente come è successo a novembre, dove è riuscito a nevicare per qualche ora anche nelle parti settentrionali della Valpadana. Saranno sempre condizioni meteo al limite, perché per avere un’ottima nevicata da cuscino gelido serve un episodio come il febbraio 2012 (ECCO UN APPROFONDIMENTO) o il febbraio marzo 2018 (SI LEGGA IL NOSTRO ARTICOLO).

 

 

Credit

ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: alpiaria artico marittimaaria gelidaavvezione freddacorrenti perturbatecuscino freddo padanoflusso atlanticogelogennaiogroenlandiainvernoinverno meteorologicometeonevenevicata da sovrascorrimentonevicatenord italiapianura padanaprecipitazioniprevisioni neve
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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