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ID 70222283 | Drought ©Ahmad Marzuky | Dreamstime.com

 

Vi ricordate l’inverno e la primavera particolarmente piovosi? Beh, era da aspettarselo, sono un lontano ricordo. Le numerose fasi meteo abbondantemente piovose e nevose (anche se a quote alte) sono sparite oramai dalla prima metà di maggio.

 

Molte persone volevano il caldo

Molti lettori ci chiedevano quando cominciasse il caldo. Addirittura mi era capitato di leggere una persona di scienza che si domandava di quanto partisse in ritardo il caldo. In realtà non c’è stato alcun ritardo, anzi paradossalmente rispetto ad alcune annate di diversi decenni fa è arrivato pure prima.

 

Da inizio Maggio a ora le piogge sono pessime

Ricordiamo che maggio è stato l’ultimo mese utile per incamerare acqua. Dai primi giorni di giugno a oggi è piovuto male, a strappi, in maniera violenta e molto concentrata. È vero, se andiamo a vedere i dati grezzi è possibile che alcune zone qua e là abbiano ricevuto anche molta più pioggia rispetto alla media. Ma trattiamo di episodi molto localizzati. Non utili a rimpinguare eventuali scorta idriche e soprattutto si tratta sempre di precipitazioni cadute decisamente con troppa violenza, alternate a lunghe fasi di inaridimento.

 

Non va bene così

Non sono piogge utili. Certo, piuttosto che nulla va bene quello che scende dal cielo. Ma facciamo questo ragionamento insieme. Prendiamo una località X che ha una media mensile di 40 mm. Se ne cadono 80 in circa due ore e poi non piove in tutto il mese, è chiaro che quella località avrà ricevuto il doppio della pioggia mensile.

 

E quindi il dato grezzo ci dirà addirittura che è stato un mese piovoso. Ma la realtà è ben altra. Le precipitazioni estive vanno sempre catalogate anche con una loro distribuzione. Sappiamo bene che in estate può piovere tantissimo in pochissimo tempo e poi non piovere più per tre o quattro settimane. Questo soprattutto nelle regioni centro-meridionali.

 

Vanno presi con le pinze i dati pluviometrici estivi

Va da sé che se anche alcune zone del meridione hanno ricevuto precipitazioni sopra le medie in giugno, ormai il surplus idrico non lontano ricordo e si vive di riserva. Oltretutto, ricordiamo pure che ci sono aree come l’ovest Sicilia e talune zone in Sardegna e in Puglia dove non è nemmeno piovuto nella media tra inverno e primavera. Di conseguenza, già si partiva in una situazione di deficit e si continuerà ovviamente su questi binari. Ecco che allora, le regioni a rischio sono: Sardegna, Sicilia, Calabria, Puglia e Basilicata.

 

Ormai le siccità sono qualcosa di cronico in estate e per rivedere fasi meteo ricche di piogge utili bisogna aspettare per lo meno ottobre. Ma non è tutto, Bisogna sperare che il periodo che va dalla seconda metà dell’autunno fino ad aprile o maggio dell’anno successivo sia ricco di precipitazioni, proprio per fare scorte quando le piogge omogenee e ben distribuite latitano per mesi. Questa è la nuova normalità meteo climatica.

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