Tra siccità e alluvioni, meteo fuori controllo
• Anche il Sud non va malissimo
• Due facce della stessa medaglia
• La zona mediterranea è a rischio
• Non siamo nel cuore del disastro ma…
Dopo un Maggio molto piovoso, Giugno ha invertito la rotta; di fatti, si è distinto per un clima caldo e con poche piogge, ma senza episodi di vera emergenza legati alla carenza d’acqua. Nonostante la persistenza dell’Alta Pressione su gran parte del territorio nazionale, si sono registrati alcuni fenomeni meteo violenti, capaci di interrompere brevemente la stabilità atmosferica, soprattutto nel Centro-Nord. Questi fenomeni, seppur localizzati, hanno evitato una condizione di siccità strutturale, mantenendo un equilibrio idrico sufficiente nella maggior parte delle regioni.
Anche il Sud non va malissimo
Particolarmente degna di nota è la situazione nel Sud Italia, che, storicamente più vulnerabile in caso di scarsità idrica, ha beneficiato nei mesi precedenti di piogge primaverili regolari e di un Inverno più piovoso della media. Questo ha permesso alle falde acquifere e ai bacini di mantenere livelli accettabili, garantendo una certa tranquillità nel breve termine.
Gli ultimi aggiornamenti forniti dall’European Drought Observatory (EDO) mostrano una realtà diversa: circa il 30% del territorio europeo si trova attualmente in condizioni di siccità da moderata a severa. Questo dato, per nulla trascurabile, riguarda vaste aree del Centro Europa, fino ai settori orientali, dove l’inizio dell’anno è stato segnato da una scarsissima frequenza di precipitazioni.
In queste zone, la mancanza di pioggia ha avuto ripercussioni evidenti su fiumi, terreni coltivati e vegetazione spontanea, lasciando un paesaggio già provato e vulnerabile all’arrivo di nuove ondate di calore estive. In particolare, le regioni interne della Polonia, dell’Ucraina occidentale e alcune porzioni della Germania orientale mostrano segni tangibili di sofferenza idrica, spesso inedita come intensità.
Due facce della stessa medaglia
Parliamo sempre di estremi. Siccità e alluvioni rappresentano due espressioni dello stesso squilibrio climatico. Sono manifestazioni opposte, ma strettamente connesse, della crescente instabilità atmosferica innescata dal riscaldamento globale. La circolazione atmosferica, sempre più alterata, favorisce infatti il verificarsi di eventi estremi: da un lato piogge torrenziali in tempi ristretti, dall’altro lunghi periodi aridi.
L’aria più calda, infatti, può contenere quantità maggiori di vapore acqueo, il che rende possibili precipitazioni più intense ma, allo stesso tempo, un’evaporazione accelerata nei momenti di secco. Insomma, piove male, quando lo fa è in modo violento e poi per settimane può non piovere più.
La zona mediterranea è a rischio
Se da un lato in Italia i bacini idrici restano sufficientemente pieni, dall’altro in molte zone dell’Europa meridionale e centrale si registra una crisi progressiva delle risorse idriche. Le conseguenze sono gravi: raccolti ridotti, stress idrico per le colture, riduzione della biodiversità e aumento di richiesta idrica.
Questo stato di cose è amplificato da una serie di fattori globali che alterano la normale circolazione atmosferica. Le anomalie delle temperature oceaniche, in particolare quelle del Pacifico e dell’Atlantico, insieme alla fusione dei ghiacci artici, stanno modificando i percorsi delle perturbazioni. Si stanno verificando sempre più frequentemente situazioni di blocco anticiclonico, che mantengono stabili e calde vaste aree per settimane intere, mentre altre zone vengono investite da piogge improvvise e violente.
Non siamo nel cuore del disastro ma…
L’Italia, per fortuna, non è nel cuore delle anomalie, ma non per questo possiamo abbassare la guardia. Un’Estate con temperature oltre la norma e assenza prolungata di piogge potrebbe infatti portare rapidamente a un abbassamento dei livelli idrici, in particolare nei piccoli bacini e nei corsi d’acqua minori. Inoltre, i suoli già secchi aumentano il pericolo di incendi boschivi, come sta accadendo nell’Iberia e in Francia.
Il quadro meteo climatico europeo mostra quindi una situazione -ancora una volta- estrema, nella quale alcune regioni lottano contro la siccità, mentre altre affrontano le conseguenze di inondazioni improvvise. Questo paradosso è la fotografia perfetta di un clima fuori controllo. Temi importanti, che andrebbero trattati con molta più consapevolezza.
