Devo dirlo, è abbastanza preoccupante l’ondata di calore che viene prospettata da tutti i modelli matematici verso l’Italia. Anche se non si raggiungeranno i valori previsti nella penisola Iberica, ciò che mi allarma parecchio è osservare la persistenza della prevista ondata di calore, dove non si intravede sostanzialmente una via di uscita. L’aspetto predominante è quello di un anticiclone che, una volta instaurato sull’Italia, ma ormai ce l’abbiamo addosso, non voglia andar via, portando tutti i giorni temperature che un tempo venivano registrate solo sporadicamente.
Peraltro si dà poco credito alla situazione meteo perché non si considera che siamo appena a Giugno, e che davanti a noi ci sono due mesi estivi che possono produrre ondate di caldo molto più marcate rispetto a quelle di Giugno. Non voglio fare allarmismo, ma qui parliamo di una situazione che è ben oltre lo straordinario e che forse si configura come eccezionale.
In alcune zone costiere al momento ci sono ancora i venti di brezza che rinfrescano l’aria del pomeriggio, ma la temperatura qui rimane molto superiore alla media perché i mari sono già molto caldi per essere Giugno. Il Mediterraneo, come molti scienziati hanno evidenziato, è divenuto l’hotspot di ondate di calore di estrema intensità. Anche in altre parti del nostro emisfero ci sono ondate di caldo, ma la durata e la persistenza di quelle provenienti dal Nordafrica è maggiore.
Quello che avremo nei prossimi giorni è un vero Heat Dome, con temperature diffusamente sopra i 35°C nelle città di pianura in Italia, e che potranno raggiungere valori ben oltre. A dire il vero, non mi meraviglierei di sentire che ci sono stati 40°C in Pianura Padana, come anche in città del fondovalle di alcune aree alpine.
In Italia si sbaglia nel definire il tasso di umidità; mi sento dire che abbiamo un 90% con 35°C, quando magari il 90% era il valore delle ore notturne, e non con 35°C, perché altrimenti avremmo un Heat Index pazzesco, ben distante dai 35°C (sarebbero circa 60°C percepiti).
In Italia abbiamo meno strumenti di dialogo con il lettore e con chi controlla le previsioni meteo, perché si è perso un sistema educativo alla meteorologia che era ben partito con la TV e il programma televisivo Che tempo che fa, o con un altro che si svolgeva nelle reti Mediaset, mentre oggi i bollettini hanno la durata di uno spot pubblicitario e sono presentati dalle cosiddette veline. Ma invogliare il lettore a comprendere i vari aspetti della meteorologia è complicato farlo solo attraverso internet, anche perché se sino ad alcuni anni fa le consultazioni avvenivano con tutta calma dal PC, oggi prevalgono dallo smartphone, e sono generalmente molto brevi.
Detto tutto questo, quando e come si avrà un refrigerio? In tutta onestà, il refrigerio nelle prossime due settimane non ci sarà, ma si osserveranno brevi episodi dove ci sarà una flessione termica, che perciò sulla regione alpina e prealpina potrebbe essere anche marcata, e apprezzata sino alle alte pianure del Nord Italia.
Refrigerio spesso relegato alla forza del temporale di passaggio. Mentre, altrove, ci si dovrà attrezzare per trascorrere la stagione estiva se non cambierà il pattern attuale, se la cattivissima alta pressione africana continuerà a stazionare come sta iniziando a fare, e come è previsto dai modelli matematici. Allora sì che varie località toccheranno i 40°C.
Ma quel che mi preoccupa è il prossimo mese, Luglio, in specie la seconda parte, essendo stato in passato apportatore di tempeste di calore immense e durature. La maggiore che in questo momento mi viene in mente citare è quella del periodo 20 Luglio – 10 Agosto all’incirca del 2017. Insomma, la situazione meteo e la previsione sono pessime, ma confido in qualche flessione dei cambi di pressione in quota per avere periodi di sosta dalla calura.