I modelli previsionali europei, in particolare quelli del centro ECMWF, suggeriscono l’arrivo di una massa d’aria decisamente più fresca di origine atlantica che punterebbe direttamente l’Italia settentrionale, per poi scivolare rapidamente verso i Balcani e influenzare anche il Centro-Sud.
Questa irruzione, se confermata, potrebbe interrompere bruscamente la fase calda, spalancando le porte a una fase instabile e turbolenta. I primi segnali verrebbero avvertiti nel Nord Italia, dove si prevede un aumento della nuvolosità e la possibilità di forti temporali di calore, soprattutto lungo l’arco alpino e sulle alte pianure tra Piemonte e Lombardia.
Nel prosieguo della settimana, l’aria fresca potrebbe innescare fenomeni temporaleschi più organizzati, capaci di coinvolgere anche le regioni adriatiche e il Sud peninsulare. L’interazione tra masse d’aria diverse, unite all’energia accumulata nei bassi strati, potrebbe generare temporali intensi, accompagnati da colpi di vento, grandine e violenti rovesci localizzati.
Si tratterebbe quindi non solo di una contrazione termica, ma anche di un cambio di regime atmosferico, con un ritorno della variabilità tipica di Giugno, spesso più instabile rispetto ai mesi successivi. In quota, si intravede un abbassamento delle temperature di circa 8-10°C a 1500 metri, segnale evidente di una rottura temporanea del dominio africano.
Va sottolineato che l’affidabilità previsionale oltre i 5 giorni è ancora soggetta a notevoli incertezze, ma la tendenza è chiara: qualcosa potrebbe cambiare in modo netto, se il flusso atlantico riuscisse a rompere il muro anticiclonico. In questo contesto, Giovedì 12 e Venerdì 13 GIUGNO potrebbero risultare le giornate più turbolente.