Il titolo è caratterizzato da toni accesi, ma ovviamente non nasconde delle falsità. Quello che rischiamo, secondo le tendenze meteo stagionali, sono almeno una sessantina di giorni di caldo intenso, tassi di umidità elevati e sole praticamente incontrastato. Se possono sembrare toni allarmistici, facciamo un piccolo ragionamento.
Come sono state le ultime stagioni estive? Non hanno rispecchiato questo andazzo? Certo, magari le ondate temporalesche sono e saranno più frequenti Rispetto agli ultimi anni. Ma nulla ci vieta di pensare che il periodo estivo sia esattamente come vi abbiamo appena descritto.
Come si lavora in questi casi
Per poter elaborare una previsione attendibile sull’andamento meteorologico a lungo termine, è necessario fare riferimento alle cosiddette proiezioni stagionali, strumenti complessi che si basano su un insieme articolato di indici climatici.
Per chi non lo sapesse, essi includono parametri di origine solare, oceanica, atmosferica, e considerano anche le cosiddette teleconnessioni globali, ovvero correlazioni statistiche secondo cui un fenomeno in una determinata parte del pianeta può influenzarne un altro, a distanza di tempo, in una regione completamente diversa.
Cosa dicono le ultimissime
Gli ultimi aggiornamenti provenienti proprio dal Centro Europeo confermano una tendenza ben precisa: da Luglio 2025 si assisterà a un generalizzato aumento delle temperature su tutto il continente, Italia inclusa. L’anomalia termica prevista, ovvero lo scostamento rispetto alla media climatica, si attesterà tra +1°C e +2°C, coinvolgendo l’intera fascia meridionale dell’Europa, dalla Penisola Iberica fino all’Europa dell’Est.
A rendere ancora più marcato il quadro ci penserà il ritorno dell’Anticiclone africano, il cui contributo sarà determinante nel rafforzare l’anomalia positiva anche sul bacino del Mediterraneo. Il mare è già caldo e questa è una pessima notizia.
Luglio: caldo esteso e temperature oltre i 35°C
Sebbene un aumento termico di uno o due gradi possa sembrare trascurabile, in climatologia non è affatto così. In base alle stime, Luglio 2025 potrebbe registrare fino a due settimane in più con picchi di temperatura oltre i 35°C, rispetto a quanto registrato mediamente negli anni precedenti. Ciò significa che assisteremo a una serie di ondate di calore roventi, sempre più simili a vere e proprie “fiammate africane”, che negli ultimi anni sono diventate una costante dell’Estate nostrana.
L’intensità del caldo, inoltre, sarà amplificata dal grado di umidità atmosferica, un fattore che accresce in maniera esponenziale la sensazione di afa e il disagio percepito. Si tratta di un fenomeno che ben conosciamo e che risulta perfettamente in linea con i trend climatici recenti: le Estati italiane si fanno sempre più afose e pesanti, caratterizzate da episodi di caldo persistente e temperature elevate anche durante la notte.
Agosto: continua la fase calda, ma occhio ai contrasti
Anche per il mese di Agosto, i modelli meteo mantengono una tendenza simile, suggerendo la prosecuzione di condizioni climatiche superiori alla norma. Ma attenzione a una cosa. Sempre più spesso, al termine di lunghi periodi caldi e stabili, l’atmosfera tende a rompersi improvvisamente, generando fenomeni violenti come grandinate, trombe d’aria o nubifragi.
Questo tipo di scenario è reso possibile dalla crescente energia termica accumulata nell’aria, una vera e propria carica potenziale che, in condizioni favorevoli, può essere liberata sotto forma di cella temporalesca esplosiva. La presenza costante di umidità e calore al suolo rappresenta il motore principale per la formazione di questi sistemi convettivi particolarmente pericolosi.
Non è raro, infatti, osservare come l’arrivo di correnti più fresche in quota, provenienti magari dal nord Atlantico, possa innescare forti temporali proprio nei momenti più caldi della stagione, quando l’atmosfera è maggiormente instabile.
Qualche altro dato
Un aspetto fondamentale per comprendere la dinamica climatica dei prossimi mesi riguarda la configurazione delle teleconnessioni globali. Diamo qualche note. In particolare, si sta monitorando con attenzione l’attività solare, i valori della temperatura superficiale degli oceani (SST) e gli indici ENSO, che determinano l’andamento del fenomeno El Niño/La Niña nel Pacifico tropicale.
Tali parametri sono alla base dei modelli utilizzati per sviluppare le previsioni stagionali e aiutano a comprendere perché alcune Estati siano particolarmente calde o secche. Nel caso specifico del 2025, i segnali suggeriscono un rafforzamento dell’Anticiclone africano, con periodi altopressorei belli lunghi.
Tutto ciò rende lo scenario meteo per i prossimi mesi particolarmente interessante, e pone l’accento su una stagione estiva che potrebbe essere tra le più calde degli ultimi anni, non solo in termini di temperature, ma anche per la frequenza di eventi estremi. Ne riparleremo…