Cari lettori, pare che sia chiaro il fatto che la fatidica soglia dei 40 gradi non sia più una rara eventualità meteo, bensì qualcosa di abbastanza comune nelle nostre Estati. Chiaramente, non era così un tempo. Fino a pochi decenni fa era abbastanza raro il superamento di tale valore e – per giunta – circoscritto solo in alcune regioni del Meridione.
Adesso è capitato in più occasioni e anche in Pianura Padana. Il primo anno fatidico è stato il 2003. Poi c’è stato il 2007. Successivamente il 2012. Poi 2017. Poi ancora 2019 e infine la tremenda 2022. Senza dimenticare il terrificante Luglio 2023. Tutti esempi di come la temperatura estiva possa salire veramente tanto. Alla base di tutto c’è un meccanismo decisamente tecnico, ma che proveremo a spiegare in questo articolo.
ITCZ: un termine tecnico ma utile
La Zona di Convergenza Intertropicale, conosciuta anche con l’acronimo ITCZ, è una fascia atmosferica collocata attorno all’Equatore, all’interno della quale convergono gli alisei provenienti dai due emisferi. Questa fascia rappresenta una delle aree del pianeta più rilevanti dal punto di vista meteo.
La presenza degli alisei, che convergono uno da nord-est e l’altro da sud-est, dà origine a una zona di forte instabilità atmosferica. L’aria calda e umida, spinta verso l’alto, condensa e genera una copiosa formazione di nubi temporalesche e piogge torrenziali. Questa dinamica rende l’ITCZ un elemento cruciale per la redistribuzione del calore solare sulla Terra, regolando la circolazione atmosferica globale.
In condizioni normali, questa fascia non resta fissa sull’Equatore, ma si sposta gradualmente seguendo il ciclo stagionale dell’irraggiamento solare. Durante l’Estate Boreale, tende a salire verso nord, mentre nel periodo dell’Estate Australe scivola verso sud. Questo andamento oscillatorio è essenziale per il funzionamento dei monsoni, per i regimi delle precipitazioni tropicali e per la presenza o assenza delle grandi aree desertiche mondiali.
Che cosa implica l’espansione dell’ITCZ? Brutte cose per noi…
Quando si afferma che l’ITCZ sta attraversando una fase di espansione, ci si riferisce a un ampliamento progressivo della sua estensione in latitudine. Questo significa che la fascia equatoriale umida sta occupando una porzione sempre più ampia di superficie terrestre, allargandosi verso nord nell’Emisfero Boreale e simultaneamente verso sud in quello Australe.
Questa non è una semplice variazione legata alla stagionalità, bensì un vero e proprio cambiamento strutturale del sistema climatico planetario. Il fenomeno è in gran parte attribuibile all’influenza del riscaldamento globale di origine antropica. Numerose ricerche scientifiche confermano che questa dilatazione della fascia tropicale è iniziata già da diversi decenni e continua tuttora ad avanzare.
Conseguenze per noi: un’Estate sempre più tropicale
In Italia, le conseguenze di questa trasformazione sono ormai evidenti e si manifestano sotto forma di Estati sempre più lunghe, calde e asciutte. L’evoluzione del clima ha portato a una modifica profonda delle stagioni tradizionali: le transizioni tra Primavera ed Estate o tra Estate e Autunno sono sempre più brevi, quasi indistinguibili, tanto che i mesi di Maggio e Settembre possono ormai considerarsi parte integrante della stagione estiva. Anche se ora fa fresco, non è detto che già in questo mese non ci possano essere fasi meteo calde e secche.
Il nostro Paese si trova oggi sulla frangia settentrionale della fascia tropicale in espansione. Questo significa che il clima che un tempo era confinato a regioni attorno ai tropici ora si manifesta anche sulla penisola, con picchi di calore persistenti e un aumento sensibile della frequenza dei fenomeni estremi, come ondate di calore, temporali violenti e lunghi periodi di siccità.
Un cambiamento epocale
Il nuovo assetto climatico implica una riconfigurazione del sistema meteorologico nazionale, con la progressiva perdita dell’Alta Pressione delle Azzorre, storicamente legata alla stabilità del tempo mediterraneo, a favore della presenza più insistente di un Anticiclone africano, molto più caldo e secco.
Questo nuovo protagonista delle estati italiane tende a imporsi tra Giugno e Settembre, ma sempre più spesso si affaccia già in Maggio e resta fino a Ottobre, trasformando radicalmente la percezione del tempo stagionale. Orami ci pare normale avere già 30 gradi in Maggio e averli fino a fine Settembre, ma un tempo sarebbe stato qualcosa di fortemente anomalo.
E i 40 gradi?
Beh, come detto all’inizio articolo, non ci sarebbe nulla di normale ad avere temperature di 40 gradi con frequenza tra giugno e agosto. Addirittura, in alcuni casi estremi ci sono stati pure al di fuori della soglia estiva. Ma quello che spaventa ancor di più è la possibilità, oramai tangibile, di arrivare alla fatidica soglia dei 50.
L’abbiamo sfiorata in due occasioni. Nell’Agosto 2021 e nel Luglio 2023. Due mesi estremi, con valori quasi di 49 gradi. Capite che, oramai, manca davvero pochissimo e se ci sono anticicloni sufficientemente potenti e un aiuto da fenomeni meteo di compressione o di favonizzazione tale livello è davvero alla portata. Qualcosa di sinceramente abbastanza inquietante.