Le anomalie di geopotenziale a 500 hPa, mostrate nelle mappe allegate, confermano la presenza di vortici ciclonici associati ad aria più fredda rispetto alla media stagionale, che tenderanno a mantenere condizioni di instabilità atmosferica su gran parte dell’Europa occidentale e centrale.
Secondo i dati modellistici, la distribuzione delle precipitazioni sarà notevole soprattutto lungo una fascia che va dalla Spagna settentrionale, passando per la Francia, fino a coinvolgere la Svizzera, l’Austria, e le regioni settentrionali italiane.
Le mappe cumulative di pioggia previste fino al 18 maggio 2025 mostrano accumuli eccezionali localmente superiori ai 150-200 mm, specialmente sulle aree alpine e prealpine. Alpi Marittime, Alpi Cozie, Lombardia, Trentino-Alto Adige e Friuli Venezia Giulia si confermano come le zone italiane più colpite.
Anche le pianure della Val Padana e parte delle regioni centrali italiane (in particolare Toscana e Umbria) potrebbero registrare accumuli compresi tra 50 e 100 mm. Le piogge risulteranno più scarse, ma comunque presenti, lungo le coste tirreniche centro-meridionali e sulla Sardegna.
La prima fase dell’episodio piovoso, tra domenica 4 maggio e martedì 6 maggio, vedrà piogge diffuse in intensificazione sulla Liguria, sul Piemonte occidentale e sul settore alpino, a causa del richiamo umido meridionale davanti al fronte perturbato principale.
Successivamente, tra mercoledì 7 e giovedì 8 maggio, l’ingresso più franco della saccatura spingerà rovesci e temporali verso l’intero Nord Italia, estendendosi gradualmente anche alle regioni centrali tirreniche come Toscana, Lazio e Umbria.
Nel corso della seconda settimana (tra 9 e 15 maggio), si prevede una persistenza di condizioni fortemente instabili, soprattutto nelle ore pomeridiane e serali, con sviluppo di temporali sparsi, talora intensi, specie su Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Triveneto.
Entro la fine del periodo di validità, ossia attorno al 18 maggio, ci potrebbe essere una lieve attenuazione dell’instabilità, ma permarranno ancora rovesci sparsi, specialmente lungo la dorsale appenninica e le zone interne.
L’ingresso di aria più fredda in quota, ben rappresentato dalle anomalie di temperatura a 850 hPa, causerà un sensibile calo termico su quasi tutta l’Europa occidentale e anche sull’Italia.
Tra il 5 e l’8 maggio, le temperature a circa 1500 metri di altezza saranno inferiori alla media di 5-8°C, portando valori massimi diurni piuttosto contenuti, intorno ai 15-20°C sulle pianure del Nord Italia e tra 18-22°C al Centro. Solo il Sud e le Isole Maggiori potranno mantenere condizioni termiche più miti.
Questa configurazione favorirà anche l’abbassamento della quota neve sulle Alpi, che potrebbe temporaneamente scendere fin verso i 1700-1900 metri, un aspetto importante per l’accumulo nevoso tardivo utile alla riserva idrica.
Le mappe di anomalia a 500 hPa evidenziano una persistente anomalia negativa su tutto l’asse Francia-Italia-Germania, mentre anomalie positive si posizionano più a nord, tra Islanda e Isole Britanniche, alimentando un pattern di blocco atmosferico che continuerà a veicolare aria fredda e umida verso il continente.
Questo scenario lascerà poche possibilità a miglioramenti meteo duraturi almeno fino alla seconda metà di maggio.
In sintesi, i principali eventi piovosi per l’Italia saranno:
- 4-5 maggio: piogge e temporali su Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta e primi fenomeni sparsi sulla Lombardia e Veneto.
- 6-7 maggio: estensione delle piogge a tutto il Nord Italia, in particolare su Emilia-Romagna, con rischio di locali nubifragi.
- 8-9 maggio: instabilità diffusa anche su Toscana, Umbria e Lazio, con rischio di temporali forti.
- 10-15 maggio: prosecuzione dell’instabilità pomeridiana su quasi tutta la Penisola, con fenomeni a carattere sparso ma localmente intensi, specie a ridosso dei rilievi.
- 16-18 maggio: tendenza a una parziale attenuazione dei fenomeni, ma ancora possibilità di rovesci intermittenti sulle regioni settentrionali e interne del Centro.