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Come ogni anno, i termosifoni saranno spenti il 15 aprile nelle città del Nord Italia. Nulla da eccepire se si considerano le temperature di questi giorni, che specialmente venerdì 11 hanno toccato picchi di 24°C a Milano Linate, ma anche punte di 26°C nella bassa pianura parmense.

 

Ma ecco il risvolto della medaglia: sta giungendo una perturbazione, anzi, una serie di perturbazioni associate a un fiume perturbato. I cieli si preannunciano plumbei, e la radiazione solare diminuirà considerevolmente durante il giorno, abbassando anche di 15°C le temperature massime. Tuttavia, come avviene ogni anno, i termosifoni saranno disattivati, proprio mentre in questi giorni, in cui sono rimasti accesi, i termometri hanno registrato valori elevati.

 

Anziché legiferare su accensione e spegnimento, si dovrebbero obbligare i condomini, considerando gli sprechi osservati alcuni anni fa, con leggi per il contenimento energetico, a dotarsi di impianti di riscaldamento con termostati in ogni appartamento, che disattivino i termosifoni quando si supera una certa soglia, evitando situazioni come quelle attuali, in cui si raggiungono 25°C all’interno delle abitazioni o negli uffici.

 

È un argomento che ho frequentemente trattato, perché si parla molto di ambiente, di risparmio energetico, di consumi, ma la burocrazia genera solo disagi. Siamo in Europa, si promulgano leggi su ogni tema, ma non si riesce a riformulare quelle relative all’accensione e allo spegnimento autonomo dei termosifoni, che porterebbero a un risparmio in bolletta e, considerando che il clima è in costante cambiamento, anche a un uso più consapevole del riscaldamento, che potrebbe essere attivato anche in maggio se all’esterno si registrano 10°C diurni con pioggia, e disattivato se ce ne sono 25°C.

 

È noto che i condomini dovrebbero investire, ma se tutto fosse pianificato e facilitato dallo Stato, rendendolo obbligatorio, sarebbe vantaggioso per tutti noi. Non vi pare?

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