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Sì lo sappiamo, parlare di siccità sembra un controsenso. Abbiamo avuto un inverno con fasi meteo particolarmente perturbate e un Marzo dove certamente non è mancata la pioggia. Eppure, nonostante tutto, c’è comunque un rischio di siccità nei prossimi mesi.

 

Da un lato è fisiologico, perché la nostra Estate ormai è diventata un forno dove fortissimi temporali si alternano a lunghe pause asciutte, dove magari non cade una goccia per giorni e giorni e soprattutto ci sono temperature decisamente troppo alte. Ma il vero problema è un altro. In questo articolo andiamo a vedere alcune approfondimenti interessanti, per cercare di capire come mai abbiamo dei timori circa possibili fasi siccitose nei prossimi periodi.

 

Analizziamo il tutto a livello europeo

Nelle ultime settimane, anzi da metà Inverno, vediamo una situazione sempre più complessa e preoccupante che ha preso forma su ampie porzioni dell’Europa centrale e del sud delle Isole Britanniche. A dominare è una anomala e prolungata carenza di precipitazioni, con un deficit idrico in continuo peggioramento. Questo squilibrio si evidenzia con particolare forza su Germania, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo, ma anche sulla Francia settentrionale e su buona parte dell’Inghilterra meridionale.

 

Contrariamente a quanto ci si potrebbe aspettare da un mese come Aprile, storicamente associato a piogge abbondanti e clima mutevole, le attuali condizioni meteo si stanno dimostrando anomale. Le perturbazioni atlantiche, generalmente responsabili delle piogge in queste zone, vengono sistematicamente bloccate da una persistente area di Alta Pressione che si posiziona tra l’Europa centrale e la Gran Bretagna, impedendo l’ingresso delle correnti umide oceaniche.

 

In Spagna e Portogallo piogge torrenziali e alluvioni

Per tutto contro, nella Penisola Iberica la situazione è completamente opposta. In Spagna e Portogallo, negli ultimi mesi, si sono verificate piogge eccezionalmente abbondanti. Le forti perturbazioni che hanno colpito questa parte dell’Europa sono state accompagnate da temporali, venti tempestosi e fenomeni estremi. In alcune aree si sono verificati smottamenti di terreno, allagamenti urbani e fiumi esondati, complicando notevolmente le condizioni di vita quotidiana.

 

Nord Italia: pioggia a intermittenza, neve sulle Alpi discreta

Spingendoci verso l’Italia settentrionale, si osserva un comportamento meteo altalenante, con fasi di piogge intense seguite da intervalli di tempo asciutto. Quello che appare evidente è la mancanza di una distribuzione regolare delle precipitazioni. Gli episodi di maltempo che si verificano, seppur brevi, sono spesso troppo violenti, causando nubifragi e fenomeni localizzati anche pericolosi, persino nel cuore della stagione invernale.

 

Le Alpi, da parte loro, si presentano con una copertura nevosa modesta, sebbene non troppo ridotta. In Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Trentino-Alto Adige, così come in Veneto e Friuli Venezia Giulia, le cime alpine non hanno la stessa quantità di neve del  2024.

 

Questo è in parte allarmante in prospettiva futura: la mancanza di neve in quota, infatti, comporta una ridotta disponibilità idrica per i fiumi, in particolare per il Po, durante la stagione primaverile ed estiva e abbiamo visto che anche in un’annata piovosissima come la 2024 i ghiacciai risultano comunque in sofferenza.

 

Crisi idrica in Pianura Padana? Piano, ma…

Le prospettive per la Pianura Padana non sono completamente rassicuranti. Il fiume Po, che dipende in gran parte dalla fusione delle nevi alpine, sta già mostrando qualche perplessità. I livelli idrometrici sono sotto la media stagionale e, se le piogge non dovessero intensificarsi in modo costante e generalizzato, l’Estate potrebbe iniziare con una situazione non buona per l’agricoltura.

 

Anche se non possiamo parlare certo di siccità conclamata nel Nord Italia, i segnali anticipano un possibile scenario problematico nelle prossime settimane. O comunque non partono con troppa tranquillità. Ma possiamo sperare in una cosa.

 

Modelli previsionali incerti e instabili

I principali modelli meteo matematici continuano a proporre scenari interessanti. In alcuni casi si ipotizzano piogge diffuse e abbondanti nel breve termine per le regioni settentrionali, ma queste stime vengono cambiate e a volte ridotte.

 

Quando le precipitazioni si concretizzano, sono spesso estremamente localizzate e, talvolta, eccessive. Si assiste così a nubifragi improvvisi, frane, smottamenti e fenomeni alluvionali su scala ristretta, un tipo di pattern più estivo che altro.

 

L’Estate alle porte e il rischio di ondate di calore

Una delle tendenze più temute, osservando la configurazione attuale, è quella che riguarda il rischio di un’Estate torrida. In passato, infatti, una Primavera con scarse precipitazioni nell’Europa centrale si è tradotta in stagioni estive eccezionalmente calde e siccità prolungate, con conseguenze anche sull’Italia del Nord.

 

Alcune proiezioni stagionali suggeriscono già che, tra Giugno e Agosto, le piogge potrebbero essere inferiori alla media e le temperature superiori alla norma climatologica. Se questa tendenza dovesse confermarsi, le criticità idriche diventerebbero drammatiche soprattutto per l’agricoltura della Pianura Padana, una delle aree più fertili e produttive d’Europa.

 

Prossime due settimane con buone notizie

Guardando al breve termine, si ipotizza che la prossima settimana (14-20 Aprile) possa essere caratterizzata da un incremento delle precipitazioni sull’Italia settentrionale. Alcuni modelli simulano l’arrivo di perturbazioni atlantiche, in grado di superare l’azione dell’Anticiclone e di portare piogge consistenti su Liguria, Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Triveneto.

 

Tuttavia, a causa della distanza temporale e della variabilità atmosferica, è ancora presto per confermare questi scenari. Sarebbe comunque auspicabile che queste piogge fossero continue ma moderate, evitando gli eccessi che, negli ultimi anni, sono diventati una costante, con eventi estremi che alternano alluvioni e lunghi periodi di siccità.

 

Nelle prossime settimane, l’evoluzione della situazione meteo europea sarà fondamentale per capire se il Nord Italia potrà contare su piogge buone o se, al contrario, l’Estate 2025 sarà segnata da gravi criticità idriche, estendendo le condizioni di siccità già osservate in Germania, Regno Unito e Francia settentrionale. In fondo, sono i nostri cugini.

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