Siamo giunti al termine di febbraio, mese che segna ufficialmente la chiusura dell’inverno meteorologico in Italia. Questa convenzione climatica, adottata per ragioni di praticità, stabilisce che la stagione fredda termini con la fine del mese. Tuttavia, ciò non significa che il clima si adeguerà immediatamente a uno scenario dal meteo primaverile stabile.
Marzo è noto per la sua imprevedibilità e, in passato, ha spesso riservato irruzioni fredde tardive, capaci di riportare la neve a bassa quota e perfino in pianura. Il vero passaggio alla primavera avverrà solo con la fine dell’inverno astronomico, prevista per il 20 marzo, giorno dell’equinozio di primavera.
L’aumento delle ore di luce e il risveglio precoce della natura
Con l’avvicinarsi dell’equinozio, le giornate si allungheranno progressivamente e, dal 20 marzo in poi, le ore di luce supereranno quelle di buio. Questo cambiamento avrà un impatto evidente sul clima e sulla natura, che inizierà a risvegliarsi.
Negli ultimi anni, le temperature anomale di fine inverno hanno spesso anticipato la ripresa vegetativa, esponendo l’agricoltura al rischio di gelate tardive. Un eventuale ritorno del freddo nelle prossime settimane potrebbe dunque avere conseguenze negative su coltivazioni e alberi da frutto, già in fase di fioritura anticipata.
Marzo porterà la primavera o nuovi colpi di scena?
Le ultime proiezioni indicano che la prima decade di marzo sarà probabilmente dominata dall’alta pressione, la quale si estenderà su tutta l’Italia e su buona parte dell’Europa centro-occidentale. Questa configurazione favorirà l’afflusso di aria mite nordafricana, portando un primo vero assaggio di primavera.
Tra il 4 e il 7 marzo, il termometro potrebbe superare i 20°C in molte città del Centro-Sud e sulle Isole Maggiori, regalando giornate soleggiate e miti, con condizioni ideali per chi ama il clima primaverile. Tuttavia, marzo è un mese notoriamente instabile e potrebbe riservare sorprese nella seconda metà.
Il ritorno del freddo? Attenzione agli effetti dello stratwarming
Se la prima parte del mese potrebbe essere dominata dall’anticiclone, la seconda e la terza decade restano più incerte. Alcuni modelli meteo indicano la possibilità di colpi di coda invernali, con un ritorno di freddo, gelate e brinate o persino nevicate a quote basse.
Questa possibile inversione di tendenza potrebbe essere una conseguenza del forte indebolimento del Vortice Polare, attualmente in corso a causa di un potente stratwarming. Questo fenomeno, che sta avvenendo nei livelli più alti dell’atmosfera, potrebbe manifestare i suoi effetti sull’emisfero boreale nella seconda metà di marzo, aumentando le probabilità di nuove irruzioni fredde.
Lo scenario meteo resta dunque ancora aperto: se da un lato marzo potrebbe portarci il primo vero tepore primaverile, dall’altro non è da escludere un ritorno in grande stile dell’inverno, pronto a sorprendere con nuove discese di aria gelida prima dell’arrivo definitivo della bella stagione.