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Parliamoci chiaro: beato colui che ha la verità in tasca. Mai come in questo periodo si fa davvero fatica a stilare un trend meteo climatico univoco, tant’è che le previsioni potrebbero cambiare a stretto giro di posta, ad esempio già nel corso del fine settimana di metà mese.

 

A tal proposito s’è scritto, recentemente, che il weekend dovrebbe caratterizzarsi per il passaggio di un nucleo d’aria fredda foriero di complicazioni cicloniche mediterranee. Previsione che, lo ripetiamo, andrà costantemente aggiornata onde evitare di fornire dettagli errati.

 

Sarà meglio, a livello previsionale, non spingersi oltre e sapete perché? Perché a livello emisferico sta letteralmente succedendo di tutto. Il Vortice Polare è certamente sotto assedio e alcuni pattern climatici puntano decisi verso quello che in gergo tecnico viene definito split, ovvero la rottura in più parti.

 

Non solo, proiettando l’analisi nella seconda metà mensile si scorge un’altra azione troposferica imponente, ovvero un nuovo potente riscaldamento innescato da una doppia azione anticiclonica. Ma che vuol dire? Beh, per farla semplice che il Vortice Polare sarà comunque debole, a prescindere che si rompa o meno.

 

Gli effetti di quanto scritto saranno letteralmente dirompenti sull’Est Europa, laddove è ampiamente confermata l’imponente ondata di gelo siderale. Eh già, proprio così, il gelo russo-siberiano sarà dirompente e dirvi che qui in Italia non succederà nulla di nulla non è facile. Anzi, non ce la sentiamo proprio.

 

Perché se è vero che le ultimissime proiezioni modellistiche lasciano l’Italia in una sorta di “limbo barico”, ovvero la terra di nessuno, è altrettanto vero che fino a 24 ore fa quelle stesse proiezioni lasciavano intravedere un maggiore afflusso d’aria fredda – se non gelida – anche su di noi.

 

E l’Atlantico? Beh è qui che si gioca la partita, nel senso che tanto dipenderà dall’invadenza oceanica sui settori occidentali del vecchio continente. Ma al momento, giusto evidenziarlo, non sembrerebbe essere in grado di prendere il sopravvento ed è per questo che sulle nostre regioni potremmo assistere all’interazione del gelo siberiano con l’aria certamente più mite d’estrazione atlantica.

 

Tutto ciò non farà altro che complicare – non poco – il quadro evolutivo. Conseguentemente non farà altro che complicare il quadro previsionale. Indi per cui chiediamo un po’ di pazienza, gli scenari meteo climatici potrebbero cambiare da un giorno all’altro, peraltro con pochissimo o addirittura senza preavviso.

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