Quello che andrà in scena nei prossimi giorni sarà un vero e proprio ribaltone meteo, con il ritorno perentorio delle perturbazioni atlantiche all’interno del Mediterraneo. I primi 20 giorni di gennaio sono trascorsi all’insegna della stabilità su buona parte d’Europa, a causa di un imponente anticiclone che ha letteralmente annullato i normali flussi atlantici.
Questo potente campo di alta pressione ha invaso più di mezza Europa, favorendo la persistenza dei soliti cicloni sul basso Mediterraneo, che hanno contribuito a portare tanta pioggia sull’estremo Sud e sulle isole maggiori. Sia chiaro, si è trattato di una situazione molto benefica per le regioni del Sud Italia, che finalmente hanno rivisto precipitazioni degne di nota dopo una gravissima e lunghissima siccità.
Cambia tutto!
Ora le carte in tavola cambieranno radicalmente, poiché torneranno a soffiare le correnti di origine atlantica, che premieranno in termini di precipitazioni le regioni settentrionali e quelle del Medio-Alto Tirreno. Il Medio-Basso Adriatico e il Sud, invece, resteranno spesso all’asciutto da qui al termine di gennaio, eccezion fatta per qualche raro passaggio piovoso.
Dove si concentreranno le piogge più forti?
Ma dove avremo le piogge più forti? Da qui al termine di gennaio potrebbero arrivare in Italia ben quattro distinte perturbazioni, con obiettivo dichiarato il Nord Italia e le regioni tirreniche, soprattutto quelle centro-settentrionali.
Almeno due di queste perturbazioni arriveranno durante l’attuale settimana, andando a coinvolgere soprattutto il Nord-Ovest e l’Arco Alpino, dove si prevedono precipitazioni decisamente degne di nota. Gli ultimi aggiornamenti dei modelli meteo mostrano accumuli pluviometrici superiori ai 150 mm tra Alto Piemonte, Alta Lombardia, Trentino-Alto Adige e Liguria centrale, da qui al termine della settimana.
Le piogge arriveranno ancor più importanti entro la fine di gennaio, tanto che si prevedono accumuli pluviometrici superiori ai 200 o 250 mm su buona parte del Nord Italia. Insomma, una vera e propria svolta meteo, dopo una prima parte di gennaio avara di precipitazioni. Questo cambio di scenario porterà condizioni più dinamiche e finalmente utili per rifornire di acqua le regioni settentrionali.