Ieri, 1° dicembre, l’inverno meteorologico ha fatto il suo ingresso, portando con sé un clima rigido e tipicamente invernale. L’aria fredda di origine balcanica ha dominato il quadro, abbassando le temperature ben sotto la media stagionale e accompagnandosi a fenomeni di pioggia e neve. Questo impulso gelido ha segnato la fine di novembre e l’inizio di dicembre, con paesaggi innevati in Abruzzo, Molise e Basilicata, dove la neve è apparsa anche a quote medio-basse. Nel resto del Sud Italia, invece, sono state le piogge, a tratti mescolate a grandine, a dominare il fine settimana.
Ben diversa la situazione al Nord Italia e lungo la fascia tirrenica, dove ha prevalso una stabilità atmosferica. Le temperature sono rimaste in linea con i valori stagionali o leggermente superiori, ma questa calma ha portato con sé un problema ben noto: nebbie diffuse e stagnanti, che hanno peggiorato la qualità dell’aria, rendendola meno respirabile.
Con l’apertura della nuova settimana, la prima dal sapore invernale, si prevede un cambiamento. La maggiore dinamicità atmosferica favorirà l’arrivo di nuove perturbazioni, che potrebbero portare piogge, nevicate e una maggiore variabilità su molte aree del Paese.
Dall’IMMACOLATA nuovo cambio di registro meteo
8-15 dicembre: Le probabilità di un periodo di freddo intenso aumentano significativamente a partire dall’Immacolata, con l’arrivo di una massa d’aria artica che coinvolgerà non solo l’Italia, ma gran parte dell’Europa. Questo fenomeno si verificherà grazie al ritiro dell’anticiclone atlantico verso la Spagna e la Francia, con successivo rafforzamento in direzione dell’Islanda, favorendo così la discesa dell’aria fredda proprio a ridosso del periodo dell’Immacolata.
Successivamente, per la Penisola Italiana, si potrebbe aprire una settimana (e un periodo complessivo) caratterizzato da temperature sotto la media stagionale (anche di parecchi gradi), accompagnate da un’anomalia positiva delle precipitazioni, con particolare intensità sul settore centro-meridionale.
Sebbene i dettagli su intensità e durata rimangano ancora incerti, al momento la probabilità che questo scenario si realizzi è molto alta. Sono attesi ulteriori aggiornamenti per definire con maggiore precisione l’evoluzione della situazione.