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Aggiornamento ENSO di Novembre 2024: verso una debole La Niña?

Secondo gli ultimi dati climatici, c’è una probabilità del 57% che si sviluppi una La Niña nelle prossime settimane. Si tratta di un fenomeno che, pur essendo considerato debole, potrebbe comunque influenzare temperature, precipitazioni e nevicate a livello globale, specialmente durante i mesi invernali. Nonostante la stagione avanzata per l’inizio di un evento di La Niña, l’attenzione si concentra sulle attuali condizioni nel Pacifico tropicale e sulle dinamiche che potrebbero interagire con il suo sviluppo.

 

Che cos’è ENSO e perché è così importante?

Il fenomeno ENSO (El Niño-Southern Oscillation) comprende tre fasi principali:

  • La Niña, caratterizzata da temperature superficiali oceaniche più fredde della media nel Pacifico tropicale centrale ed orientale.
  • El Niño, con temperature più calde della norma nelle stesse aree.
  • ENSO-neutrale, in cui le temperature rimangono vicine alla media.

Queste variazioni nella temperatura dell’oceano alterano la circolazione atmosferica tropicale, influenzando modelli meteorologici globali, tra cui i jet stream e i percorsi delle tempeste. La La Niña, in particolare, tende a ridurre le precipitazioni nell’area del Pacifico tropicale centrale, causando spostamenti nella circolazione atmosferica con impatti rilevanti a livello planetario, come periodi di siccità o intensificazione delle nevicate in determinate regioni.

 

Lo stato attuale di ENSO

Ad ottobre 2024, la temperatura della superficie oceanica nella regione Niño-3.4, utilizzata come principale indicatore per il monitoraggio di ENSO, mostrava un’anomalia di -0,28 °C rispetto alla media del periodo 1991-2020. Questo valore, inferiore alla soglia di -0,5 °C necessaria per qualificare una La Niña, indica che il Pacifico tropicale si trova ancora in una fase ENSO-neutrale.

Tuttavia, l’acqua sotto la superficie del Pacifico tropicale presenta anomalie più fredde, un segnale che potrebbe favorire lo sviluppo di una La Niña debole nei prossimi mesi.

 

Prospettive per l’inverno

I modelli climatici prevedono che le temperature oceaniche attraverseranno la soglia di La Niña nelle prossime settimane, con un’anomalia che potrebbe oscillare tra -0,5 °C e -0,9 °C nella regione Niño-3.4. L’evento dovrebbe raggiungere il suo picco durante l’inverno 2024-2025. Tuttavia, essendo uno dei più tardivi mai registrati, ci sono limiti alla forza che potrebbe sviluppare.

Anche un fenomeno debole come questo potrebbe comunque spostare la circolazione atmosferica globale, portando ad impatti tipici di La Niña, come inverni più secchi nel sud degli Stati Uniti o variazioni nelle precipitazioni in regioni come l’Asia o l’America Latina.

 

Perché lo sviluppo è così tardivo?

Dopo il dissiparsi dell’evento El Niño dello scorso inverno, le temperature oceaniche nel Pacifico tropicale centrale sono scese sotto la media, ma il raffreddamento è stato più lento del previsto. Tra i fattori che hanno contribuito a questa dinamica figura l’attività recente della Madden-Julian Oscillation (MJO), un sistema di tempeste equatoriali che, passando nel Pacifico tropicale ad ottobre, ha influenzato i venti e quindi il riscaldamento o raffreddamento delle acque superficiali.

Tuttavia, la MJO non rappresenta l’unico fattore. L’interazione con anomalie climatiche globali, come l’attuale riscaldamento esteso degli oceani, potrebbe aver complicato lo sviluppo di La Niña, un fenomeno che richiede un forte contrasto tra il raffreddamento nel Pacifico tropicale orientale e le temperature delle acque circostanti.

 

Impatto del riscaldamento oceanico globale

La maggior parte degli oceani globali, incluso il Pacifico tropicale occidentale, mostra temperature ben al di sopra della media. Questo contrasto evidenzia come le acque relativamente fredde della regione Niño-3.4 emergano come una delle poche aree con anomalie negative significative. Questa differenza relativa potrebbe avere un ruolo fondamentale nell’attivazione di una risposta atmosferica tipica di La Niña, anche se l’anomalia assoluta delle temperature rimane debole.

 

L’importanza delle misurazioni relative

Le analisi più recenti hanno introdotto un nuovo indice relativo per misurare l’impatto di ENSO, tenendo conto del contrasto tra le temperature della regione Niño-3.4 e il resto dei tropici. Questo indice suggerisce che, sebbene il valore assoluto rimanga ENSO-neutrale, la risposta atmosferica potrebbe già essere influenzata da una configurazione simile a La Niña. Ad esempio, i dati di ottobre mostrano un’anomalia relativa di -0,87 °C, molto più pronunciata rispetto ai -0,28 °C tradizionali.

 

Conclusioni parziali

Con La Niña ancora in fase di sviluppo, le prossime settimane saranno decisive per comprendere i suoi effetti sull’inverno. Il monitoraggio continuo delle temperature oceaniche e delle anomalie atmosferiche aiuterà a delineare meglio i potenziali impatti globali.

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