Il trattamento chemioterapico, pur essenziale per combattere le cellule cancerogene, può compromettere gravemente le cellule immunitarie del paziente, esponendolo a rischi di infezioni che possono risultare fatali se non gestite adeguatamente. Attualmente, l’unico metodo per monitorare i globuli bianchi nei pazienti è attraverso analisi del sangue, che possono risultare invasive e meno frequenti.
Il dispositivo di Leuko, concepito per la prima volta nel 2015 e successivamente sviluppato attraverso prototipi e studi clinici, ha dimostrato di poter rilevare accuratamente la neutropenia (basso livello di globuli bianchi) in centinaia di pazienti, senza necessità di prelievi. Questa tecnologia offre quindi un nuovo strumento per la gestione della chemioterapia, permettendo un monitoraggio più frequente e meno invasivo.
L’importanza di questo dispositivo sta nel migliorare la cura e la sorveglianza dei pazienti in ambiente ambulatoriale, riducendo il rischio di infezioni e ospedalizzazioni. Inoltre, il dispositivo potrebbe ridurre l’isolamento sociale dei pazienti tra un ciclo di trattamento e l’altro, offrendo loro maggiore sicurezza nella gestione della propria salute.
Leuko ha collaborato con la Food and Drug Administration (FDA) per progettare studi che confermino l’accuratezza e la facilità d’uso del dispositivo da parte di pazienti non addestrati. Si prevede che entro l’anno verrà avviato uno studio pivotale per l’approvazione della FDA.
Oltre alla gestione della chemioterapia, il dispositivo ha il potenziale per personalizzare le dosi di trattamento in base alla risposta immunitaria individuale del paziente, offrendo così una terapia più mirata e efficace. Questo rappresenta un passo avanti significativo nella personalizzazione del trattamento oncologico.
In futuro l’applicazione di questo dispositivo potrebbe essere estesa anche ad altre condizioni cliniche che richiedono un monitoraggio frequente del sistema immunitario, come la sclerosi multipla, le malattie autoimmuni e i trapianti d’organo. Inoltre, la tecnologia potrebbe essere adattata per monitorare altri biomarcatori nel sangue, come l’emoglobina, i globuli rossi e le piastrine, ampliando ulteriormente le potenziali applicazioni del dispositivo.