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È un periodo che, dal punto di vista previsionale, non è affatto semplice. Ci eravamo lasciati con i modelli matematici che sembravano aver trovato la quadratura del cerchio circa le condizioni meteo-climatiche della prossima settimana, e invece eccoci qua a commentare emissioni modellistiche che sembrano voler tornare sui propri passi

 

È giusto procedere con ordine. Anzitutto, vi ricordiamo che nei precedenti approfondimenti avevamo indicato la prossima settimana come quella potenzialmente in grado di consegnarci definitivamente nelle mani dell’autunno.

 

In queste ore, in realtà, il quadro meteorologico è consono al periodo. Infatti, stiamo registrando un peggioramento indotto dall’ingresso di una saccatura nord-atlantica sostenuta da aria fresca.

 

Gli inevitabili contrasti termici stanno generando fenomeni talvolta particolarmente violenti, perché sostenuti dall’ingente quantità di energia potenziale contenuta soprattutto sui nostri mari. Ecco quindi che i fenomeni assumono sovente carattere di nubifragio, creando, come spesso capita in queste circostanze, danni e disagi.

 

Lo step successivo dovrebbe collocarsi all’inizio della prossima settimana, allorquando una nuova saccatura, stavolta di matrice più settentrionale e quindi alimentata da correnti ben più fredde rispetto alle attuali, dovrebbe coinvolgere parzialmente le nostre regioni. Le ultime elaborazioni modellistiche ci dicono che tale saccatura lambirà le regioni adriatiche, coinvolgendo maggiormente quel settore, il Sud e la Sicilia.

 

Sulla parte occidentale del Paese, al contrario, potrebbe riaffacciarsi una propaggine anticiclonica, in grado di determinare un miglioramento e un rialzo delle temperature. Già questo è un quadro evolutivo particolarmente complesso. Infatti, non è ancora del tutto da escludere una maggiore ingerenza depressionaria, considerato che, come avevamo visto ieri, non veniva esclusa la possibilità dell’isolamento di una goccia fredda sui nostri mari.

 

Tuttavia, il focus del presente articolo è di tutt’altra natura: stiamo cercando di capire cosa succederà nella seconda parte della prossima settimana, perché il trend potrebbe condizionare pesantemente la fase centrale di ottobre, proiettandosi addirittura verso l’ultima decade.

 

Gli ultimissimi aggiornamenti degli autorevoli modelli matematici hanno cambiato nuovamente rotta. In questo momento sembrano decisamente più allineati verso un ritorno dell’Alta Pressione, che tra l’altro potrebbe avere matrice subtropicale.

 

Si tratta di quell’ipotesi europea che avevamo commentato qualche giorno fa, mentre sul fronte opposto trovavamo la soluzione americana, che invece propendeva per un nuovo peggioramento. Nelle scorse ventiquattr’ore quest’ultima ipotesi era emersa anche nelle proiezioni europee, consentendo di delineare un trend previsionale univoco.

 

Anche in questo caso, visto e considerato che la virata è in direzione dell’Alta Pressione, il quadro previsionale teoricamente risulterebbe abbastanza semplice: stabilità atmosferica e temperature nuovamente in aumento. C’è però da dire che questo balletto modellistico non ci consente di sciogliere definitivamente la prognosi.

 

Ed è per questo che abbiamo considerato il quadro previsionale particolarmente complesso, perché siamo abbastanza certi che il balletto modellistico sia destinato a proseguire. Per questo motivo riteniamo i primissimi giorni della prossima settimana fondamentali per capire quale tipo di evoluzione coinvolgerà le nostre regioni.

 

In sostanza, dovremo capire se l’autunno sarà realmente in grado di accelerare oppure se tornerà ad assumere connotati estivi, proponendoci ancora una volta anomalie termiche di un certo spessore. Ovviamente positive.

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