
Aria fredda da est sull’Italia: una coincidenza che si ripete da tre anni
La situazione meteorologica di questa fase di fine Ottobre, per alcuni aspetti, e soprattutto dei primi giorni di Novembre, presenta un’evoluzione intrigante. Orbene, si parla di una fase fredda, con aria fredda che giungerà sull’Italia e che causerà un abbassamento della temperatura. Non sarà un’ondata di gelo, però c’è da dire che ci sono delle strane coincidenze. Abbiamo rilevato che negli ultimi tre anni si sono manifestati, nell’autunno meteorologico, eventi da nord-est, cioè masse d’aria fredda provenienti dalla Russia: nel 2024 è avvenuto intorno a metà Settembre, nel 2025 alla fine di Settembre, con nevicate a quote basse nei Balcani e anche Oltralpe, nel 2026 questo fenomeno si verificherà tra l’ultimo giorno di Ottobre e i primi di Novembre, già in una stagione autunnale avanzata. Questa situazione, se associata a precipitazioni, mostrerebbe anche delle precipitazioni nevose a quote relativamente basse: non parliamo di neve in pianura per ora, ma è come dire che siamo sulla strada giusta.
Perché la Pianura Padana trattiene il freddo
Queste condizioni atmosferiche di freddo che arriva da est si infilano, ad esempio, sulla Pianura Padana, un bacino che durante la stagione invernale tende a raffreddarsi più delle altre regioni italiane, e così succede anche sul resto del Nord Italia, anche perché si tratta di un’area chiusa da catene montuose, dove i venti che provengono da sud o da nord faticano a rimescolare la massa d’aria. In Pianura Padana si crea così, nei bassi strati, un cuscinetto di aria fredda derivante sia dal raffreddamento, come quello che avremo, sia dalla dispersione di calore notturno, dato che le notti cominciano a essere sempre più lunghe e quindi la dispersione di calore cresce; poi si formano magari nubi e nebbie e la radiazione solare comincia a essere quasi inefficace, qualcosa che soprattutto tra la fine di Novembre e Dicembre diventa effimera. Siamo sostanzialmente traghettati verso la stagione invernale, guardando queste cartine e senza considerare il Riscaldamento Globale, senza considerare che tutto può succedere più avanti, nel senso che ci possono essere delle alte pressioni che vanno poi a bloccare il tempo atmosferico europeo e anche italiano, come è successo in tanti altri anni. Questa situazione atmosferica sembra il preludio di una stagione invernale nella norma, nella norma perché porta il freddo, però ci sono molte altre anomalie: mancano le perturbazioni oceaniche, che sono assolutamente tipiche della stagione autunnale, poi magari le avremo più avanti nel tempo, ma anche su questo ci sono molte incognite.
Vortice Polare, il possibile Stratwarming di inizio Novembre
In questi giorni si sta parlando del Vortice Polare, quello che sta in Stratosfera, cioè nell’alta atmosfera, che potrebbe subire nei primissimi giorni di Novembre un fortissimo riscaldamento e, con altissime probabilità, persino l’inversione dei venti in alta quota, che in alcune circostanze vanno a influenzare anche la Troposfera. La Troposfera è quella parte dell’atmosfera dove si verificano i fenomeni atmosferici, dove ci sono le nubi e le precipitazioni e dove, nei suoi strati più bassi, viviamo noi: qui si genera il tempo atmosferico. La Stratosfera può quindi avere un’influenza indiretta sul tempo, perché la trasmissione del freddo verso la bassa atmosfera non è immediata e avviene nelle settimane successive. Si calcola che questa trasmissione richieda tra una e addirittura sei settimane, quindi un forte Stratwarming che dovesse propagarsi verso la Troposfera offre l’occasione per ondate di freddo in alcune aree del nostro emisfero già alla fine di Novembre, un periodo ideale per avere basse temperature, gelate e anche nevicate in pianura.
Non sappiamo se questo effetto si farà sentire in Europa: potrebbe capitare in Asia o nel Nord America. È però un elemento attentamente osservato, perché incide su tanti eventi atmosferici nelle varie stagioni dell’anno, e un’ondata di gelo o di freddo è causa di molti disagi; per questo svariati centri meteo monitorano quotidianamente e con estrema accuratezza il fenomeno, che potrebbe colpire questo o quel continente.
Neve a quote medie e il nodo del Piemonte
Torniamo ai fatti concreti. Il raffreddamento atteso durante i primi giorni di Novembre è importante perché, dove ci saranno precipitazioni, queste potrebbero cadere sotto forma di neve anche a quote relativamente medie; non parliamo di quote collinari se non occasionalmente, con grandine mista a gragnola, cioè neve a granuli, come può capitare sull’Appennino meridionale. Non è prevista però una nevicata in Pianura Padana, anche se ci sarà il transito di sistemi nuvolosi che, giungendo da est e addossandosi ai rilievi, tendono a generare una situazione di stau sul Piemonte, dove si verificano le precipitazioni, e verso il Piemonte e la Valle d’Aosta si potrebbero avere nevicate anche a quote piuttosto basse. Tra l’altro è un’area che riserva spesso sorprese, con nevicate non previste a quote basse, però sulla carta non possiamo prevedere neve a bassa quota. Insomma, un inizio di Novembre scoppiettante e interessante, anche se con altre anomalie, ma ormai alle anomalie del tempo ci siamo abituati.
Credit
- Met Office – Sudden Stratospheric Warming
- Met Office Blog – What is a Sudden Stratospheric Warming?
- NOAA Climate.gov – Polar Vortex Blog

