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Meteo, Riscaldamento Stratosferico improvviso: il Vortice Polare crolla, scenari da brivido tra Dicembre e Gennaio

Il rapido riscaldamento della stratosfera, con aumento termico fino a +30°C e inversione dei venti zonali, sta frantumando il Vortice Polare e preparando una fase invernale molto dinamica, caratterizzata da incursioni artiche e possibili episodi nevosi diffusi

Angelo Ruggieri di Angelo Ruggieri
21 Nov 2025 - 11:30
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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Un importante evento di riscaldamento stratosferico improvviso (Sudden Stratospheric Warming, SSW) è attualmente in corso sull’emisfero nord e sta mettendo in crisi il Vortice Polare, il grande “serbatoio” di aria gelida che normalmente resta confinato vicino al Polo Nord.

 

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(METEOGIORNALE.IT) Questo tipo di configurazione è rara a novembre e potrebbe avere conseguenze rilevanti sul meteo invernale di Europa e Stati Uniti nelle prossime settimane, aumentando il rischio di ondate di freddo e neve anche a bassa quota.

 

Cos’è il Vortice Polare e perché è così importante

Il Vortice Polare è una vasta circolazione di bassa pressione che avvolge l’Artico dalla troposfera fino alla stratosfera. Quando il vortice è forte e compatto, i venti occidentali in quota sono tesi e impediscono all’aria gelida di scendere verso le medie latitudini. In queste fasi gli inverni tendono a essere più miti e regolari su molte zone di Europa e Nord America.

 

Quando invece il vortice si indebolisce o si spezza, l’aria fredda può “sfuggire” dal Polo e tuffarsi verso sud, favorendo irruzioni artiche e periodi di gelo anche intenso. È proprio quello che può accadere dopo un riscaldamento stratosferico improvviso.

 

Cosa significa un riscaldamento stratosferico improvviso (SSW)

Un SSW si verifica quando, in pochi giorni, la temperatura della stratosfera sopra il Polo Nord aumenta anche di oltre 30°C rispetto alla norma. Questo non si traduce in caldo al suolo, ma in un forte disturbo alla circolazione: l’alta pressione stratosferica si espande, i venti in quota rallentano e possono addirittura invertire direzione.

 

Quando ciò accade, il Vortice Polare va incontro a un vero e proprio “collasso dinamico”: la struttura si deforma, si sposta o si spezza in più lobi, aprendo corridoi per discese di aria artica verso Europa, Stati Uniti e Asia.

 

Cosa sta succedendo in questo novembre anomalo

Le ultime elaborazioni di modelli come GFS ed ECMWF confermano che stiamo vivendo uno degli episodi di Sudden Stratospheric Warming più precoci degli ultimi decenni. Le mappe a 10 hPa e 30 hPa mostrano un forte aumento delle temperature e un’anomalia di alta pressione stratosferica che sta schiacciando e spostando il Vortice Polare lontano dal Polo.

 

I venti zonali, misurati intorno ai 60°N, risultano in forte calo e in alcuni scenari potrebbero diventare negativi: un segnale tipico dei Major SSW, gli episodi più intensi e impattanti.

 

Possibili effetti su Nord America ed Europa

In base agli episodi simili del passato, dopo un SSW precoce aumenta la probabilità di inverni freddi sul Canada e sugli Stati Uniti, in particolare sul settore centrale e orientale, con maggiori chance di neve abbondante e gelo persistente.

 

Per l’Europa la risposta è più variabile, ma lo schema tipico prevede una maggiore tendenza ai blocchi anticiclonici alle alte latitudini (Groenlandia, Scandinavia) e a discese di aria fredda da nord o nord-est. In pratica, aumenta il rischio di irruzioni fredde verso l’Europa centro-settentrionale e, in determinate configurazioni, anche verso il Mediterraneo, con possibili episodi di neve a bassa quota.

 

Quando potrebbero vedersi gli effetti al suolo

Gli effetti di un riscaldamento stratosferico improvviso non sono immediati. Di solito servono dai 10 ai 20 giorni perché il segnale scenda dalla stratosfera alla troposfera e riorganizzi i grandi centri di alta e bassa pressione. Questo significa che l’impatto maggiore del SSW in corso potrebbe farsi sentire tra fine novembre e la prima parte di dicembre, con possibili cambi di pattern anche bruschi.

 

Perché è importante monitorare questo evento

L’episodio in atto rappresenta una situazione di forte interesse per la comunità scientifica e per gli appassionati di meteo invernale. Un Vortice Polare indebolito non garantisce automaticamente gelo e neve, ma aumenta la probabilità di configurazioni fredde e instabili sull’emisfero nord.

 

Nelle prossime 2–4 settimane sarà fondamentale seguire gli aggiornamenti dei modelli ensemble e delle analisi stratosferiche per capire se il Sudden Stratospheric Warming in corso porterà davvero a ondate di freddo importanti su Europa e Stati Uniti o se gli effetti resteranno più attenuati. Per ora, il messaggio chiave è chiaro: l’inverno 2025/2026 parte con un segnale dinamico molto forte, che potrebbe tradursi in scenari meteo decisamente movimentati.

 

Credit: questo articolo è stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE per le previsioni meteorologiche. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: gelo stratwarmingneve dicembreondata di gelo Europaprevisioni meteo Vortice Polarerottura vortice polaresplit vortice polareSSWssw novembreStratwarming Majorvortice polare debole
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Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri ha acquisito la certificazione di Tecnico Meteorologo Dekra nel 2019 e nel 2020 è entrato a far parte di AMPRO (Associazione Meteo Professionisti) in qualità di Meteorologo. Si occupa di previsioni meteorologiche da oltre 25 anni. Ha redatto rapporti di eventi e studi climatologici sul proprio territorio regionale. Si occupa saltuariamente di presentazione di previsioni meteorologiche all'interno di rubriche televisive. Ha pubblicato nel 2017 un'opera dal titolo "La neve a Lanciano dal 1836 al 2016". Pubblica quotidianamente previsioni ed analisi meteorologiche su diversi siti meteo. Ha diverse specializzazioni conseguite negli anni in: 'Meteorologia di base', 'Meteorologia avanzata', 'Meteorologia in mare' presso il Centro Epson Meteo.

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